Bella, ingenua e incompleta

di Patrizia Iannicelli

Juventus FC v ACF Fiorentina - Serie A

Nell’anticipo nel dodicesimo turno di campionato, sabato alle 18.00, partita di cartello per i viola all’Allianz Arena di Torino, contro la Juventus, una partita che mai sarà come le altre per il popolo viola.

A tal proposito diverse polemiche nella settimana precedente, a suon di comunicati, tra le maggiori associazioni del tifo (Accvc, Atf) sulla questione dei pochi tagliandi messi a disposizione per il settore ospiti (762 in totale, con la registrazione dei propri dati sul sito, con l’acquisto on line del biglietto, ndr). Una questione che ha creato divisioni, malumori e prese di posizione contrapposte, dalla rinuncia dei gruppi della Curva Fiesole, ai diversi club e tifosi autonomi che hanno deciso di essere comunque della gara. In totale   presenti 586 supporter viola, in una bolgia di bianconeri, per un totale di circa ventinovemila spettatori.

Si parte con il solito modulo del 4-3-3, in completo viola, Terracciano, Odriozola, Milenkovic, Quarta, Biraghi (cap.), Bonaventura, Torreira, Castrovilli, Callejon, Vlahovic, Saponara. Prime fasi senza grandi sussulti, un tiro di Bonaventura bloccato dal portiere Perin, la risposta di Dybala con pallone sopra la traversa.

Al quarto d’ora fallo,  una botta di mano, di De Ligt su Terracciano, il portiere viola rischia di non restare in campo per l’infortunio all’occhio, l’arbitro non interviene. Al 25 esimo fallo ingenuo di Quarta che diffidato salterà la prossima partita. Alla mezz’ora cross dalla destra di Odiozola per Saponara che manda di poco sulla traversa.

Nei due minuti di recupero l’arbitro di turno Sozza, aspetta un controllo al Var per un presunto fallo di mano in area del bianconero Danilo su tiro di Castrovilli, si decide per non assegnare il rigore, con le squadre che entrano negli spogliatoi. Restano i dubbi soprattutto con la visione delle immagini rallentate.

Nella ripresa si riparte con il solito copione, i viola sono propositivi, i padroni di casa rispondono in contropiede, molte interruzioni di gioco. Al 64esimo esce Torreira per Amrabat, ma episodio evitabile la scivolata di Milenkovic su McKennie sanzionata con l’ammonizione. La gara non offre emozioni, la Fiorentina non trova spazi in avanti.

Al 71esimo espulsione del vice di Italiano Niccolini per proteste dopo l’ennesimo fallo su Vlahovic. Due minuti dopo contropiede con Chiesa che trova il contatto con Milenkovic, l’arbitro estrae il secondo giallo con la conseguente espulsione del difensore serbo. In inferiorità numerica Italiano corre ai ripari con un doppio cambio fuori Callejon e Saponara per Sottil e Igor.

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Ma è ancora la Juve che mette i brividi con un contropiede di Chiesa, il cui tiro si ferma sulla traversa. La Fiorentina sente la pressione degli avversari, mister Italiano inserisce le ultime sostituzioni, Nastasic e Duncan per Castrovilli e Bonaventura. Minuti finali di sofferenza per i viola, annullato un goal a Morata per fuorigioco, ancora un giallo per Nastasic in ritardo su Locatelli, Igor e Amrabat non danno il supporto sperato, Quarta ancora in evidenza per un intervento su Chiesa, ma l’ex viola ancora pericoloso con una conclusione impegna il portiere Terracciano che respinge.

La gara è interminabile, 4 i minuti di recupero. Dopo pochi secondi arriva il gol partita con l’ex Cuadrado subentrato dalla panchina, dalla destra il funambolo colombiano, si destreggia con il pallone e con un rasoterra da posizione defilata, ipnotizza Biraghi che cerca di ostacolarlo (con una deviazione), con Terracciano impreparato, il pallone in rete fa esplodere l’Allianz, per il vantaggio insperato.

I viola provano con le ultime forze di recuperare, ma il triplice fischio decreta una sconfitta immeritata, che lascia l’amaro in bocca per una prestazione a lunghi tratti giocata meglio della rivale, la peggiore in campo degli ultimi anni. Alla Fiorentina non manca gioco, personalità, atteggiamento, ma restano le imprecisioni e le disattenzioni dei singoli nei diversi reparti.

La difesa in chiaro scuro, il portiere si oppone ad un paio di tiri, ma fuori posizione per il goal subito, anche Biraghi, parte con qualche cross ma sbaglia nella parte finale, Milenkovic dopo un buon inizio penalizza con l’espulsione la squadra. Le note liete con la buona prestazione per lo spagnolo Odriozola, che cresce nell’arco della gara, inesauribile e pericoloso in fase offensiva, il migliore dei viola Martinez Quarta, l’argentino contrasta e si oppone agli avversari, un pilastro della difesa, peccato per l’ammonizione che lo terrà fuori per la prossima gara contro il Milan.

Nel centrocampo buon possesso palla di Bonaventura che non demerita,  Castrovilli offre ancora pochi spunti, lontano dai suoi standard, Torreira meno brillante delle precedenti gare. In avanti Callejon trova qualche spazio per creare occasioni, Saponara meno brillante delle precedenti gare, la qualità viene ostacolata dagli avversari, Vlahovic lotta come sempre con i difensori che lo ingabbiano, trattenuto  con falli ripetuti, non ha molti palloni da sfruttare per occasioni da rete.

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Una Fiorentina bella che ha mostrato la sua identità di squadra, al di là degli episodi dubbi e delle ammonizioni frettolose, (forse era il caso di mandare un arbitro con più esperienza in questa delicata gara???), ma anche ingenua nelle situazioni che hanno deciso e indirizzato il finale (per la terza volta con un uomo in meno, forse il mister deve aggiustare e invertire questa rotta negativa),  infine incompleta nella sua rosa, o almeno nelle seconde linee, (da una punta di livello, riteniamo un valido sostituto di Vlahovic, se si considera la partenza del serbo, altrimenti necessitano un paio di attaccanti,  fino ad aggiungere un esterno chiesto in estate dal mister), che spesso sono le risorse per modificare e cambiare le gare.

Si va alla sosta per gli impegni con le Nazionali, con un buon bilancio per i viola, anche se la sesta sconfitta in dodici gare, (Roma, Inter, Napoli, Venezia, Lazio, Juventus) evidenzia una buona base di partenza, ma anche un divario da colmare e migliorare con le big, per restare nella scia di alta classifica in un campionato dove ancora tutto può succedere.

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