La Primavera nella leggenda

di Patrizia Iannicelli

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Allo stadio P.L. Penzo di Venezia i ragazzi di mister Alberto Aquilani affrontano i pari età dell’Atalanta nella finale di Coppa Italia.

Una gara importante che i baby viola si apprestano a disputare, in una stagione che li vede protagonisti, vincitori della Supercoppa a dicembre, in lotta per i play off nel campionato attuale. Sugli spalti presenti i massimi dirigenti della società gigliata, il direttore generale Jo Barone, i direttori dell’area tecnica Daniele Pradè e Nicolas Burdisso, il responsabile della comunicazione Alessandro Ferrari, i vertici del settore giovanile il direttore responsabile Valentino Angeloni, i collaboratori  Maurizio Niccolini e Stefano Cappelletti. Ospite d’eccezione il presidente della Lega serie A Lorenzo Casini.

Buona presenza di pubblico sugli spalti, un migliaio circa, diversi tifosi a rappresentare le due squadre, anche se l’orario delle 18.00 e la posizione logistica dello stadio non facilita una maggiore affluenza.

Mister Aquilani costretto  a rinunciare ad una pedina a centrocampo, un ‘assenza pesante per l’infortunio di Alessandro Bianco, (per lui stagione finita), manca ancora  Gentile in difesa e il portiere Andanov che non recupera, conferma il modulo del 4-3-3, Fogli tra i pali, Biagetti, Krastev, Frison, Kayode, Corradini (cap.), Amatucci, Favasuli, Distefano, Toci, Agostinelli.

Ritmi alti al Penzo fin dai primi minuti con la prima occasione viola, un colpo di testa di Biagetti di poco fuori. La risposta dei nerazzurri non si fa attendere, Panada lancia Sibide, si oppone il portiere Fogli che manda in corner. Le due squadre si affrontano a viso aperto, prevale la qualità dei singoli, l’Atalanta dalla fascia destra sempre pericolosa, la difesa gigliata chiude gli spazi, provvidenziale

Kayode che anticipa Sibide, decisivo il portiere Fogli che blocca ancora l’attaccante ivoriano Sibide. I viola in avanti costringono l’arbitro Gualtieri alle prime ammonizioni, due bergamaschi per interventi su Amatucci e Agostinelli. Al 28esimo occasione da rete per Toci, l’attaccante albanese viene anticipato dal portiere Sassi.

Arriva anche la terza ammonizione per i nerazzurri, fallo su Frison, anche se la gara è intensa ma corretta. Si va al riposo a reti inviolate, gara vibrante ed equilibrata con diversi capovolgimenti di fronte e buone giocate.

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Si riparte nella ripresa con la stessa intensità, l’Atalanta guadagna una punizione, nessun esito dalla conseguente battuta. Al 59esimo il numero 10 viola Agostinelli esce per infortunio, al suo posto Neri. Al passare dei minuti, molti i contrasti, la gara resta bloccata, il terzino Kayode dopo uno scontro esce dal campo, in dieci per qualche minuto i viola, il terzino rientra e riprende il suo posto.

A livello tattico Corradini gioca in avanti dietro le punte, Neri mediano e Favasuli più alto nella parte sinistra, proprio da Favasuli nasce una buona occasione con la difesa avversaria che blocca la sua conclusione. La stanchezza comincia a sentirsi, il centrocampista Amataucci si ferma per crampi.

La gara prosegue con lanci lunghi pochi palloni per le punte, stesse difficoltà per le due squadre. All’85esimo un retro passaggio sbagliato di Kayode per il portiere Fogli che non trattiene e favorisce il corner, fa andare su tutte le furie mister Aquilani in panchina.

Nei quattro minuti di recupero con lo spettro dei supplementari, i viola si proiettano in avanti, e al 93esimo arriva il goal partita. Dalla sinistra Distefano crossa in mezzo, pallone che tocca Toci, che resta in area, dopo un batti e ribatti il mancino del capitano Corradini lo butta in rete, forse con una leggera deviazione. Tutta la squadra e la panchina esplodono in una gioia irrefrenabile, un pensiero al compagno Bianco con la maglia numero 8 che mostra il capitano.

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Negli ultimi secondi il rientro, dopo mesi di infortunio, di Lucchesi al posto di Corradini, che esce tra gli applausi. L’Atalanta prova a recuperare tutti in avanti compreso il portiere, ma il triplice fischio finale chiude le ostilità con la festa per i viola e la premiazione delle squadre.

Grandi festeggiamenti e soddisfazione per il prestigioso trofeo conquistato, con un avversario che non ha concesso nulla, compatto e determinato, forte fisicamente, contrapposti ai ragazzi di Aquilani più giovani (4 del 2004, 4 del 2003, ndr), che ci hanno creduto, hanno dato il massimo, hanno lottato e dimostrato maturità tecnica e progressi individuali.

Un plauso lo dedichiamo al mister che dato gioco, fiducia supporto e mentalità, a tutto il gruppo anche chi ha giocato meno, con la consapevolezza che a questa età non è scontato arrivare a certi risultati.

Ottima la prova del portiere Fogli assente dai campi da mesi, pronto e risolutivo, al difensore Biagetti (2004) che imposta e difende da veterano, cosi come l’intero reparto difensivo, a centrocampo il migliore della gara, un altro 2004, Amatucci, una stagione di personalità ma anche di doti tecniche notevoli, il capitano Corradini  ha dato supporto al reparto offensivo, ma sempre presente a tutto campo, decide il match con un goal che vale la Coppa, bella prestazione anche di Favasuli, ancora un 2004, costante la sua crescita, un grande secondo tempo insieme a Distefano una spina nel fianco nella difesa avversaria, da una sua incursione nasce il goal partita, in avanti il bomber Toci fa una gara di sacrificio anche in difesa, porta la squadra in avanti e si mette a disposizione dei compagni.

Dopo tre vittorie consecutive con altrettante Coppe conquistate, al magnifico palmares si aggiunge la quarta, la Fiorentina realizza un’ autentica impresa, con quattro Coppe consecutive vinte, obiettivo mai raggiunto da altre squadre, che proietta di diritto i ragazzi e mister Aquilani (anche se nel post gara sottolinea che la prima di mister Emiliano Bigica) nella storia – o fose a questo punto è il caso di dire – nella leggenda della Primavera gigliata.

Una serata entusiasmante per tutta la categoria giovanile, che continua a dare soddisfazioni, con il principale obiettivo che è resta quello di scoprire nuovi talenti, farli crescere per diventare campioni affermati. La Fiorentina da anni continua a creder in questo cammino, che ha portato e porta ad ottimi risultati, un investimento importante per il futuro del calcio.

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