Quattrini e sanità, metà della metà

di Simone Borri

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Qualche giorno fa sono andato alla mia ASL a prenotare degli esami del sangue necessari al ridosaggio di un farmaco da cui dipende la mia salute complessiva. Siamo nel 2021 e ancora si deve andare di persona ad orari scomodi, ristretti e comunque coincidenti con l’orario di lavoro, per ricevere indietro un pizzino su cui un’impiegata non diversa dalla Cinzia Leone di Avanzi (ricordate? “siamo aperti…..dalle otto……ALLE OTTO! COGLI L’ATTIMO!”) ha scarabocchiato giorno e ora del prelievo.
7 dicembre, meno male che non sono cardiopatico (e non lo diventerò, avendo rifiutato di sottomettermi al vaccino covid), ma comunque qualche problema questa dilazione potrebbe anche crearmelo, per quanto ne so io e per quanto soprattutto dovrebbe saperne l’autorità sanitaria preposta alla mia salute (e questo sarebbe l’esercito di Franceschiello con cui il regime vorrebbe schedarci…..)
Ecco dunque che il grafico soprastante acquista più significato, se rapportato alla mia specifica situazione, così come alla situazione specifica di qualunque altro cittadino.
Io non ho paura di morire. la gente muore, così come nasce, fa parte del gioco che abbiamo accettato venendo al mondo. Quello che mi fa paura è che una sanità di stampo nazista abbia deciso che è accettabile la morte di chi non rientra in certi schemi, assecondando la grettezza e la vigliaccheria di una quantità ingente di cittadini (maggioranza? minoranza? ha senso quantificarla? ciò che ha senso è quantificare la paura che molti hanno di qualcosa che è inevitabile, e da vigliacchi quali sono accettano di sacrificare a se stessi ogni altra creatura su questa Terra, a cominciare dai propri cuccioli).
E dunque, ecco le cifre dell’Olocausto (nessuno si risenta per il paragone, siamo solo all’inizio di un nuovo genocidio, se non fermiamo subito i Mengele di adesso). In Italia si muore di covid solo in 3.000 casi circa. In compenso ci sono 11.000 morti in più nell’ultimo anno per altre patologie. Il governo che ci siamo dati (perché ce lo siamo dati noi con la nostra innata cialtroneria, sia chiaro) ha stabilito cosa gli interessa salvaguardare e cosa no. La salute dei cittadini gli interessa fino alla terza dose (al momento), dopodiché possono andare anche a mori’ ammazzati.
Chi si aggrappa al vaccino come ad un elisir religioso di lunga vita e senza alcuna – dicasi ALCUNA – evidenza scientifica di funzionamento, anzi con la crescente certezza di inocularsi un rimedio decisamente più letale del male,, deve sapere che ha accettato di sacrificare tutto (dalla libertà nel paese dove vive alla stessa incolumità di se stesso e delle persone care che ha vicino….. o che almeno dovrebbero essergli “care”) per NULLA.
Nel grafico in alto le cifre della tragedia, nella sua fase iniziale.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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