Women…… I can hardly express

di Barbara Chiarini e Simone Borri

ragazzaafhana210503

Cominciamo, o per meglio dire riorganizziamo oggi una nuova rubrica: Donne. Il terzo potere, che parla di storia fatta dalle donne e di donne che hanno fatto la storia.

Perché? La domanda giusta non è questa. E’ perché no.

MalalaYousafai210503-001

Al mondo ci sono due poteri: quello della spada e quello della penna. Ma in realtà ce n’è un terzo, più forte di entrambi, ed è quello delle donne.

(Malala Yousafzai)

MarilynMonroe210503-001

Non mi importa di vivere in un mondo di uomini fintanto che posso esserci anch’io come donna.

(Marilyn Monroe)

UteEhrhardt210503-001

Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto.

(Ute Ehrhardt)

Thatcher-Gandhi210503-001

Gli uomini ignoreranno sempre la loro vera natura finché non lasceranno le donne libere di realizzare la propria personalità.

(Indira Gandhi)

Se vuoi che venga detto qualcosa chiedi a un uomo, se vuoi che venga fatto qualcosa, chiedi a una donna.

(Margareth Tatcher)

La foto di copertina:

Ragazza afgana è una celebre fotografia scattata da Steve McCurry nel 1984, e pubblicata sulla copertina della rivista National Geographic Magazine del numero di giugno 1985.

La foto, scattata in un campo profughi di Peshawar, ritrae l’orfana dodicenne Sharbat Gula. L’espressione del suo viso, con i suoi occhi di ghiaccio, ha reso celebre l’immagine in tutto il mondo.

«Mi accorsi subito di quella ragazzina (…) Aveva un’espressione intensa, tormentata e uno sguardo incredibilmente penetrante – eppure aveva solo dodici anni. Siccome era molto timida, pensai che se avessi fotografato prima le sue compagne avrebbe acconsentito più facilmente a farsi riprendere, per non sentirsi meno importante delle altre (…) La classe era composta da una quindicina di ragazze. Erano tutte giovanissime e facevano quello che fanno tutti gli scolari del mondo, correvano, facevano chiasso, strillavano e alzavano un sacco di polvere. Ma quando ho cominciato a fotografare Gula, non ho sentito e visto più nient’altro. Mi ha preso completamente (…) Suppongo che fosse incuriosita da me quanto io lo ero da lei, poiché non era mai stata fotografata prima e probabilmente non aveva mai visto una macchina fotografica. Dopo qualche minuto si alzò e si allontanò, ma per un istante tutto era stato perfetto, la luce, lo sfondo, l’espressione dei suoi occhi»

(Steve McCurry)

Il titolo dell’articolo è il primo verso della celebre canzone di John Lennon.

Commenta l'articolo