Un piccolo passo per la salvezza

di Patrizia Iannicelli

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Nella 32esima giornata di campionato si gioca anche il penultimo turno infrasettimanale della stagione. La Fiorentina dopo la debacle dello scorso sabato, torna in campo ancora in trasferta al Bentegodi, nell’anticipo serale del martedì, contro la squadra dell’Hellas Verona.

Un fine settimana  complicato per la squadra viola che con i risultati delle dirette avversarie, si è vista ripiombare nella pericolosa parte bassa della classifica. Il risultato negativo ma soprattutto la prestazione rinunciataria, ha portato la società al silenzio stampa dei tesserati e al ritiro. La gara si presenta fondamentale sia per un risultato obbligato, un passo falso non sarebbe certo giustificato o tollerato, sia per le tematiche di riflessione, dal tecnico croato Ivan Juric, che ad inizio stagione sembrava potesse approdare sulla panchina viola, al ritorno dell’ex gialloblu Amrabat, grosso investimento del patron Commisso (20 milioni di euro), che non ha portato un giusto apporto, alla reazione della squadra viola in una prova di orgoglio e carattere.

Sulla formazione solito modulo del 3-5-2, Dragowski tra i pali, Caceres, Pezzella (cap.), Quarta, Venuti, Bonaventura, Amrabat, Pulgar, Biraghi, Ribery, Vlahovic. Milenkovic aggregato ai compagni ma fermo per squalifica, l’ex di turno marocchino Amrabat prende il posto di Castrovilli.

Nei primi minuti gli scaligeri mettono in apprensione la retrovia degli ospiti, il portiere polacco si supera in un paio di occasioni, Lasagna il più pericoloso con un sinistro esalta Dragowski che salva in angolo, poi è il terzino Venuti che salva sulla linea. Le incursioni dei veneti arrivano dalla parte sinistra, la difesa viola in difficoltà. Alla mezz’ora il primo tiro di Ribery,  deviato in corner. Alla fine del primo tempo, Venuti sulla fascia passa a Bonaventura in area, il centrocampista subisce un intervento di Barak, l’arbitro indica il dischetto, dopo il consulto del Var, viene confermato. Dagli undici metri Vlahovic con freddezza realizza il gol del vantaggio.

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Nella ripresa ancora brividi in area viola, un goal di Faraoni annullato per evidente fuorigioco. I viola sbagliano diversi passaggi, ma in area la difesa regge anche se con qualche difficoltà. Al 65′ da una punizione di Pulgar, arriva il pallone in area dove è agganciato da Caceres che tira con un gran destro verso la porta, il portiere Silvestre non può opporsi. Un raddoppio fondamentale a venti minuti dal termine.

Al 72′ tornano i fantasmi di una possibile rimonta contro i viola, con il gol che dimezza lo svantaggio, lancio dalla destra di Zaccagni, Faraoni in area fa sponda per Salsedo (subentrato dalla panchina), e gara riaperta. Al 77′ primo cambio tra i gigliati esce Ribery (buona prova del francese nel portare la squadra in avanti, forse un intervento subito in area poteva portare almeno alla visione del Var), per Kouame.

Il copione non cambia il Verona cerca di portare in pari il risultato e si sbilancia in avanti, i viola si difendono con qualche situazione di sofferenza. Ancora una doppia sostituzione nei minuti finali per mister Iachini,  Castrovilli e Igor prendono il posto di Bonaventura (squalificato, salterà la prossima gara), e Biraghi. Si trattiene il fiato per un tiro di Salsedo che manda in alto. Nei quattro minuti di recupero, un brutto fallo di Sturaro su Vlahovic, un’ ammonizione di Kouame, un goal mancato di Quarta che rimedia anche lui un giallo.

Al triplice fischio finale un respiro di sollievo, e finalmente si torna alla vittoria che mancava da più di un mese (contro il Benevento il 13 marzo, ndr). Tre punti d’oro che assumono una doppia valenza, sia per aver staccato diverse squadre (che devono giocare), sia per aver interpretato la gara nel modo giusto, un piccolo ma fondamentale passo verso la salvezza.

Non è stato semplice, dalle difficoltà in diversi momenti, agli episodi favorevoli alla squadra viola, (ben venga qualche volta la fortuna) con le parate del portiere Dragowski, con una respinta sulla linea, con le barricate in difesa, con la compattezza mancata in altre gare. La gara sulla carta quasi scontata tra le due squadre dal punto di vista tattico, i padroni di casa che si propongono, gli ospiti che si difendono e rispondono con qualche incursione (divise in classifica con 11 punti di differenza), ha sottolineato la maggiore volontà dei gigliati di portare in fondo un risultato pieno, anche se con un basso ritmo e gioco inesistente.

Sulla prestazione, diciamo che il riscatto dei singoli è stato sufficiente o quasi, ma ancora una volta il migliore con un’ ottima prova il giovane Dusan Vlahovic, ormai, come già scritto, un attaccante consacrato, un trascinatore che lotta in attacco e in difesa, un punto di riferimento nel reparto offensivo. Il classe 2000 negli ultimi mesi ha mostrato le sue doti tecniche e fisiche, con una crescita esponenziale, i suoi sono numeri importanti considerata la sua età, 16 reti, con 4 rigori trasformati.

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Una prova eccellente che vogliamo sottolineare quella di Lorenzo Venuti, cresciuto nelle giovanili del vivaio viola, buone giocate tra cui quella che ha poi portato al rigore, ma anche determinante in fase difensiva. Sul podio anche Caceres (spesso con prove mediocri, anche relegato tra le riserve) che realizza il raddoppio che porterà alla vittoria, interviene in diverse occasioni per fermare gli avversari, buona prestazione anche di Bonaventura che conferma un buon momento, recupera palloni, si porta in avanti e guadagna il rigore.

Nonostante la vittoria  per la Fiorentina prosegue il silenzio stampa e il ritiro, almeno fino al match di domenica, la partita che non sarà mai come le altre, contro la nemica Juventus. Sarebbe una bella soddisfazione, un sogno non solo per i tifosi viola, contribuire a far scivolare l’arrogante società bianconera oltre il quarto posto, dopo il flop della Superlega, (sembra già messo da parte il torneo dei potenti per diventare più potenti), estrometterla dalla Champions.

Nel calcio, forse è ancora lecito pensare, che tutto possa succedere.

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