La Memoria oltraggiata

di Simone Borri

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Quest’anno Bloogger celebra la Giornata della Memoria in modo alternativo. Chi volesse attenersi ad una forma più tradizionale, lo rimandiamo alla rubrica omonima, raggiungibile attraverso il menu del sito:

http://www.bloogger.it/accadde-oggi/giornata-della-memoria

A chi avesse invece le scatole piene dell’ipocrisia delle istituzioni e di chi le occupa più o meno degnamente, offriamo uno spunto di riflessione diverso, che prende le mosse dall’attualità.

Non ce ne vorranno i sei milioni di Ebrei scomparsi nei lager nazisti, né l’incalcolabile moltitudine di quelli scomparsi nei gulag comunisti, e tutti gli appartenenti alle altre etnie atrocemente perseguitate nel ventesimo e ventunesimo secolo. Sono sempre nel nostro cuore. In quello di chi celebra giornate e treni della memoria con profluvio di inutile ed offensiva retorica, non sappiamo.

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Tra le cose che non perdono al Partito Democratico, oltre al fatto stesso della sua esistenza, c’è l’aver tentato di trasformare in una farsa indegna l’ultimo anno di vita di una delle nostre eccellenze, di cui andavamo giustamente orgogliosi. La dottoressa Rita levi Montalcini – sopravvissuta all’Olocausto – ha trascorso l’esistenza a far grande la scienza in quanto unica risposta efficace e civile ai bisogni spirituali e materiali dell’uomo moderno, e con ciò a far grande anche se stessa.

Lungi dal disperdere risorse proprie e di chi la finanziava studiando la trasmissibilità di certi virus dall’uomo al gatto e viceversa – come ha fatto una sua presunta epigona dei giorni nostri senza fare nomi e che troppo presto a mio giudizio è stata anch’essa ricompresa nella categoria eccellenze italiane /cervelli in fuga -, la dottoressa Montalcini ha speso la sua vita ed il suo intelletto per promuovere la ricerca, quella vera.

A tal fine, esclusivamente a tal fine, accettò a suo tempo la nomina a senatrice a vita conferitale dall’allora presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Partecipando da quel momento alla vita politica nazionale con lo scopo dichiarato di trovare e promuovere risorse destinate allo sviluppo della ricerca scientifica in Italia, anche a costo di accettare compromessi con quella stessa politica che normalmente – la sua vita lo ha testimoniato – non avrebbe accettato.

RitaLeviMontalcini210127-001Nell’ultimo suo anno di vita, il partito che lei aveva scelto come suo riferimento parlamentare, il PD facente parte dello schieramento di centrosinistra che da Romano Prodi si era riconvertito a Mario Monti, non si fece scrupolo di tirare troppo la corda approfittando del naturale decadimento fisico della nostra signora della scienza e costringendola ad estenuanti e poco dignitose trasferte a Palazzo Madama per votare provvedimenti e fiduce governative a sostegno di un governo, quello di Monti, che stava alla democrazia come le prese di posizione di tanti presunti scienziati di oggi alla scienza.

Il cielo fu misericordioso richiamando a sé ed accogliendo la dottoressa Montalcini prima che la sua immagine fosse seriamente compromessa. Chissà se il destino di un’altra testimonial dell’Olocausto asservito alla politica e strumentalizzato da una parte sarà altrettanto benevolo.

Quando Sergio Mattarella ha insignito Liliana Segre del senatorato a vita avrà anche avuto intenzioni sacrosante. Sta di fatto che da allora la signora Segre non ha perso un colpo, prestandosi più o meno consapevolmente a tutte le campagne orchestrate dalla sua parte politica di riferimento (anche in questo caso il PD e suoi satelliti) per ridurre la memoria dell’Olocausto a una commedia delle parti, con  la strumentalizzazione della Shoah ed il conseguimento di vantaggi politici impropri se non illeciti mediante la limitazione del diritto di espressione dell’opposizione costituzionale.

Da Fiano alla Boldrini, su quella strumentalizzazione ci hanno marciato in molti. Gli stessi che si alzano in piedi ossequiosamente dovunque entri la sig.ra Segre. Gli stessi che danno addosso a chi esprime perplessità circa il modo di costei di fare testimonianza.

Guai dunque a chi si permette di dire che il voto elargito dalla signora al governo Conte in cerca di responsabili è stata la peggior testimonianza possibile. Il governo italiano più antidemocratico del dopoguerra (quello, tanto per intenderci, che si propone di riesumare la stella gialla di Eichmann sui cappotti degli italiani nella versione del patentino di vaccinazione) non valeva bene un voto che è come uno schiaffo in faccia a chi non ha avuto la stessa fortuna della sig.ra Segre e non è qui adesso a raccontarla, men che meno a rovinare una Memoria sacrosanta.

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La storia della liberazione di Auschwitz, ribadisco, è in altra parte di questo giornale, e c’è tutto l’anno. Non abbiamo bisogno che ce la racconti la sig.ra Segre o chi si alza in piedi a batterle cerimoniosamente le mani, né tantomeno chi la usa per propri fini politici di bassa bottega.

Quest’anno, disgustati dal voto della senatrice a vita, preferiamo il silenzio. E il tempo, che è stato galantuomo nel dopoguerra e lo sarà ancora di più negli anni a venire.

Partito Democratico permettendo.

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Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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