The Big Easy – Jole Blon

di Simone Borri

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Compie due anni la nostra rubrica Hit (of) the day. Due anni fa esordivamo con una cover. City of New Orleans, ballata country un po’ cajoun di Willie Nelson, che ieri ha compiuto 88 anni e a cui rinnoviamo l’augurio di suonarcela e cantarcela ancora a lungo. L’aveva ripresa Arlo Guthrie facendone una malinconica road song delle sue. L’aveva poi ripresa John Denver, facendone una canzone di John Denver, altro non c’é da dire.

John Denver, Arlo Guthrie, Willie Nelson

John Denver, Arlo Guthrie, Willie Nelson

NewOrleans200430-003Due anni dopo, la strada ci riporta lì, dove siamo partiti. Nouvelle Orleans. L’ultima e preziosa gemma della corona francese in Nordamerica, dopo la perdita del Quebec canadese. Napoleone vendette la Louisiana ai neonati Stati Uniti d’America il 30 aprile del 1803 per la bellezza di 15 milioni di dollari. Gli U.S.A. in un colpo solo eliminarono dal Nuovo Mondo una delle principali potenze coloniali europee (restavano solo Gran Bretagna e Spagna) e raddoppiarono il loro territorio. La Francia usò quel denaro per finanziare le guerre interminabili e sempre più impegnative con cui il suo Imperatore cercava nel frattempo di diventare il padrone del Vecchio Mondo.

NewOrleans200430-004Nouvelle Orleans divenne New Orleans, affascinante e problematico crocevia di tutte le culture che erano sbarcate nel tempo sulle coste atlantiche americane. La Common Law anglosassone ed il codice napoleonico, cattolicesimo e protestantesimo, ribellismo franco-cajoun e liturgie creole woodoo. Metropoli e America rurale. La Terre de Roi Louis ceduta da Napoleone era un territorio immenso, che andava dalla foce del Mississippi fino al Canada. Da essa, il 30 aprile del 1812, originarono ben 15 degli attuali Stati dell’Unione, compresa la Louisiana propriamente detta, con capitale amministrativa a Baton Rouge e capitale esistenziale a New Orleans.

NewOrleans200430-002Più o meno negli anni in cui la nuova York diventava The Big Apple, la nuova Orleans diventava The Big Easy. Pare fosse una cronista di gossip, Betty Guillaud, del Times-Picayune, a coniare e rendere popolare il soprannome indiscusso della grande città alla foce del grande fiume, riferendosi allo stile di vita peculiare della città. Dove veramente poteva accadere – ed accadeva – di tutto. Easy, facilmente.

Siamo tornati qui, dunque, al termine del nostro giro dell’America e del mondo musicale. E per festeggiare vi proponiamo la colonna sonora di un bel film di qualche tempo fa. The Big Easy, giustappunto, un giovane e aitante Dennis Quaid ed una splendida Ellen Barkin alle prese con i misteri della più misteriosa delle città a stelle e strisce. Il brano del giorno è questo, Jole Blon. E provate a resistere e non mettervi a ballare.

E siccome nel 1981 la aveva riproposta anche il Boss con la sua E Street band allora sulla cresta dell’onda, ecco anche la sua versione. E nessuno si offenderà se la eleggiamo il brano dell’anno. Del nostro primo anno.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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