Primavera, dall’euforia alla delusione

di Patrizia Iannicelli

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Dopo la straordinaria impresa della quarta Coppa Italia consecutiva conquistata al Penzo di Venezia il 4 maggio, i ragazzi di mister Alberto Aquilani nella 33esima giornata di campionato tra le mura di casa al Gino Bozzi affrontano la Sampdoria, in una gara spareggio per la sesta posizione che porterebbe ai playoff.

I viola infatti posizionati al sesto posto con 51 punti, i blucerchiati a 49. Si parte con il modulo del 4-3-3, Fogli tra i pali, Kayode, Krastev, Frison, Favasuli, Amatucci, Corradini (cap.), Neri, Capasso, Toci, Distefano.

Avvio di gara roboante per i padroni di casa che al terzo minuto sono in vantaggio con uno splendido mancino del capitano Corradini su sponda di Toci. La gara in discesa permette ai viola, di creare diverse occasioni ma la poca mira e i riflessi del portiere Saio, prima su Distefano poi su Capasso, lasciano il match aperto.

Gli ospiti provano a rimettere in pari il risultato con buone ripartenze e spunti personali. Alla mezz’ora ancora in avanti i viola con un’accelerata di Capasso la conclusione parata dal portiere, anche il diagonale preciso ma debole di Corradini fermato dall’estremo difensore. Al 36esimo la doccia fredda per i gigliati, il portiere Fogli rinvia sulla punta della Sapdoria Di Stefano, che non può fare altro che buttare in porta il pallone, pareggio degli ospiti.

I gigliati dopo il goal subito, sbagliano qualche passaggio, ma nella parte finale si riportano in avanti. Si va all’intervallo sul pari. Nella ripresa avvio brillante dei blucerchiati, i viola rispondono con Capasso, il portiere si salva in corner. Al 51esimo arriva il raddoppio degli ospiti, cross di Migliardi e colpo di testa di Montevago.

La gara in salita crea diversi problemi, non manca la volontà di equilibrare il match. Gli ospiti in contropiede vicini al terzo goal con Montevago, la difesa chiude gli spazi. Il primo cambio l’uscita del centrocampista Neri, per il trequartista David. Molti falli fermano il gioco, momenti di nervosismo tra i giocatori, mentre scorrono i minuti.

Al 75esimo trattenuta evidente di Capasso in area avversaria, l’arbitro Nicolini non ritiene di essere sanzionata, grave errore che penalizza i viola. I padroni di casa sono proiettati in avanti, Favasuli sbaglia un goal a pochi passi, David dopo un’azione personale manda fuori. All’83esimo esce Capassao per Seck, e all’88esimo Favasuli lascia il posto a Sene.

Nei cinque minuti di recupero una punizione di David parata dal portiere che cade su Amatucci, secondo fallo da rigore, altro episodio che condanna la squadra di casa. Nell’occasione plateali proteste in campo e tra i componenti della panchina, ma il triplice fischio chiude la gara.

Tanta amarezza per una sconfitta immeritata, arrivata da un errore che regala il pari, e per episodi sfavorevoli, compresi i rigori negati, che fanno scivolare la Fiorentina al settimo posto, scavalcati proprio dai doriani di un punto. I viola nell’ultimo turno affrontano in trasferta la capolista Roma, gara da vincere e sperare nello stop della Sampdoria contro l’Inter.

L’obiettivo di rientrare in zona playoff non passa solo dal risultato da raggiungere sul campo, i viola non più padroni del proprio destino. Dopo l’euforia vissuta per il secondo trofeo conquistato (dopo la Supercoppa a dicembre, ndr), resta la delusione per questa singola gara, anche se per mister Aquilani e i suoi ragazzi, non possiamo che fare applausi, elogi e complimenti per una stagione lunga, complicata ma avvincente.

Abbiamo assistito ad ottime prestazioni dei ragazzi in campo, in questo lungo campionato, dal capitano Corradini, all’attaccante Toci, da Krastev adattato in difesa, dalla crescita di diversi 2004 come Amatucci e Favasuli, e cosi tanti altri.

Nel post gara l’analisi del tecnico viola ai giornalisti presenti, si assume la responsabilità dell’errore del portiere, per non penalizzare il ragazzo, evidenzia l’operato dell’arbitro non all’altezza, di stagione esaltante che potrebbe diventare con i playoff straordinaria, di tanti infortuni nella rosa, del suo futuro rimandato a fine stagione, di essere concentrato sulla prossima gara (Roma, ndr), sui ragazzi migliorati anche come personalità.

Un condottiero che anche per la sua esperienza di calciatore, ha migliorato l’intero gruppo, con supporto e fiducia per ogni singolo ragazzo, non solo tecnicamente ma creando una mentalità vincente, quella che poi fa la differenza per diventare un campione.

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