Tanto pubblico per la presentazione del libro “Il biennio nero” di Stefano Bisi

di Andrea Sarti

bisistefano-220509-001 (1)PRATO – Numeroso pubblico per la presentazione del volume del Gran Maestro Stefano Bisi Il biennio nero 1992 1993. Massoneria e legalità trent’anni dopo (Edizioni Perugia Libri) che si è tenuta a Palazzo Buonamici sede della Provincia di Prato. All’evento organizzato dalla loggia pratese Meoni e Mazzoni erano presenti l’ onorevole Erica Mazzetti, il presidente del consiglio comunale Gabriele Alberti, l’ex assessore comunale Rita Pieri.

Il saggio ricostruisce nei dettagli il periodo drammatico vissuto dal Grande Oriente durante l’inchiesta sulla Massoneria avviata dall’allora procuratore di Palmi Agostino Cordova e conclusasi in una bolla di sapone e sulle pesanti e dolorose ricadute e ripercussioni che quell’indagine ha avuto sulla Comunione fino ai nostri giorni.

Stefano Bisi

Stefano Bisi

«In quel periodo – ha detto Bisi – si susseguirono gli attacchi, le accuse da parte di politici, intellettuali e giornalisti con pesanti ripercussioni sulla vita dei fratelli e delle loro famiglie». L’inchiesta di Palmi è finita il 3 luglio del 2000 con l’archiviazione, ma gli strascichi di quella vicenda si sono registrati fino all’ottobre del 2021 quando il tribunale civile di Reggio Calabria ha condannato anche al pagamento delle spese processuali l’ex procuratore di Palmi che aveva denunciato per diffamazione il gran maestro Bisi che aveva definito quell’inchiesta una caccia alle streghe.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche Adon Toccafondi, partigiano, e tra i rifondatori della massoneria pratese. «A lui, eroe quasi dimenticato della Resistenza – ha detto Bisi – si deve molto e quindi voglio ricordarlo con un pensiero che i fratelli della loggia Meoni-Mazzoni gli dedicarono durante la sua commemorazione, quando definirono Adon uno di quei focolai di umanità che tengono in alto i valori dello spirito».

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