Morte di un segretario

di Simone Borri

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La sera del 7 giugno 1984 Enrico Berlinguer venne portato via da Piazza della Frutta a Padova, dove il suo ultimo comizio era stato bruscamente interrotto dal malore (ictus) che lo avrebbe condotto di lì a pochi minuti al coma irreversibile, ed alla morte sopraggiunta quattro giorni dopo.
SandroPertini180607-001La salma fu riportata a Roma sull’aereo presidenziale da Sandro Pertini, che aveva fatto a tempo a dargli l’ultimo saluto prima della constatazione legale del suo decesso.
Al funerale, tenutosi il 13 giugno con corteo funebre che si snodò tra Via delle Botteghe Oscure ed il Cimitero di Prima Porta dove il segretario riposa, si calcola che partecipò oltre un milione di persone, di tutte le estrazioni sociali e politiche.
Molto più facile, e incontestabile, fu calcolare il risultato del Partito Comunista Italiano alle elezioni europee che si tennero la domenica successiva, il 17 giugno. Per la prima ed unica volta nella storia della Repubblica, il P.C.I. superò nei consensi la Democrazia Cristiana, 33,3% contro 33%, risultato peraltro al di sotto del proprio record assoluto ottenuto alle Politiche del 1976, 34,4%.

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Fu comunque una specie di canto del cigno. Nel momento in cui la sinistra si apprestava ad affrontare un cambiamento epocale in tutto il mondo, in Italia le era venuto a mancare l’unico leader che, per carisma e capacità, avrebbe forse saputo governare e indirizzare verso risultati migliori per tutti quel cambiamento. Forse. Come molti leader carismatici, non aveva saputo creare e lasciarsi dietro una classe dirigente di successori all’altezza.

Risultato: il partito comunista non è mai diventato un vero partito democratico, in compenso ha perso qualsiasi tensione morale e slancio ideale. La generazione prima di Berlinguer, che si era formata prendendo le fucilate dai tedeschi, aveva visto il riformismo di Berlinguer quasi come un tradimento. Quella successiva a lui, che si stava formando prendendo soprattutto le mazzette ed eleggendo a punto di riferimento personaggi come Primo Greganti, riuscì a far sembrare nel giro di pochi anni come se Enrico Berlinguer non fosse mai esistito.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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