Debacle Viola

di Patrizia Iannicelli

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Dopo più di tre mesi dalla ventesima giornata di campionato fissata il 6 gennaio, finalmente i recuperi delle gare non disputate, a causa della pandemia Covid. La Fiorentina tra le mura di casa, riceve l’Udinese, allenata dal fiorentino Gabriele Cioffi, con i friulani in una zona tranquilla di classifica. L’orario delle 18.00 in un giorno infrasettimanale non porta sugli spalti un numero cospicuo di spettatori, anche se i dati ufficiali parlano di 22.067.

La vigilia della gara, non è stata delle più tranquille, dopo la notizia inopportuna della clausola sul contratto di mister Italiano, che hanno messo in secondo piano una partita fondamentale per recuperare punti alle dirette concorrenti. Nella formazione titolare arriva la buona notizia del recupero di Torreira e Bonaventura, Quarta sostituisce Igor, Odriozola si riprende la fascia destra, in avanti Sottil e Piatek con Gonzalez. Gli undici titolari sono:Terracciano, Odriozola, Milenkovic, Martinez Quarta, Biraghi (cap.), Duncan, Torreira, Bonaventura, Gonzalez, Sottil.

I viola partono subito in avanti vicini al goal con Piatek e Gonzalez, gli ospiti si chiudono e rispondono in contropiede. All’undicesimo arriva il goal dell’Udinese con il difensore Mari che dalla sinistra salta Odriozola e con un diagonale batte Terracciano, impreparato nell’occasione. Il possesso palla non facilita i gigliati che pur cercando una reazione allo svantaggio, non hanno lucidità e concretezza sotto porta.

Al 35esimo ancora in contropiede il raddoppio degli ospiti, Udogie da solo davanti il portiere vede respinto il suo tiro, ma pronto Deulofeu che appoggia in rete. Nei minuti finali lo spagnolo Odriozola potrebbe aprire la rimonta, ma il suo tiro viene parato da Silvestri, il portiere già in evidenza in altre occasioni.

Nella ripresa mister Italiano cerca di inserire nuove forze con un triplo cambio, uno per reparto entrano Cabral, Maleh e Igor, al posto di Piatek, Bonaventura,e Milenkovic. Il copione della gara non si modifica, i viola provano a riaprire la gara, si crea tanto, manca il colpo vincente, diversi gli episodi sfavorevoli con le respinte sui tiri di Torreira e Cabral. Al 57esimo ancora i viola con un mancino di Maleh che il portiere devia in corner. Al 69esimo ultime sostituzioni a disposizione di mister Italiano, Ikonè e Callejon al posto di Sottil e Duncan.

I minuti passano, le idee come le forze fisiche mancano, molti falli interrompono il gioco, sull’elenco dell’arbitro Pezzuto diversi giocatori ammoniti da una parte e dall’altra, la gara nervosa non offre emozioni.  La Fiorentina con il giro plla non trova spazio, i bianconeri in avanti sono pericolosi, un tiro di Udogie si ferma sulla traversa, Deulofeu sfiora la terza rete.

fiorentina-220428-002 (1)Nei cinque minuti di recupero arriva il terzo goal di Walace con un tiro da fuori area deviato da Igor, e la quarta rete con Udogie, che rendono ancora più amara una sconfitta inaspettata. Tre sconfitte in una settimana portano a qualche riflessione perché arrivate in un momento particolare della stagione. Dalla sconfitta con l’esclusione immeritata dalla finale di coppa Italia contro la Juventus, pur giocando alla pari, con qualche recriminazione, alla più motivata Salernitana che ha sfruttato gli errori dei singoli, giustificata anche per la mancanza di alcuni titolari, fino alla disfatta in casa inaspettata, con una squadra messa bene in campo ma inferiore per tasso tecnico.

La mancanza di cinismo sotto porta un problema che si sottolinea da tempo, gli infortuni di alcuni inamovibili determinanti  (non ancora recuperati al meglio Odriozola e Bonaventura) che hanno evidenziato le lacune delle riserve, infine la cosa più importante il calo fisico e mentale della squadra non abituata ad impegni ravvicinati, alcune cause di questo momento complicato nelle prestazioni e nei risultati.

Al momento riteniamo che il bilancio sia più che positivo, 56 punti in classifica, un mister che ha creato un gruppo e un gioco, la rivelazione del campionato per gli addetti ai lavori, uno senso di identità e di appartenenza che mancava da anni, il carattere e la mentalità di poter lottare contro qualsiasi avversario, più titolato e tecnicamente superiore, superando i propri limiti, essere in lista per un posto in Europa (che manca dal 2016).

Al rush finale mancano 4 gare, dalla difficile trasferta a San Siro contro il Milan capolista, alla Roma in casa, la Sampdoria a Genova e la sfida contro la Juventus al Franchi,  un calendario complicato, ma non impossibile, con una tifoseria al fianco che farà la sua parte con la stessa maturità e passione che ha dimostrato in questa gara, un supporto continuo e incessante anche dopo la cocente sconfitta. Il dodicesimo uomo, che rende merito a mister e squadra, un connubio di presupposti per creare il futuro di una grande Fiorentina.

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