WE SHALL NEVER VACCINATE – Diario della rivolta

di Simone Borri

WinstonChurchill
27 ottobre
Corteo a Trieste per le strade di mezza città, con grande partecipazione di popolo. Governo che ha sul tavolo la proroga del green pass (voglio vedere come fanno, ma intanto il messaggio terroristico è stato diramato alle opportune e compiacenti agenzie di stampa).
Mi dispiace dirlo, ma la sensazione è che i portuali di Stefano Puzzer, che tra parentesi hanno cambiato nome per la terza volta in quindici giorni e anche questo per me la dice lunga, siano efficaci in questo momento come la camicia sul fondoschiena quando non ci arriva, come diceva mio nonno.
Grazie a Gandhi, probabilmente gli inglesi sono rimasti in India cinquant’anni più di quello che avrebbero fatto con qualcuno più determinato.
Dispiace dirlo, ma la sensazione per me è che sia così.
Stefano Puzzer

Stefano Puzzer

30 ottobre
Trieste chiama, Milano risponde e Draghi vaffa. Questo è lo scenario in cui si svolge il G20, il periodico raduno dei paesi più industrializzati e potenti del mondo. Nel 2001, sempre qui in Italia, i G erano in 8, e successe quel che successe. Stavolta il governo non manda i Black Bloc ad infiltrarsi, ma militarizza la capitale nelle zone più sensibili lasciando il resto del paese a fare un po’ quello che gli pare.
Via via la la polizia, si cantava negli anni 70. Adesso c’é anche pandemia che fa rima. La sensazione è che siano entrambe cose ormai fuori dalla realtà della gente comune. Un virus che ogni giorno che passa c’é da chiedersi sempre più se esiste veramente o se sia mai esistito. Ed un corpo armato di tutto punto in assetto antisommossa con su scritto Polizia di Stato che in realtà si comporta ormai come una milizia privata, manganellando e infradiciando chi occupa e non sgombra prontamente i luoghi cari al potere.
G20-211115-01Intanto fa specie di registrare il messaggio di solidarietà di Vladimir Putin al popolo italiano, che combatte in modo responsabile una battaglia che interessa tutti, questo il senso delle sue parole. Appena un po’ più velata la simpatia espressa dagli americani, costretti a rendersi loro malgrado ridicoli dal loro President of the United States che non si è mai incarnato in una figura più miseranda di quella di Jo Biden.
Gli altri grandi della Terra? O forse è meglio dire d’Europa, visto che il continente a cui disgraziatamente apparteniamo ormai fa storia a sé rispetto al resto del mondo? Gli altri grandi si trastullano come il Congresso di Vienna di un paio di secoli fa. Draghi vorrebbe portare a casa qualcosa di concreto e solido, per rilanciare la propria immagine internazionale che ormai insegue a ruota quella di Biden. In realtà in saccoccia ci si infila qualche spot della rediviva Greta, qualche discorso sconclusionato e senza possibilità di traduzione in fatti reali di Angela Merkel (preoccupata più che altro per gli investimenti tedeschi nel porto di Trieste, divenuti nuovamente ingenti come quelli di ottanta anni fa), e le due pantomime che fanno rivoltare Fellini nella tomba. La prima a Trevi, dove più che alla riedizione in salsa vip dei three coins in the fountain pare di assistere alla vendita del monumento e della piazza allo sprovveduto miliardario americano da parte di Totò. La seconda sul palco di un improvvisato studio da cabaret, dove alcuni figuri che da lontano hanno le movenze da guitti e che zoomando ci si accorgere essere – tra gli altri – nientemeno che Mario Draghi, Boris Johnson e quel Sergio Mattarella per cui Alessandro Manzoni avrebbe sicuramente speso aggettivi pesantissimi, si tolgono la mascherina. Capi di stato o capi spostati? Al pubblico l’ardua – ma neanche tanto – sentenza.
 G20Fontana di Trevi-211115-01
30 ottobre
WarOfTheWorlds171030-001E’ l’anniversario della più celebre trasmissione radiofonica di tutti i tempi e luoghi. 83 anni fa Orson Welles simulò alla grande lo sbarco dei marziani sul pianeta Terra. Lo fece talmente bene da risultare più convincente sia del libro di H. G. Wells a cui si era ispirato che della trasposizione cinematografica di qualche anno dopo ad opera dapprima del mestierante Byron Haskin e poi del fuoriclasse Steven Spielberg.
La morale della ricorrenza pare sfuggire ai più, eppure non dovrebbe. Cosa succede quando una massa di creduloni incontra abili manipolatori?
All’epoca non c’erano vaccini, ma è anche vero che forse c’era qualche giornalista meno cialtrone di adesso.
Eppure in una sola notte Orson Welles gettò nel panico gli Stati Uniti.
Ogni riferimento a fatti più recenti……
1 novembre
greenpass211026-001Le Regioni proseguono con i rastrellamenti di personale non vaccinato, e nel frattempo chiudono reparti e servizi per assicurare il funzionamento dei quali di personale non ne hanno più (anche perché nel frattempo il personale vaccinato si ammala, di Covid e non solo, e poi ci sono ancora tutti i congedi che le leggi promulgate quando lo Stato assicurava i diritti ai cittadini ancora tengono in vigore).
Non servono commenti. Sarà un disastro colossale, la gente morirà di morti che credevamo ormai scongiurate, da quando paghiamo in tasse quella che credevamo la sanità più efficiente e giusta del mondo.
Le Regioni rinunciano alla loro autonomia adesso come un anno fa. E preferiscono tenere senza stipendio persone sane non vaccinate penalizzando i servizi essenziali.
Chi misurerà quante morti causeranno questi tagli?
DIPIAZZA VIETA LA PIAZZA
nogreenpass211115-01
La sinistra si indigna perché a Novara i manifestanti no green pass si sono vestiti da deportati nei campi di concentramento. Le allegre (si fa per dire) comari di Liliana Segre si sono spinte – per bocca del querulo Andrea Scanzi – fino a chiedere provvedimenti giudiziari nei confronti di chi osa paragonare il vaccinismo al nazismo. I discriminati con la stella gialla a quelli senza carta verde.
Personalmente, se proprio devo dire trovo molto più offensivo il Gay Pride, almeno nelle sue manifestazioni più estreme (tra le quali il DLL Zan).
RobertoDipiazza211115-001Se proprio ci si vuole indignare di qualcosa di serio, restiamo a Trieste. Dove il neo-rieletto (poi rammaricatevi dell’astensionismo elettorale) sindaco Roberto Dipiazza ha proibito l’uso dell’ormai celebre (anche per i non triestini) piazza dell’Unita’Italiana per manifestazioni fino al 31 dicembre.
Sia chiaro, non è un favore fatto a governo, prefettura e compagnia bella vaccinista, che fa rima con fascista. O almeno, non è solo quello. Semplicemente, Dipiazza è un ex bottegaio amico e cliente di bottegai, e la sua preoccupazione principale era quella di prestare udito ai lamenti dei bancarellieri dei mercatini di Natale, che com’è noto nelle settimane precedenti la festività affollano le strade adiacenti la storica piazza.
L’unico green ammesso a Trieste in quei giorni sarà dunque quello dei bigliettoni da spendere tra una bancarella e l’altra.
Da tutto ciò, se proprio vogliamo trarre un insegnamento, è che rispetto al nazismo trionfante siamo ancora indietro, impantanati in una puttanesca Repubblica di Weimar.
2 novembre
TANTO FINCHE’ NUN SE MOVE ROMA….
GigiProietti201102-001Nell’anniversario della morte di Gigi Proietti (non di Covid, tanto per la cronaca), ripubblico.
La più bella canzone di tutti i tempi in lingua romanesca, ma Gigi era Gigi……. come te sbagli…..
La dedico a chi anche oggi mi vorrebbe mettere al muro in quanto disertore, come l’ineffabile Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste all’insaputa dei triestini. Caro Dipiazza, io la patria in armi l’ho servita, te che eri a fare, a vendere aspirapolveri?
O a quell’altra fronte inutilmente spaziosa del virologo dalla testa pelata, testa di qualcos’altro anche a giudicare dalla forma del cranio, non lo nomino nemmeno.
Che fai, nun me risponni, me canti ‘no stornello, lo vedi chi è er padrone, insorgi, pija er cortello…..
Noi semo pronti, Gigi….è da mo’ che semo pronti…..
 Robinhood200614-001
Ribellarsi e ribellarsi ancora, finché gli agnelli diverranno leoni.
(Robin Hood)
Trieste chiama, Vienna risponde
FINGER WEG VON UNSEREN KINDER (Giù le mani dai nostri bambini) !!!!
Nella Mitteleuropa in cui circola insistente la voce che governi e virologi avrebbero intenzione di mettersi sulle orme di Erode vaccinando i minori di 12 anni, va in scena il più clamoroso revival austro-ungarico che si potesse immaginare. Avevamo visto gli austriaci scendere in piazza soltanto contro Haider qualche anno fa, poiché certe sue prese di posizione andavano a toccare la corda sensibile del passato nazista del paese imposto dall’Anschluss di Hitler. La vecchia capitale imperiale ed il vecchio porto teresiano si ritrovano collegate in una battaglia di civiltà senza precedenti.
Giù le mani da tutti, ma soprattutto dai bambini. Anche se la grancassa mediatica dei vaccinisti di regime sembra tanto l’ennesima campagna di stampa mainstream commissionata per gettare sconforto e paura tra le popolazioni mettendo in circolo news che più fake non si può.
3 novembre
Esce, per i tipi delle ordinanze governative più o meno camuffate da decreti legge, la circolare della ministra Lamorgese che vieta le manifestazioni nei centri storici delle città. Dipiazza ha fatto scuola, addio piazza. A questo punto, se le autorità proibiscono le manifestazioni, devi decidere se farle lo stesso.
Il punto di non ritorno ormai è vicino.
LucianaLamorgese211115-01Oppure inventarti qualcosa. Come stanno facendo i milanesi, che si sono ricordati di aver buttato fuori l’esercito occupante austriaco in soli cinque giorni, ed anche allora erano armati della loro creatività e poco più. Milano brevetta la protesta people mover. Portiamo la manifestazione in giro per la città. Portiamo la polizia in giro per la città. rendiamoli ridicoli più di quello che si sono tragicamente dimostrati finora. Ancora nessuno si fa male, ed è un bel gol messo a segno dalla protesta.
Il DASPO (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) a Stefano Puzzer è fuori ambito di applicazione, ormai in quanto a diritto in questo paese siamo al ridicolo. Siamo alla giustizia creativa.
Servirà comunque al leader della protesta ed ai suoi fedelissimi del porto per rendersi finalmente conto che le rivolte non si fanno mai con il permesso delle autorità.
LA RIVOLUZIONE AI TEMPI DI REPORT
RanucciReport191024-001Premesso che uno che apre il servizio dicendo: premetto che io sono vaccinato, per me può essere Indro Montanelli oppure Oriana Fallaci ma il suo servizio ai miei occhi ed alle mie orecchie è già squalificato in partenza; premesso anche che ho stima di Ranucci come giornalista quanta ne ho di Burioni come infettivologo o di Mattarella come presidente; premesso che alla fine dei salmi Report si è limitata a dire nel suo servizio cose semplici semplici, che qualsiasi persona di buon senso ripete da almeno un anno; il fatto che questa trasmissione sia potuta andare in onda (e si trovi ancora su internet) secondo me la dice lunga sull’aria che tira anche in RAI, dove i cerchiobottisti dell’informazione – o per meglio dire della disinformazione – si preparano alla manovra ad U per uscire dall’angusto parcheggio in cui si ritrovano sempre di più incastrati.
4 novembre
Pensierino della sera (riservato a chi ancora pensa)
Nel mondo in cui voglio vivere io, sono io che decido quali medicine assumere e di quali cure ho bisogno, se ne ho bisogno. Nessuno può obbligarmi a nessun trattamento sanitario.
Nel mondo in cui vuoi vivere tu, è lo stato che decide quali medicine somministrarti, quali cure prestarti. Nessuno può rifiutare nessun trattamento sanitario.
nogreenpass211115-02Abbiamo ricevuto la stessa istruzione, abbiamo pagato esattamente le stesse tasse (o avremmo dovuto), e soprattutto abbiamo esattamente le stesse probabilità di vivere o morire.
Nel mondo in cui voglio vivere io, come diceva mio nonno “la morte ci deve trovare vivi”. E io sarò vivo fino all’ultimo giorno, te lo posso assicurare, a costo di evitare quelli come te.
Nel mondo in cui vuoi vivere tu, ti sembra di essere vivo solo se un vaccino e una mascherina promettono di proteggerti, il che vuol dire che sei già morto, o hai paura di esserlo in ogni istante della tua vita. Per questo vorresti evitare quelli come me.
Nel mondo in cui voglio vivere io, vale la pena di vivere, ogni giorno.
Nel mondo in cui vorresti impormi di vivere tu, si muore ogni giorno un po’ alla volta, come diceva Giovanni Falcone. E non contento, vorresti imporre a tutti i tuoi simili la tua stessa agonia.
Nel mondo in cui hai accettato di vivere tu, si manganellano donne e bambini per costringerli a restare a casa ad attendere la prossima iniezione. Che per quanto ne sanno gli stessi medici, potrebbe essere quella letale.
Nel mondo in cui prima o poi torneremo a vivere non soltanto io ma il resto della razza umana, devi pregare che ci sia sempre una divisa di qualche tipo a farti scudo.
Perché prima o poi, quando ti sarai tolta quella, faremo i conti.
5 novembre
PFIZERGATE. L’INIZIO DELLA FINE?
Il British Medical Journal scrive senza mezzi termini che il colosso Big Pharma per eccellenza ha falsificato i test obbligatori del vaccino commissionatole dall’Unione Europea e non solo, accorciandone i tempi e stravolgendone gli esiti.
cacciatore211115-01Enrico Mentana dice senza mezzi termini che il British Medical Journal diffonde fake news. Tra i due litiganti, la sensazione è che in tutto il mondo il giornalismo, sia scientifico che generalista, stia rialzando la testa. Dovunque meno che in Italia.
Più importante ancora, sulla Pfizer ed i suoi evidenti misfatti si sono accesi i riflettori non soltanto della grande stampa internazionale, ma soprattutto delle autorità politiche e civili ancora degne di questo nome. Non ancora le nostre, ovviamente. Ma il Senato americano, per esempio, ha avviato una serie di udienze – interrogatorio a funzionari sanitari pubblici e privati che promette davvero bene. Almeno per chi non vi partecipa come imputato, quando ti convoca il senato a Washington, infatti, solitamente ti si gela il sangue, laggiù da quelle parti. Non a caso i primi soggetti convocati sono piuttosto palliducci mentre arrancano per mettere insieme risposte di senso compiuto agli addebiti rivolti loro dai senatori.
6 dicembre
Trieste ha ripreso la testa della corsa contro il green pass.
Sulle Rive una marea umana.
P.S. Stanno tutti bene. Lo diciamo per coloro che si preoccupassero a proposito del paventato rischio di contagio (all’aria aperta) accentuato dal fatto di manifestare per quella cosa pericolosa che è la libertà individuale.
EnzoBiagi211115-01
«La libertà è come la poesia: non deve avere degli aggettivi. E’ la libertà.»
Enzo Biagi (9 agosto 1920 – 6 novembre 2007)
I milanesi, come previsto, stanno ridicolizzando la polizia.
Anche stasera a Trieste essa ha caricato pacifici manifestanti manganellando donne ed anziani. Una volta se eri senza scrupoli e senza morale facevi il delinquente, adesso a quanto pare da certi comportamenti fai il poliziotto o il carabiniere. Da vergognarsi a pagargli lo stipendio.
Sta di fatto che le Forze delle Tenebre, guidate dall’occhio dell’Oscuro Signore Sauron che siede a Palazzo Chigi, sono sempre un passo avanti a quelle della Luce. L’unica soluzione, a meno di non voler mettere in discussione il precetto gandhiano, è quella di portare gli orchi in giro come fanno a Milano. Fino allo sfinimento.
L'assalto al Palazzo d'Inverno

L’assalto al Palazzo d’Inverno

7 novembre
ACCADDE OGGI
nogreenpass211115-03Non chiesero il permesso alla prefettura quella volta. La piazza se la presero. E il casco ai poliziotti, se l’avessero avuto, l’avrebbero tolto loro.
E’ l’anniversario dell’assalto al Palazzo d’Inverno. Atto conclusivo della rivoluzione russa ed iniziale di una storia, quella del comunismo, che ha molto da farsi perdonare. Ma i russi che alla fine si ruppero le scatole della tachipirina e vigile attesa zarista condita di manganellate, in quel momento credettero di fare l’unica cosa giusta.
Siamo condizionati da Stalin, nel giudizio. ma forse Lenin aveva più chiaro di Puzzer & c. Che fare. Lo scrisse anche, ma leggere non è più di moda, e se non ci fanno sopra un audiolibro o un video, dei Dieci giorni che sconvolsero il mondo presto non resterà più nulla.
9 novembre
Anniversario della caduta del Muro di Berlino. Il paradosso storico è che a quella ricorrenza inneggia adesso la sinistra che vorrebbe costruire tanti nuovi muri quante sono le abitazioni dei cittadini dei paesi dove esercita il potere.
Non che a destra ci sia granché di meglio, in Italia almeno. Salvini inneggia a Draghi statista dell’anno. Ma Salvini, politicamente, ormai è un uomo morto. Encefalogramma sempre più piatto anche per Giorgia Meloni. Gli slogan giusti ancora se li ricorderebbe tutti, ma sta di fatto che anche lei da dopo la prima ordinanza di Conte non ne ha più indovinata una.
10 novembre
La Lamorgese ha vietato tutte le manifestazioni, anche quelle itineranti, perché la polizia si stanca. Mi verrebbe da citare Cesare Pavese: è lavorare che stanca, e chi non c’é abituato prima o poi paga pegno. Molto più facile manganellare signore sessantenni o ragazzine sedicenni che andare a fare i tutori dell’ordine per davvero contro gente dal fisico alla Mandingo, armata di coltello e che al suo paese magari praticava anche il cannibalismo. Colpa dei mandanti, le cosiddette istituzioni? Oppure va a finire che ha ragione un mio amico che mi dice sempre: alla fine, non è un mestiere (quello del poliziotto) che si va a fare per caso.
AldoGiovanniGiacomo211115-01Credo che in ogni caso Milano si incaricherà sabato prossimo di ridicolizzare la Lamorgese e di offrire ulteriori occasioni di farsi disprezzare a chi verrà mandato a fare il guerriero contro gente che porta per strada ed in piazza come unica arma la sua intelligenza. E la sua libertà. Credo inoltre che non sarà solo Milano a irridere gli sbirri ed i loro mandanti con la fascia tricolore. Ormai il regime ha i giorni contati, dipende tutto da come vuole trascorrerli, o preparandosi una comoda fuga all’estero oppure continuando ad incrudelire come fecero i fascisti fino al 24 aprile 1945. In ogni caso, il risultato finale non cambia.
In attesa di riscontri, mi levo un paio di sassolini. Come dice Andrea Colombini, il direttore d’orchestra di questa rivoluzione dei garofani in salsa nostrana, Nunzia Schilirò e Stefano Puzzer sono due personaggi soggetti a verifica. Li ho elogiati tutti e due, nei loro momenti di coraggio e di rappresentanza del popolo. Ora non li capisco più. Non capisco la Nunzia e la sua adunata al femminile, non mi sembra né il momento di giocare né quello di fare la Virginia Woolf de noantri. Mi piaceva molto di di più sul palco di San Giovanni, quando si erse come Boadicea alla testa dei Celti contro i Romani invasori (e dire che si trovava proprio a Roma). Venire a Firenze a fare questo Venus Pride non so a cosa possa servire.
NunziaSchilirò210927-002Quanto a Puzzer, gli mantengo a credito due giorni, quello in cui si prese le manganellate e gli idranti al porto come tutti i suoi colleghi, e quello in cui mise il banchino a Piazza del Popolo. Poi, non ho più capito cosa ci stia a fare, e cosa voglia rappresentare. A differenza di Eltsin, non sale sui carri armati invitando la folla a resistere e ribellarsi ai golpe, ma sta sempre nei limiti in cui lo confina la prefettura. A differenza di Lech Walesa, che – ricordiamolo – non si piegò nemmeno quando Jaruzelski lo mise in carcere, non dà l’idea di sapere esattamente cosa stia lì a fare. Sì, va bene, ripete continuamente che vuole l’abolizione del green pass, ma come ci si possa arrivare non è chiaro. E che fine faccia il porto di Trieste e tutta l’Italia nel frattempo, nemmeno.
In compenso, chi si affaccia sui gruppi che inneggiano a lui ed ai portuali, viene sommerso da un culto della personalità che nemmeno Stalin. E da un conformismo legalitario che fa ancora più disgusto. Ho cercato di pubblicare la vignetta di Alberto Sordi qui sotto, me l’hanno rifiutata. non sia mai che il sig. prefetto ed il sig. sindaco di Trieste si incazzino. Poi che fanno, proibiscono la Barcolana?
Vitelloni211115-01Credo che un leader sia un’altra cosa, ed un popolo che lo segue consapevole un’altra cosa ancora. Qui siamo in presenza di gente che idolatra acriticamente un capo che prende tutte le decisioni (si fa per dire) evitando alla massa di pensare, né più e né meno come avviene dall’altra parte, quella dove vaccinano con le buone o con le cattive.
E dunque, sapete che c’é? In questo frangente la tentazione è quella di fare “parte per me stesso“, come diceva padre Dante. E come fa il lupo, animale simbolo di libertà e indipendenza vissute in efficiente consorzio sociale, che sta sì nel branco, ma restando appunto un individuo dotato di zanne. E nemmeno il capobranco si prova a rompergli i coglioni.
Per tutto il resto c’é LOCAL TEAM, ANDREA COLOMBINI e BYOBLU, gli altri mi danno l’idea di essere dei perdigiorno.
11 novembre
Giorno della Rimembranza
Senza voler mancare di rispetto alle vittime di tragedie più grandi di questa (almeno per ora), la battuta sorge spontanea. Bisognerebbe ricordarsi di cosa si è votato, per la volta successiva. E che tutto è veramente relativo. Credevo fosse un cretino fascista il sindaco di Trieste, mi ero dimenticato di quello di Firenze.
DarioNardella201218-001Dario Nardella, proprio colui che ha messo un parcheggio di macchine private nella storica Piazza Santa Maria Novella (hai visto mai che ai no vax gli passi la voglia di manifestare colà?) in piena ZTL,  se ne esce con l’ultima e più sanguinosa boiata dell’armamentario ufficiale ideologico dell’èlite vaccinata e vaccinista dominante.
Dice il Nardella: Farebbe rabbia se si dovessero vaccinare i bambini per colpa dei no vax. Dopo un discorso del genere, in attesa di scoprire se c’é un Dio (bisogna nel frattempo morire, e ci stanno pensando le case farmaceutiche ed i loro stipendiati), vediamo se al prossimo giro c’é un corpo elettorale che ricorda.
CoronavirusInfermieri200313-001Un pensiero intanto per gli eroi dimenticati del 2020 e poi costretti ad esserlo davvero nel 2021, quando il mondo si è rivoltato loro contro come un branco di iene dalla bava infetta.
Questo scritto è dedicato agli infermieri che sono stati sospesi dal lavoro per non aver piegato la testa all’obbligo vaccinale fascista , e tuttavia non hanno vacillato un solo momento rispetto alle loro convinzioni, in scienza e coscienza.
Sono gli unici veri eroi, gli unici veri lupi che io ho conosciuto. E davanti ai quali abbasso rispettosamente lo sguardo.
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12 novembre
Si sparge la voce secondo cui Robert Kennedy jr. Il 13 novembre sarà a Milano per dire no al green pass insieme al popolo italiano. Magari la Lamorgese farà manganellare anche lui?
Anniversario di Nassiriya
ovvero
nassiriya211115-01quando le Forze Armate venivano usate per proteggerci dai nemici esterni, non per sottomettere il nostro stesso popolo.
L’anziano uomo che appoggia le sue mani sulla bara fasciata dalla bandiera è stato l’ultimo presidente degno di questo nome che abbiamo avuto.
Siamo l’unico paese al mondo dove si fa sciopero con il permesso del governo. La Nunzia può portare Venere vincerà al Piazzale Michelangelo a Firenze a condizione che i partecipanti siano distanziati e con la mascherina, pur essendo all’aperto. La disposizione più cretina dai tempi di Tambroni, ma tant’é, la vicequestora (sospesa) è costretta a rispondere Obbedisco, come Garibaldi, se vuole fare la sua manifestazione d’esordio in politica.
A Roma, il rassemblement organizzato da Max Massimi di Qui Radio Londra International e da Andrea Colombini simpatizzante di Ancora Italia ma soprattutto della cultura e della nazione italiana, viene dirottato da Piazza del Popolo al Circo Massimo. La Lamorgese crede di aver fatto loro un dispetto, ma non sa o non ricorda che al Circo Massimo a Roma i romani celebrano soltanto vittorie.
Stamo a vède’…..
Nel frattempo, mentre Trieste si lecca le ferite da manganello e cerca nuovi leader, la palla passa nuovamente a Milano.
13 novembre
ICH BIHN EIN ITALIENER
BobKennedyjr211113-01Il people mover sotto la Madunina in Piazza del Duomo è una delusione. la polizia deve inventarsi qualche disordine di sana pianta per poter arrestare qualcuno e magari malmenarlo non appena girato l’angolo e dileguatasi dai telefonini che ormai riprendono tutto e tutti, a cominciare dagli occhi spiritati o illuminati da una luce sinistra di molti degli agenti in tenuta antisommossa.
In realtà, i milanesi sono altrove. Sono ad ascoltare Robert F. Kennedy jr., il figlio di Bob, il nipote di JFK. Che rinverdisce sotto l’Arco della Pace meneghino i fasti di uno dei più celebri discorsi dello zio, quello tenutosi sotto il Muro di Berlino nell’agosto del 1963. Nel 2021 Berlino Ovest è a Milano. Del discorso dell’ultimo dei Kennedy ho dato conto nel giornale. La lotta per il recupero della libertà occidentale è la Nuova Frontiera non solo per la famiglia che dette il via alla stagione dei diritti civili in America, ma per tutta la popolazione che come qui in Italia si ritrova e si ritroverà schedata, messa all’angolo e picchiata.
E comincia da qui, da Milano.
Linea a Roma, appuntamento al 20 novembre.
gandalf211115-01
14 novembre
Esce il Priore di Santa Maria Novella sul sagrato a complimentarsi con il maestro influencer Andrea Colombini da Lucca. Che ha appena diretto da par suo l’Inno nazionale, il Va’ pensiero del Nabucco, il Nessun dorma della Turandot di Puccini e il Libiamo nei lieti calici di Verdi. Il nostro Risorgimento in musica.
Dice il Priore: mai visto né sentito niente di più bello. Risponde Colombini citando Sant’Agostino: chi canta, prega due volte.
Doveva piovere qui a Firenze, ma è ancora Colombini a spiegare il miracolo dell’assenza di gocce d’acqua citando un vecchio detto: quando il popolo protesta, Dio si mette alla sua testa.
A bordo degli scalini della Basilica, sui quali le brigate nere fasciste compirono una delle loro più efferate stragi fucilando nel 1944 dei ragazzi accusati di essere partigiani, Firenze riscopre finalmente se stessa. La piazza è stata a lungo luogo di ritrovo nei giorni liberi degli extracomunitari. Il sindaco mai abbastanza pro tempore Nardella ne vorrebbe fare adesso un osceno parcheggio di macchine. Stasera è una piazza gremita di popolo come quelle delle altre città.
FINALMENTE FIRENZE.
Se perfino tu ti sei ricordata chi sei, allora la nostra battaglia ha più di una speranza di vittoria.
Frodo: Vorrei che l’Anello non fosse mai venuto da me. Vorrei che non fosse accaduto nulla.
Gandalf: Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere; possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso.
(Il Signore degli Anelli)
Non chieda, mr. Kennedy, cosa può fare l’Italia per l’occidente, ma cosa può fare piuttosto l’occidente per l’Italia.
Finché non abbatte il governo fascista di Mario Draghi, l’Italia non può fare più nulla.
Sono felice, perché finalmente posso combattere per la mia libertà
(Andrea Colombini)
Nogreenpass211115-04

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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