Venite a prenderci

di Simone Borri

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E’ cominciato tutto al Passo delle Termopili nell’agosto del 480 a.C., quando il Figlio del Leone, Leonida re di Sparta sbarrò il passo alla Wehrmacht dell’epoca, l’esercito del re persiano Serse, 300 contro 10.000, salvando il suo paese e consegnandolo alla storia e alla leggenda per l’eternità.

«Μολὼν λαβέ» (*), gridò Leonida a Serse di Persia quel giorno alle Termopili. Non sarebbe sopravvissuto, né lui né nessun altro dei suoi 300, ma la tirannia che viene da Oriente avrebbe conosciuto quel giorno la prima di una lunga serie di sconfitte clamorose.

Ci sono molti motivi per provare ammirazione per il popolo greco nel corso della sua storia. Tra gli archetipi fondamentali della nostra civiltà ci sono la democrazia nata per la prima volta ad Atene, ed il coraggio degli spartani che come gli inglesi del 1940 rifiutarono di arrendersi contro ogni logica, salvando così molto di più del loro paese.

Salvarono lo spirito – allora neonato – dell’uomo occidentale incarnato da Ulisse che va oltre le Colonne d’Ercole, quando tutti gli dicono di non farlo, perché non l’ha mai fatto nessuno. perché così è scritto nei sacri testi. Ma lui, come Lawrence d’Arabia, invece va e lo fa, perché così è scritto nella sua testa.

Ed alla fine questo solo conta. E fà una enorme differenza di civiltà.

(*) « Venite a prenderci»

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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