Superbonus, Mazzetti (FI): «Stop modifiche. Stabilizzare!»

di Redazione

On. Erica Mazzetti (FI)

On. Erica Mazzetti (FI)

«Un circuito del credito più fluido, con poche e certe regole è una garanzia per tutta la filiera edile e permette di concludere con serenità i lavori ma anche di programmare quelli futuri con certezza – dichiara la Deputata di Forza Italia Erica Mazzetti e componente VIII Commissione -. Un successo, quindi, aver introdotto con il dl Aiuti la cessione banca-correntisti qualificati. Più cessioni e più libere: un passo avanti dopo mesi di incertezza, che faremo in modo non si ripetano più».

«Se a questo – aggiunge Mazzetti – uniamo anche il prolungamento della data di scadenza per il 30% dei lavori, ora spostata a settembre 2022, possiamo dire di aver salvaguardato il Superbonus e con lui tutta la filiera. È una vittoria per le imprese e i professionisti, per i cittadini che devono essere sostenuti nel processo di transizione ecologica e contro il caro bollette, per gli obiettivi di efficientamento energetico ma anche per le casse dello Stato che, partecipando a questo investimento, ha ricevuto in cambio ingenti somme tra tasse dirette e indirette».

«D’ora in poi – precisa Mazzetti – stop alle modifiche: il Superbonus non si tocca più. Possiamo nel frattempo lavorare per ottenere delle ulteriori migliorie con l’obiettivo di facilitare ulteriormente il circuito del credito, con regole certe, favorendo i passaggi tracciati e sicuri. Come Forza Italia siamo impegnati per garantire la possibilità di cessione integrale o parziale, su più annualità, anche successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate, e anche l’esonero da responsabilità per tutto il sistema del credito».

«La filiera edile è motore del Paese, merita rispetto, ascolto e coinvolgimento, ciò che è successo in questi mesi non deve più ripetersi; adesso insieme a noi, ha ottenuto ciò che occorre per lavorare in serenità, che è l’unica richiesta avanzata da un mondo fondamentale. Stabilizzati i bonus, dobbiamo iniziare, inoltre, a programmare la stagione dei dopo-bonus», conclude Mazzetti.

L’allarme è stato lanciato alla conferenza Le comunità di pesca e la protezione dell’ecosistema mare nell’arcipelago Toscano, organizzata oggi a Portoferraio dal Flag Costa degli Etruschi.

pesca-220507-001 (1)«La situazione è molto complessa – il presidente di Fedagripesca Confcooperative Fabrizio Tistarelli -. Il settore è in difficoltà: i costi del gasolio per i rifornimenti delle imbarcazioni sono aumentati del 50%, i rincari dell’energia sono sotto gli occhi di tutti. Le nostre cooperative di pesca sono poi penalizzate dalle molteplici forme di limitazioni ambientali: il settore della pesca non è contro le aree protette, però bisogna far sì che il comparto sopravviva perché così non possiamo andare avanti».

Tra le criticità evidenziate anche il costo delle casse del pesce, raddoppiato in un anno (da 50 centesimi ad un euro). «Parecchie barche – spiega Andrea Bartoli, vice presidente di Fedagripesca  Confcooperative Toscana – sono costrette a restare a terra a causa dei rincari. Oppure stanno 2-3 giorni in mare per risparmiare un viaggio e limitare il consumo di carburante, ma la situazione per i pescatori è durissima».

C’è poi la questione della protezione ambientale. Secondo Bartoli, «serve una pianificazione a livello regionale: se ogni comune impone le proprie regole, diventa tutto molto più complesso. Bisogna individuare a livello centrale le aree in cui limitare o meno la pesca. E poi c’è la necessità che il settore sia rappresentato nei comitati di gestione e nei direttivi delle aree protette: se coinvolti, possiamo dare il nostro contributo. Nessuno è contro le aree protette. Senza pesca però non vengono riforniti i mercati, i porti si svuotano, il settore della ristorazione ha problemi».

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