Io non ho paura (del covid)

di Simone Borri

Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina 2008

Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina 2008

Se non ho capito male, per uscire di casa il 3 p. v. o quando le SS. LL. del governo saranno in comodo, devo scaricare su base volontaria una app che attesta che sono immune.

Dal punto di vista sanitario, questa procedura è efficace quanto la camicia per il fondoschiena quando non ci arriva, come diceva mio nonno. In compenso dovrebbe consentire ai tutori dell’ordine di tracciarmi da quel momento in poi e per sempre (una volta che il trojan è dentro un telefono non lo levi piu’).

L’unica a cui quell’app serve veramente, oltre ad un governo sempre più abituato a ficcare il naso nei nostri affari, è la ditta a cui il commissario Arcuri l’ha commissionata. Le mascherine vanno a gara CONSIP (e puntuale spunta subito fuori la corruzione, tra l’altro). L’app invece va con affidamento tramite uno di quei bandi che dovrebbero essere messi al bando. E anche la privacy se ne va a fare compagnia al diritto di libera circolazione dei cittadini, per non parlare di quella favola della buonanotte che è diventato il Codice degli Appalti.

Complimenti al Grande Fratello (quello di Orwell, non quello di Casalino). E complimenti anche a chi sta suggerendo vaccinazioni di massa obbligatorie. Non esiste vaccino per il Covid, e c’é da dubitare che esisterà mai, ma i virologi, i farmaceutici ed i politici tengono famiglia. Il coronavirus promette di rendere più e meglio del morbillo.

Giulio Tarro

Giulio Tarro, allievo di Albert Sabin, candidato Premio Nobel per la Medicina

Dopo due mesi che litigo con la gente per spiegare che restare a casa non serviva a niente (adesso lo dicono virologi come Luc Montaigner o Giulio Tarro, quelli che hanno passato nella loro vita poco tempo alla televisione e molto nei laboratori) e mi prendo insulti da tutte le parti, mi e passata anche la voglia di incavolarmi. Tanto quella che insulta é gente per metà contenta di restare sul divano, che ormai ha preso la forma del suo posteriore, e aspetta il reddito di cittadinanza e di partito. L’altra metà a questo punto per uscire venderebbe mamma e figliola, e si farebbe mettere in testa uno spinotto come quello di Matrix. Quale pasticca, la rossa o la blu?

Un popolo come il nostro prima o poi lo trova il governo che si merita. Dice, ma tu su quali basi fai queste affermazioni? Eccole.

Questione vaccino: non lo dico io, lo dicono i protocolli sanitari nazionali ed internazionali. Lo dice l’AIFA, Agenzia Nazionale del Farmaco. Prima che un vaccino sia giudicato immissibile sul mercato ed efficace, passano due anni, tra test, controtest e certificazioni. Il che vuol dire che per il Covid19 che ha provocato l’attuale pandemia, un vaccino potrebbe essere disponibile non prima del 2022. A meno di non lasciarsi iniettare in vena chissà cosa, tanto ci siamo abituati ormai dopo le ultime campagne per le vaccinazioni anti morbillo ed epidemie del genere, che hanno reso tanto alle tasche di qualcuno (pubblico e privato) e poco alla nostra salute (a proposito, che è tutt’ora in corso la letale epidemia di New Dehli se ne ricorda nessuno?).

Poi c’é un’altra questione. La natura di questo virus. Lo dicono virologi prestigiosi come Luc Montagnier (per chi non ricordasse, lo scopritore del vaccino anti HIV insieme a Robert Gallo, non un ospite televisivo fisso come Burioni). Se come sta emergendo sempre più prepotentemente il Covid19 è un virus manipolato in laboratorio dai cinesi e scappato loro di mano – artificiale e continuamente mutevole in adattamento alle condizioni ed agli organismi ospiti che trova -, non c’é vaccino che tenga.

La sai l'ultima di Burioni? Il Covid lo portano gli animali domestici.....

La sai l’ultima di Burioni? Il Covid lo portano gli animali domestici…..

Come dice Montagnier, Madre Natura in qualche modo se lo riprenderà neutralizzandolo nel giro di qualche tempo, come del resto ha sempre fatto con le nostre schifezze da quando esistiamo. I nostri tentativi di nascondere i cocci di vetro sotto il tappeto sono nel frattempo soltanto ridicoli, così come illudere la gente a proposito del solito vaccino miracoloso che esiste soltanto nelle strategie economiche delle case farmaceutiche e che ha la stessa utilità degli elisir che vendevano una volta nelle fiere di paese.

Questione #iorestoacasa: lo dicono sempre virologi del calibro di Tarro e Montaigner. La strategia scelta dal governo italiano contro il virus è quantomeno discutibile. Alcuni paesi, come la Corea del Sud e Israele, si sono limitati a mettere in isolamento soltanto i soggetti a rischio e hanno lasciato che gli altri continuassero la vita di tutti i giorni. A quanto pare, ne sono già venuti fuori. Gli stessi Stati Uniti in proporzione alla popolazione che hanno se la caveranno con un numero di vittime inferiore al nostro, malgrado noi siamo chiusi in casa come galeotti da circa un mese e mezzo e da tre abbiamo uno stato di emergenza severissimo. Stesso discorso per la Gran Bretagna che a sentire qualche telegiornale e qualche esperto a quest’ora doveva essere un deserto di cadaveri.

Abbiamo messo in piedi uno stato di polizia che nemmeno la Germania Est dei bei tempi, e tuttavia siamo il paese che ha subito più danni insieme alla Spagna (di Iran e Cina non parliamo, non abbiamo informazioni reali di quelle due realtà, dove per sistema ti raccontano quello che vogliono). Guarda caso siamo i due paesi che in maniera più pedissequa e imbecille abbiamo lesionato le nostre strutture sanitarie in ossequio alle spending review europee ed agli stipendi d’oro di politici, funzionari ed affaristi vari.

NicolaZingaretti190822-001Siamo anche quelli che all’inizio abbiamo avuto un’area di governo che sfotteva. «È una influenza un po’ più forte degli altri anni», vero Zingaretti? (intanto però a Palazzo Chigi affluivano già ai primi di febbraio le scorte di presidi sanitari). Non la butto in politica, l’opposizione sta facendo acqua quanto la maggioranza. La butto in tragicommedia. Stiamo in casa da quasi due mesi e abbiamo abbandonato al loro destino i nostri anziani, lasciati soli in residenze assassine e camere della morte che nemmeno Hitler avrebbe saputo concepire.

Abbiamo chiuso tutto, compreso il nostro futuro, perché ripartirà soltanto chi avrà in qualche modo salvato qualche risparmio o rendita, e magari sono coloro che nelle foto profilo adesso fanno campeggiare questo #iorestoacasa che non si sopporta più e applaudono spellandosi le mani alle varie polizie che multano tutto ciò che si muove e respira, compresi i gatti che escono per fare i bisogni. Tu resti a casa, amico caro, perché te lo puoi permettere e perché hai scoperto che divano e sedere ti combaciano alla perfezione, mentre tanto nel conto corrente online i soldi ti entrano comunque, per cittadinanza o impicci vari.

Stare a casa non serve a niente, oltretutto se il prezzo da pagare è morire di fame tra poco e vedere cadere intorno a noi comunque le stesse categorie a rischio che sarebbero cadute comunque facendo una vita normale. Senza contare che sono proprio i nostri anziani a chiederci di non recluderli, e di consentire loro di vivere i loro ultimi giorni guardando il sole liberamente, e non a scacchi attraverso le sbarre di una prigione. Una orrenda prigione, come sa chiunque abbia o abbia avuto un genitore in casa di riposo.

Si tratta dunque di scegliere. Il coronavirus resterà nei paraggi per un po’ di tempo ancora, mentre i numeri al lotto della protezione civile e le ordinanze del Mastroianni de noantri continueranno a fare casino in un paese già in via di devastazione. Possiamo uscire fuori a combattere tutto questo, compresa l’inesorabile perdita di diritti che i nostri nonni e padri hanno sputato sangue per lasciarci in eredità. O possiamo adattarci a vivere nei bunker come in quei romanzi di fantascienza post-atomica che leggevamo da ragazzi (trovandoli spesso eccessivi anche da ragazzi). Il Grande Fratello – se vi accontentate di poco e non avete una ditta grande o piccola da mandare avanti – penserà a tutto al posto vostro.

Io la penso così. Un mese fa sarei stato infamato con i peggiori insulti possibili, adesso vedo che siamo in diversi a porci almeno delle domande. A non vedere fuori della finestra della cella in cui siamo reclusi una realtà che combacia con quella che ci raccontano il nostro governo e chiunque abbia un minimo di entratura per andare a farsi pagare in televisione per le sciocchezze che dice.

Forse non è troppo tardi per evitare un nuovo medioevo. Ognuno si regoli come meglio crede, ma finiamola con questa storia del restare a casa come panacea di tutti i mali. Almeno il cervello cominciamo a farlo riuscire.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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