Finale in bellezza

di Patrizia Iannicelli

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(Dal nostro inviato) – Nella decima giornata del girone di ritorno, la penultima della stagione, le ragazze viola affrontano l’Empoli Ladies nel derby dell’Arno, divise in classifica da un solo punto a favore delle padrone di casa. In tribuna presente il presidente Rocco Commisso, il DG Jo Barone. Mister Cincotta si affida al modulo del 3-5-2, Schroffenegger, Quinn, Tortelli, Zanoli, Thogersen, Breitner, Vigilucci, Adami, Middag, Neto, Sabatino, Monnecchi.

Il derby fin dalle prime battute è a ritmi elevati, le prime occasioni pericolose sono di marca viola, la prima in assoluto al sesto minuto con Neto che passa un buon pallone a Sabatino in area, il tiro non è preciso. Dopo tre minuti Breitner dalla destra crossa nel mezzo per Zanoli che aggancia e con un gran tiro porta in vantaggio la Fiorentina.

Al sedicesimo ancora in avanti le viola con un tiro cross di Quinnn che la Sabatino non aggancia, sfuma così un occasione da rete. Dalla parte opposta l’Empoli per un fallo in area protesta contro l’arbitro per un rigore non concesso. Subito dopo al 19′ bella giocata di Benedetta Glionna di poco fuori. La classe e la crescita dell’attaccante azzurra, classe 1999, in prestito dalla Juve, una certezza anche a livello della Nazionale.

Al 26′ in una mischia viene atterrata Di Guglielmo, l’arbitro Maria Marotta concede il rigore, forse meno evidente del precedente contrasto. Dagli undici metri Prugna riporta il risultato in parità.

La gara resta aperta con le due squadre che non si risparmiano, le ospiti ancora pericolose con la solita Glionna. Dalla parte opposta lancio lungo per Margherita Monnecchi che è fermata in area dal portiere Capelletti, giallo per l’estremo difensore e rigore assegnato. Dal dischetto la bomber Sabatino porta il punteggio sul 2 a 1. Prima dell’intervallo un tiro di poco fuori di Quinn.

Nella ripresa ancora in avanti le viola, una punizione di Adami viene parata dal portiere. Dal capovolgimento di fronte anche le ospiti conquistano una punizione, si porta sul pallone Glionna, il muro della difesa viola non lascia spazi.

Iniziano poi le prime sostituzioni, al 61′ esce Adami per Middag. Al 73′ da un corner, un tiro di Sabatino si ferma sulla traversa. Al 76′ ancora un cambio Neto lascia il posto a Piemonte. La gara resta piacevole, l’ultima occasione è della Fiorentina che potrebbe incrementare il numero di reti, una conclusione di Vigilucci su assist di Piemonte viene parata dal portiere.

Dopo due minuti di recupero il triplice fischio finale con la meritata vittoria delle ragazze viola, sulla squadra rivelazione della stagione che ha lottato fino al termine. Si consolida il quinto posto a 35 punti, distanti da una sola lunghezza dal quarto occupato dalla Roma.

Ottima la prova di tutta la squadra, che merita più della sufficienza, sul podio le giovani promesse, il difensore Martina Zanoli e l’attaccante Margherita Monnecchi , entrambe classe 2002, e la sempre verde Daniela Sabatino, bomber di razza, un pericolo costante per le avversarie, classe grinta e determinazione che la rendono una protagonista assoluta nel pianeta del calcio femminile. Si posiziona al terzo posto nella classifica cannonieri con 16 reti, dietro a Giacinti (Milan) e Girelli (Juventus).

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Con la terza vittoria consecutiva, si chiude in bellezza la stagione delle ragazze viola tra le mura di casa. Gli obiettivi di partenza erano ben altri all’inizio del campionato, una squadra costruita per le prime posizioni, purtroppo condizionata con il passare dei mesi da diverse situazioni, dai gravi infortuni (su tutte quello pesante della centrocampista Marta Mascarello, ferma da mesi), dagli stop per la pandemia, dalle giocatrici che hanno scelto altri percorsi, non sostituite da altrettante di pari valore, dalla panchina carente nei diversi reparti.

Facciamo comunque i complimenti a mister Antonio Cincotta, che ha dovuto fare la conta per mettere in campo titolari e riserve, spesso provando alcune ragazze in ruoli diversi, a tutte le ragazze che anche nelle difficoltà hanno lottato mettendo il cuore oltre l’ostacolo, alle partite entusiasmanti che abbiamo vissuto, come il ritorno a Praga che ha permesso il passaggio agli ottavi, unica squadra italiana, per il quarto anno in Champions. La competizione internazionale si fermerà con le forti professioniste del Manchester, ma a testa alta e con grande orgoglio.

Prima di archiviare questa stagione resta la gara a San Marino, l’ultimo sforzo che le ragazze affronteranno con massimo impegno, mai mancato peraltro nel corso della stagione, poi ci sarà un futuro tutto da costruire, per ritornare alla Fiorentina femminile degli anni meravigliosi di trofei e vittorie. Una squadra che ha portato entusiasmo facendo da apripista ad una categoria poco conosciuta e annotata come calcio minore, diventata ormai una realtà consolidata.

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(NdR) Mentre la direttrice Iannicelli consegna alle rotative queste righe, ancora non sappiamo quale sarà il futuro della Fiorentina femminile, né – se è per questo – il futuro della ACF Fiorentina in generale. Non sappiamo dunque, tra le altre cose, se rivedremo il mister Antonio Cincotta sulla panchina viola al via della prossima stagione.

Se così non dovesse essere – ed i rumors che si accavallano, ancor più delle esternazioni complessive dei vertici societari, lasciano per la verità più perplessità che certezze al riguardo -, vogliamo cogliere l’occasione per ringraziarlo ed augurargli la buona fortuna che si è più che meritato in queste cinque stagioni trascorse con il gagliardetto viola appuntato sulla impeccabile giacca d’ordinanza.

Arrivato nel 2016 come secondo di Sauro Fattori, il mister venuto da Seattle si è fatto apprezzare non soltanto per i risultati ottenuti ma anche e forse soprattutto per la competenza e lo stile innati e poi perfezionati proprio nel calcio di oltre oceano, rispetto al quale la Fiorentina Women’s può vantare il merito di essere stata proprio la prima e più valida interlocutrice.

Caro mister, speriamo tanto di veder continuare la tua storia in viola, ci sono tanti altri traguardi ancora da conseguire. E da farlo possiblmente con il tuo stile, che ha dimostrato di coincidere spesso e volentieri con quello di Firenze. Anche se magari di una Firenze d’altri tempi, che rischia ormai di scomparire.

Ma se una società che deve ancora chiarirsi le idee su tante cose propendesse per altre scelte, che almeno ti accompagni nelle tue nuove avventure professionali il buon augurio ed il ringraziamento di cuore da parte di una città che una volta i personaggi come te li remunerava e omaggiava come meritano.

Arrivederci a presto, coach Cincotta.

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