Non facciamo squadra

di Simone Borri

Mosca 1980, Italbasket medaglia d'argento. Sandro gamba e cesare Rubini non riescono a sorridere......

Mosca 1980, Italbasket medaglia d’argento. Sandro Gamba e Cesare Rubini non riescono a sorridere……

Le nostre rappresentative nazionali negli sport a squadre con il pallone si fermano tutte ai quarti di finale (eccezion fatta per il calcio, che comunque quest’anno ha avuto il suo indiscutibile momento di gloria, e per il basket femminile, non pervenuto).

Bisogna fare un discorso complesso, perché alla fine non siamo soddisfatti dei risultati ottenuti, ma va comunque articolato. Il basket era assente dai Giochi Olimpici da 17 anni. Chiudere ai quarti dopo un preolimpico sbancato in Serbia ed un girone di primo turno con tutte le seconde, terze e quarte più forti, è tanta roba. Si partiva da più indietro, e perciò l’impresa dei nostri ragazzi ci pare più avanti della media.

E’ mancata loro un po’ di freddezza nei minuti finali, contro una Francia che nessuno mi può dimostrare che fosse a noi superiore. E’ una squadra giovane, ha margini di miglioramento consistenti, speriamo che si alleni sulla testa e sulle percentuali di tiro. Alle prossime Olimpiadi a Parigi (se si giocheranno, virus di terza generazione permettendo), chissà che non ci dia la soddisfazione che attendiamo da quarant’anni.
Male la pallavolo e la pallanuoto. Erano sport di eccellenza per il nostro movimento. Sono sport di mantenimento, al momento. Ai quarti ci arriviamo sempre, poi quando il gioco si fa duro, vanno avanti gli altri.
Non giochiamo peggio di Serbia o di Argentina, nelle varie discipline. Ma di loro ci manca – totalmente – la garra. Andiamo in campo contro di loro o già sconfitti o comunque senza risorse psicologiche prima ancora che tecniche per far fronte ai momenti dei match in cui le cose si complicano. Se è colpa del mancato allenamento delle menti (quello che facevano il mai abbastanza rimpianto Julio Velasco nel volley e Ratko Rudic nella pallanuoto, non a caso due tecnici non italiani) o del mancato allenamento sui fondamentali specifici (certe schiacciate si mettono a terra, certi tiri si mettono in porta o a canestro a prescindere da chiunque tu abbia di fronte, a meno che oltre al cuore non ti tremi anche il braccio), o se piuttosto è un discorso generazionale che investe ragazzi troppo fragili e genitori troppo protettivi, agli esperti l’ardua sentenza. Magari anche al CONI, quando avrà finito di sbrodolare per le congratulazioni di Mattarella e Draghi che, come in ogni altro settore della nostra grama vita attuale, lasciano esattamente il tempo che trovano. E forse anche qualcosa di meno.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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