Un capolavoro… made Italiano

di Patrizia Iannicelli

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Nella trentaduesima giornata di campionato, la Fiorentina è di scena allo stadio Diego Armando Maratona, contro il Napoli, squadra in lotta per lo scudetto. Gara di cartello con la capienza sugli spalti che torna al 100%, dopo le restrizioni dovute alla pandemia. Sono presenti circa 55mila spettatori, dal capoluogo toscano 350 tifosi nel settore ospiti.

La formazione di partenza per il tecnico ancora una volta inedita causa la squalifica a centrocampo di Torreira, gli infortuni di Odriozola e Bonaventura. Si parte con il consueto modulo del 4-3-3, in completo bianco gli undici titolari sono: Terracciano, Venuti, Milenkovic, Igor, Biraghi, Castrovilli, Amrabat, Duncan, Gonzalez, Cabral, Saponara.

Nei primi minuti gli ospiti subito in avanti con Gonzalez, inizia il duello tra il brasiliano Igor e l’attaccante nigeriano Osimhen, ha la meglio il difensore. Il Napoli comincia a spingere sulla fascia destra con qualche difficoltà di recupero per i viola. Un colpo di testa di Osimhen, fermato dal fuorigioco, Insigne prova il pallonetto.

Il ritmo è alto e intenso, Milenkovic il primo ammonito per due falli in pochi secondi. Al 14esimo annullato un goal ad Osimhen per fuorigioco, rispondono gli ospiti con un assist di Gonzalez per Biraghi che calcia in porta e costringe il portiere Ospina al corner.

Le due squadre non si risparmiano e creano occasioni offrendo una prestazione di livello. Al 29esimo arriva il vantaggio dei gigliati con un’azione costruita e corale, Cabral porta avanti il pallone per Saponara che serve Biraghi sulla sinistra, cross del capitano dalla parte opposta, Duncan aggancia e rimette in mezzo, Cabral da sponda per Gonzalez che stoppa e mette in rete.

Il Napoli prova a reagire, la Fiorentina approfitta del momento di incertezza degli avversari costretti a rincorrere, con buone giocate in avanti e una difesa perfetta che chiude gli spazi agli attaccanti. Nei minuti finali gli azzurri chiedono un rigore per un presunto tocco di mano in area, dopo il controllo al Var si prosegue. Nel recupero, prima dell’intervallo, ancora un’azione viola, che termina con un fallo di Koulibaly su Castrovilli.

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Nella ripresa il Napoli subito pericoloso in un paio di occasioni e al 58esimo arriva il pareggio, lancio lungo di Osimhen con Mertens, appena entrato dalla panchina, che beffa Terracciano. Il tecnico viola al 65esimo corre ai ripari inserendo nuove forze, entrano Ikonè e Maleh, al posto di Saponara e Duncan.

Pochi secondi e un contropiede di Gonzalez lancia Ikonè dalla parte opposta sulla destra che stoppa il pallone e di mancino manda nell’angolino della porta, di nuovo in vantaggio gli ospiti. Ancora capovolgimenti di fronte, Lozano supera Terracciano ma in evidente fuorigioco, rete annullata.

Al 72esimo arriva il goal strepitoso di Cabral, il brasiliano salta l’avversario Lobotka, e dal limite dell’area con forza e precisione scarica un piatto a giro che gonfia la rete. Grande euforia dell’ex Basilea che festeggia con la squadra, con la conseguente ammonizione per aver tolto la maglia.

Fase finale incandescente, con le due squadre che continuano a giocare e creare azioni, la Fiorentina sente di portare a casa il risultato e mantiene un buon possesso palla. All’84esimo unica sbavatura di Igor che non riesce ad anticipare Osimhen, che stoppa di petto e batte Terracciano, per il goal che potrebbe riaprire la gara.

Il Maradona torna ad essere la bolgia iniziale, in campo si lotta su ogni pallone. All’86esimo ancora una tripla sostituzione, Quarta, Kokorin e Callejon al posto di Igor, Cabral e Gozalez. I nuovi entrati contribuiscono alla gestione della gara e del risultato. Nei 5 minuti di recupero l’ex di turno Callejon su cross di Maleh manda il pallone di poco fuori.

Al triplice fischio la Fiorentina ottiene una vittoria di prestigio, che festeggia sotto il settore dei sostenitori che con ironia intonano cori del repertorio della canzone napoletana. Un tripudio dentro e fuori dal campo, che prosegue a tarda serata all’arrivo dei protagonisti gigliati alla stazione di Campo di Marte.

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Dopo un successo così roboante, soprattutto in trasferta e con un avversario di livello superiore sia tecnicamente che nei singoli, non ci sono distinzioni rilevanti nella prova individuale ma gli elogi e gli applausi vanno a tutta la squadra. Una menzione speciale, per dovere di cronaca, si dedica a coloro che hanno reso una domenica da incorniciare.

Nel reparto difensivo la coppia centrale compatta una sicurezza, Igor impeccabile annulla il suo avversario, cede solo nel finale forse per problemi fisici, a centrocampo Duncan e Maleh portano buone giocate, autori degli assist rispettivamente del primo e del terzo goal. Dal reparto offensivo arrivano le maggiori soddisfazioni con goal pesanti e importanti. Su tutti prova eccellente di Nico Gonzalez, l’argentino al secondo goal consecutivo, il quinto in maglia viola con nove assist vincenti, risulta un giocatore completo, di tecnica e qualità, veloce nelle giocate, imprendibile per gli avversari, inesauribile e determinante.

Sul podio e non poteva essere altrimenti il francese Ikonè al primo goal in maglia viola, dopo buone prestazioni ma senza essere incisivo nelle precedenti presenze, entra in campo e dimostra il suo valore, finalmente anche il brasiliano Cabral sotto i riflettori, spettacolare il goal realizzato, ma nel complesso ottima prestazione che evidenzia doti fisiche importanti, alla seconda da titolare si nota integrato negli schemi del gruppo, smista e crea azioni, un attaccante che potrebbe diventare decisivo per questo finale di stagione.

Il merito di quest’opera d’arte, un capolavoro iniziato con pazienza certosina nella precedente estate, va al tecnico Vincenzo Italiano. L’artefice principale della vittoria, per la preparazione alla gara con la massima concentrazione, per scelte non facili per le importanti defezioni, per i cambi adeguati che hanno dato supporto e compattezza. Un allenatore che da subito ha espresso una mentalità vincente, ha amalgamato e creato un gruppo, ha recuperato giocatori, ha inculcato con gli insegnamenti del lavoro quotidiano le idee di un calcio propositivo e vincente. La forza della squadra che va oltre i limiti dei singoli, con l’autostima e il carattere, con l’entusiasmo e le ambizioni di tornare in Europa.

Nel calcio non esistono certezze, tutto è aleatorio e precario e può cambiare repentinamente, ma la Fiorentina ha creato una stagione sorprendente ed emozionante da ricordare, con la consapevolezza che con otto gare da disputare, potrebbe diventare straordinaria.

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