L’orgoglio non evita un’altra sconfitta

di Patrizia Iannicelli

FIRENZE STADIO ARTEMIO FRANCHI SERIE A FIORENTINA VS ATALANTA

(Dal nostro inviato) – Si torna al Franchi nella gara del posticipo serale delle 20.45, la Fiorentina affronta l’Atalanta, squadra che si conferma da qualche anno ai vertici della classifica, con i viola ancora alla ricerca di punti per raggiungere la quota salvezza.

Il patron Rocco Commisso appena arrivato dagli Stati Uniti, è presente in tribuna per seguire da vicino la squadra, ma soprattutto per dare qualche segnale per i programmi futuri. Sulla formazione assenza pesante quella di Ribery (fallo ingenuo ed evitabile quello del francese, la scorsa settimana, senza cattiveria ma arrivato nella foga agonistica), e Pulgar. La formazione degli undici di partenza parte con il modulo del 3-5-2, Dragowski, Milenkovic, Pezzella (cap.), Quarta, Caceres, Bonaventura, Amrabat, Castrovilli, Biraghi, Kouame, Vlahovic.

Partenza degli ospiti che creano gioco e azioni, i primi contatti a centrocampo non sono ravvisati dall’arbitro Sacchi, il suo operato nell’arco della gara discutibile e insufficiente. Al 13′ gli orobici sono in vantaggio, cross da corner dalla destra e colpo di testa di Zapata che salta a centro area, tra Bonaventura e Pezzella.

Poi inizia lo show di Dragowski che si oppone a tutte le incursioni pericolose dei nerazzurri, sui tiri di Gosens, di Zapata. Al 23′ fallo di Romero su Vlahovic, brutto intervento punito con un giallo. I viola restano in partita ancora una volta per un intervento prodigioso del portiere polacco che si oppone a Zapata.

Mentre la Fiorentina cerca di portarsi in avanti, arriva il raddoppio dello stesso colombiano, su assist perfetto di Malinovskyi, dopo la visione al Var, per presunto fuorigioco dell’attaccante, la rete viene convalidata. Dopo due minuti di recupero si va all’intervallo.

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Nella seconda frazione di gioco, i gigliati entrano con più determinazione e provano ad alzare il baricentro, la grinta è premiata con il goal di Vlahovic al 57′, da una rimessa laterale dubbia (Gasperini si arrabbia molto, ndr), Biraghi dalla sinistra mette in mezzo, sponda di Caceres per il serbo che al centro area trova l’angolino della porta, si riapre la gara.

L’Atalanta risponde con una punizione di Muriel deviata dalla barriera in corner, ma è ancora Dragowski in evidenza su Toloi. Al 66′ arriva il pari ancora con Vlahovic, azione che parte con un lancio di Castrovilli su Kouame che si porta in profondità e arriva in area, assist per il compagno di reparto che davanti la porta non sbaglia.

Non passano due minuti e il tempo di festeggiare dallo 0 a 2 all’incredibile 2 a 2, che dalla parte opposta nell’aria viola, un tocco di mano di Martinez Quarta, porta l’arbitro a decretare il rigore. Dagli undici metri l’ex di turno Ilicic non sbaglia e riporta in vantaggio gli orobici.

Mister Iacchini effettua i primi cambi escono Castrovilli e Amrabat per Borja Valero ed Eysseric. Vlahovic non si arrende e si porta in avanti ma il suo colpo di testa termina fuori. Ancora due sostituzioni nei gigliati, fuori Quarta e Bonaventura per Venuti e Callejon.

Nei minuti finali i viola provano a riportare in pari il risultato, gli ospiti sempre pericolosi in contropiede, ancora Dragowski su Zapata. Nei tre minuti di recupero, Borja Valero conquista una punizione dal limite, l’ultima azione per sperare, ma il tiro di Biraghi si ferma sulla barriera e cosi la possibilità di conquistare almeno un punto svanisce.

Dopo tre minuti di recupero il triplice fischio, con una sconfitta che lascia molto amaro in bocca e rammarico, tale che i commenti unanimi sono racchiusi in un laconico e avvilente peccato…, come già successo con la gara contro il Milan (21 marzo, stesso risultato, che poi portò alle dimissioni di Prandelli, ndr).

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La gara si sapeva dalla vigilia sulla carta proibitiva, 31 punti di distacco tra le due squadre (dopo la vittoria di questa sera), ma soprattutto il divario tecnico tattico e fisico emerso nel primo tempo, e disattenzioni difensive ormai costanti. Nella ripresa la prova d’orgoglio dei viola, forse anche coincisa con un calo di concentrazione degli avversari che pensavano di aver chiuso la gara, (dato il valore inferiore degli avversari), che non evita un’altra sconfitta, ma che evidenzia le solite difficoltà dei vari reparti, la mancanza di gioco e di tattica (le marcature in area su palle inattive inconcepibili), alcuni giocatori al di sotto delle loro possibilità, un pizzico di fortuna che in alcuni episodi è mancato.

Sulla prova di squadra errori ingenui della difesa, le difficoltà del centrocampo mai incisivo ad arginare le incursioni, lo stesso Castrovilli deludente, un tiro nel primo tempo, un lancio per Kouame nella ripresa che ha portato poi al secondo goal, troppo poco per un giocatore che dovrebbe dettare i tempi con gioco e fantasia.

DusanVlahovic210412-003Le note liete arrivano dalla prova superlativa del portiere e dell’attaccante, il polacco Dragowski che evita l’ennesima umiliazione e tiene aperta la gara, e la doppietta del centravanti serbo Dusan Vlahovic. Il giovane bomber lotta da solo contro gli avversari, subisce diversi interventi, porta a 15 reti il suo bottino personale nella classifica cannonieri, pochi in Europa alla sua età (classe 2000). Un predestinato partito come promessa futura ma diventato una certezza, entrato di diritto nell’olimpo di attaccante di razza, considerando i margini di miglioramento che può acquisire, anche grazie alla fiducia e alla crescita calcistica avute da mister Prandelli.

Ai fini della classifica per fortuna nulla è cambiato, la distanza con la terz’ultima Cagliari resta invariata a 8 punti, ma la quota salvezza matematica ancora da conquistare, a cominciare dalle prossime gare in trasferta contro Sassuolo e Verona, di certo più alla portata di quelle da giocare tra le mura di casa (Juventus, Lazio e Napoli, ndr). Un aprile impegnativo che speriamo possa portare la squadra in zone tranquille, per poi programmare un futuro con basi solide, soprattutto con ruoli ben definiti, dai dirigenti, al mister, a giocatori di livello, per poi ripartire con un nuovo ciclo.

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