Grazie Lucia

di Simone Borri

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Un bel volto di donna piacente e sorridente, quello di Lucia Borgonzoni. Che poi quando serve sa anche indurirsi per mostrare carattere e competenza. Una donna bella e intelligente, tutto il contrario di quello che cercano al Festival di Sanremo insomma, o nella parte politica che lo sponsorizza negli ultimi anni.

Non che debba essere la discriminante per fare politica o accedere a cariche pubbliche, ci mancherebbe. Ma insomma, la faccia di Lucia Borgonzoni con la politica e la pubblica amministrazione ci avrebbe riconciliati assai, se fosse stata eletta come molti si auguravano al governatorato dell’Emilia-Romagna. Il suo sorriso avrebbe potuto diventare addirittura il nostro.

La Grecia nel frattempo ha eletto un presidente donna, siamo rimasti gli ultimi in Europa ed i penultimi nel mondo. E a Giorgia Meloni, la donna che gran parte del mondo ci sta invidiando, i nostri giornalisti sanno chiedere soltanto cosa pensa del fascismo.

Sorride il bel volto di Lucia anche nella sconfitta, ed a livello neanche tanto subliminale è inevitabile il confronto con i suoi competitors. Stefano Bonaccini ha una faccia da duro dei servizi d’ordine del vecchio P.C.I. Un facciaferoce della Bassa Padana, sembra uno di quelli che giravano con le chiavi inglesi nella tasca dell’eskimo. In televisione affetta competenza ed efficienza emiliano-romagnola, ma la bonomia no, proprio nelle corde non ce l’ha. Quando l’obbiettivo lo coglie di sorpresa, quella mascella naturalmente indurita e quegli occhi di ghiaccio che escono fuori la dicono lunga, troppo lunga perché la sua propaganda senza simbolo di partito la possa nascondere.
Aveva ragione Lombroso, che non era un cretino. I tratti somatici parlano chiaro. Anche di qua dall’Appennino siamo abituati a facce da quel punto di vista poco rassicuranti. Adesso tocca a noi, e dobbiamo aspettare altri tre mesi per sapere qual è la prossima effigie sulla moneta battuta in Toscana nei prossimi cinque anni. Nei venti appena trascorsi, c’é stato poco da ridere. Vent’anni, sì, tre soli in meno di quelli di Mussolini (è un dato storico, non ci permetteremmo mai di accusare di regime il partito di governo locale, non sarebbe elegante).

A sud dell’Appennino invidiamo spesso quelli che vivono sul versante nord. Più efficienti, più simpatici, più accettabili anche quando prendono le stesse nostre cantonate e si fanno governare per gli stessi 50 anni dallo stesso partito.

Più altri cinque. Il bel sorriso della bella candidata governatrice emiliano-romagnola Lucia Borgonzoni (oltre alle sue idee) pare che non li abbia incantati a sufficienza. Il popolo, quando vota, ha sempre ragione, dice Matteo Salvini. Da stasera tuttavia questa ragione potrebbe essere un motivo in meno per invidiarli, i nostri cugini emiliano-romagnoli.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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