Una serata da grande squadra

di Patrizia Iannicelli

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Riprende il campionato dopo la sosta delle Nazionali con la tredicesima giornata. Nell’anticipo serale del sabato gara di cartello al Franchi dove la Fiorentina affronta il Milan capolista dell’ex mister Stefano Pioli.

Condizioni meteo non ottimali fin dalla mattina a Firenze con una fitta nebbia, che mette a rischio il normale svolgimento del match, anche se un’ora prima la situazione migliora nettamente senza creare problemi. L’importanza del big match si conferma dalla presenza degli spettatori che hanno portato al sold out consentito per tutti i settori dell’impianto. I numeri ufficiali sono di 32.567, 10.363 mini abbonamenti, e 22.204 tagliandi emessi.

Ancora una volta mister Italiano costretto ad una formazione inedita, (la tredicesima in altrettante gare), con le squalifiche pesanti dei centrali Quarta e Milenkovic, e gli infortuni di Nastasic, Gonzalez rientra dopo settimane, ma parte dalla panchina. Il modulo resta del 4-3-3, Venuti al centro della difesa con a fianco Igor, in mediana Duncan, in avanti Callejon con Saponara e Vlahovic : Terracciano in porta, Odriozola, Venuti, Igor, Biraghi(cap.), Bonaventura, Torreira, Duncan, Callejon, Vlahovic, Saponara.

La gara subito avvincente dai primi minuti, il primo sussulto al quinto minuto con il goal di Ibrahimovic, annullato per fuorigioco. I viola si chiudono e ripartono in avanti, al quarto d’ora sono in vantaggio, da corner Tatarusanu perde il pallone in area (papera clamorosa) con Duncan il più veloce che mette il pallone in rete. I rossoneri cercano di rimettere in pari la gara, le parate di Terracciano, lasciano il risultato invariato, con le due squadre che si affrontano a viso aperto senza tatticismi, con diversi ribaltamenti di fronte.

Nel minuto di recupero arriva il goal capolavoro di Saponara, stop dal limite sinistro dell’area, tiro preciso con il destro che trova l’angolino della parte opposta della rete, raddoppio sotto la curva Fiesole, con l’esplosione di entusiasmo di tutto lo stadio. Si va all’intervallo dopo un bel primo tempo.

Saponara211121-01

Nella ripresa il Milan cerca di pressare e di alzare il baricentro nell’area avversaria, i viola gestiscono il vantaggio senza pericoli. Al sessantesimo arriva la terza rete dei padroni di casa, Duncan apre per Vlahovic che aggancia il pallone e si porta in area, batte da attaccante di razza Tatarusanu.

La gara sembra ormai chiusa, ma dopo due minuti, palla persa da Bonaventura, Ibrahimovic (fino a questo momento quasi assente), manda in rete il pallone e accorcia le distanze. Al 67ettesimo ancora da un errore, questa volta Odriozola si fa sorprendere da Theo Hernandez che recupera e crossa in mezzo per Ibrahimovic che porta a due le reti dei rossoneri.

Cala il gelo sul Franchi, per una gara riaperta in pochi minuti. Mister Italiano inserisce Nico Gonzalez per uno spento Callejon, e Castrovilli per Bonaventura, non al meglio la prestazione del centrocampista dal passato rossonero. Il ritmo resta alto, le squadre si allungano, non ci sono pause, diversi falli non sono ravvisati, un contatto netto di Saponara fermato in area da due avversari, resta dubbio, ma non viene richiesta la visione al Var.

All’86esimo Gonzalez subito in evidenza è determinante, recupera palla in area a Theo Hernadez, passaggio perfetto per Vlahovic che dal limite dell’area con un sinistro batte ancora Tatarusanu, si va sul 4 a 2. La gara interminabile resta entusiasmante, l’argentino Gonzales sempre pericoloso, un impatto travolgente per tutta la squadra.

L’arbitro assegna sei minuti di recupero. Ancora un cambio esce Duncan per Maleh. Nella manciata di secondi prima del triplice fischio autorete sfortunata di Venuti, dopo una traversa colpita da Ibrahimovic. Finisce il match con il cartellone che indica 4 a 3.

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Ritorna la sciarpata magnifica della Fiesole, i cori e gli applausi da ogni settore, mentre si festeggia sugli spalti e in campo una vittoria dal sapore particolare, contro la capolista imbattuta, una big del campionato. Il risultato non racconta i novantasei minuti della gara, la Fiorentina ha creato, ha sofferto e arginato con spirito di sacrificio le incursioni degli avversari, compatta e concreta, una prova convincente da grande squadra, considerando anche le assenze, una gara perfetta come aveva chiesto il mister alla vigilia.

Mister Italiano ha dato un’impronta e un’identità di gruppo, tutti titolari con la stessa importanza, scelte che hanno dato un notevole contributo, fondamentale il lavoro del tecnico che sta portando a risultati di prestigio. L’impresa della serata parte proprio dalla difesa (anche se perforata 3 volte), dal portiere Terracciano decisivo con alcune parate, può fare poco per i goal subiti, a Venuti in una posizione di campo non sua, nel reparto difensivo uno dei migliori insieme ad Igor, si conferma Odriozola inesauribile sulla fascia, peccato per il pallone perso sul secondo goal, come Biraghi che si limita a difendere.

Nel centrocampo sottotono la prova di Bonaventura, va meglio il compagno Torreira che cresce nella ripresa, recupera tanti palloni, offre spunti per il reparto offensivo, Duncan il migliore della mediana, apre le marcature, cross perfetto per il terzo goal a Vlahovic, offre qualità di gioco con una prova di spessore. In avanti ancora opaca la prestazione di Callejon, lo spagnolo mai incisivo, lontano dai suoi standard, il rientro di Gonzales porta un’altra musica, l’argentino decisivo, sia nel creare che nel dare supporto al reparto offensivo.

Ancora le prime pagine per la coppia offensiva, con le giocate e il goal di Saponara, una perla di rara bellezza, che da solo un tempo si diceva vale il costo del biglietto, giocatore ritemprato dalla cura Italiano, con doti tecniche e qualità innate, al super goleador Dusan Vlahovic. Una doppietta che lo porta a dieci goal e capocannoniere del campionato insieme al laziale Immobile, numeri stratosferici, 27 goal nell’anno solare (eguagliato Kurt Humrin, nella storia viola).

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Due goal da interminabili applausi, complimenti e aggettivi si sprecano e spesso sembrano banali, per un ragazzo del 2000, un campione non solo per i goal realizzati, che portano in alto i gigliati, ma anche per carattere, grinta e spirito di sacrificio. Non sappiamo quanto ancora il serbo potrà indossare la maglia viola, ma a molti non è passato inosservato l’esultanza al secondo goal, indicando il petto e il campo nel gioire, con le braccia al cielo verso la Curva Fiesole prima di entrare negli spogliatoi, un fenomeno (data l’età), cresciuto in casa, dove tanti ancora sperano (o si illudono) diventi un simbolo per il futuro.

In questo calcio di soldi ed interessi tutto può essere capovolto e ribaltato, intanto godiamo il momento straordinario dell’attaccante e della squadra viola. In una serata magica da incorniciare, la nebbia lascia il posto alle stelle, il pubblico fermo sugli spalti intona: una squadra fantastica, una curva bellissima, sempre insieme a te, forza viola alè l’alchimia tra tutte le componenti.

Si torna a sognare con la passione ritrovata, Firenze e la Fiorentina, un connubio inscindibile, per una notte tutti uniti senza polemiche e malumori, testimoni e partecipi di una favola dove tutto è diventato reale.

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