Una vittoria di squadra

di Patrizia Iannicelli

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Dopo la sosta delle Nazionali riparte il campionato con la terza giornata. La Fiorentina affronta al Gewiss Stadium di Bergamo l’Atalanta, nell’anticipo serale del sabato.

Mister Italiano negli undici di partenza, si affida ai giocatori che si sono allenati in questo periodo di stop, i sudamericani rientrati a poche ore dal match si siedono in panchina. Anche il portiere Dragowski lascia il posto al secondo Terracciano, per gli impegni avuti con la Nazionale ed i pochi allenamenti fatti con il gruppo.

Gli undici titolari che scendono in campo, con la divisa rossa, partono con il modulo del 4-3-3 : Terracciano tra i pali, Venuti, Milenkovic, Igor, Biraghi (cap.), Bonaventura, Torreira, Duncan, Callejon, Vlahovic, Sottil.

Buon inizio dei viola che affrontano gli avversari a viso aperto, ottimo il possesso palla, con i nerazzurri pericolosi nelle ripartenze, la difesa ospite chiude gli spazi.

Al decimo minuto in una mischia in area, Djimsiti manda in rete il pallone, i nerazzurri sono in vantaggio. Si ricorre al Var per valutare una presunta posizione di fuorigioco, l’arbitro si porta al monitor per la decisione finale, e il goal è annullato.

I padroni di casa riprendono la gara con più grinta, creano diverse azioni, senza conclusioni pericolose. Al 25esimo infortunio per Venuti costretto a lasciare il campo, entra al suo posto Odriozola, l’ex Real Madrid (arrivato con prestito secco, ndr) al suo esordio in maglia viola. Lo spagnolo subito nelle dinamiche della gara, con due chiusure provvidenziali su Pessima e Zapata.

Al 31esimo fallo di mano in area di Maehle, ancora il Var che conferma il fallo, l’arbitro ammonisce il giocatore e decreta il calcio di rigore per gli ospiti. Si porta sugli undici metri Vlahovic, che spiazza il portiere Sportiello e porta in vantaggio i gigliati.

Nei minuti finali Sottil in area viene fermato e spreca una buona occasione da goal. Dopo 4 minuti di recupero si va all’intervallo.

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Appena iniziata la ripresa, al 48ttesimo ottimo spunto di Bonaventura che salta un avversario e si porta in area, interviene Djimsiti che lo atterra, rigore netto, il Var conferma l’episodio visto in diretta. Sul dischetto di nuovo il serbo Vlahovic che con freddezza realizza il raddoppio e la sua doppietta personale.

La reazione dell’Atalanta non si fa attendere, anche con il doppio svantaggio, i viola costretti a difendersi, grande parata di Terracciano su Zapata. I viola cercano di spezzare il gioco e le incursioni degli avversari con ripetuti passaggi, un possesso palla prolungato.

Al 64esimo contatto dubbio in area tra Callejon e Gosens, i giocatori si spingono a vicenda, ancora la visione al Var per l’arbitro che ritiene sia in ritardo il giocatore viola, rigore anche per i padroni di casa. Zapata non sbaglia e riapre la gara.

Mister Italiano effettua le prime sostituzioni (Odriozola un cambio obbligato, ndr), escono dal campo Torreira e Sottil, per Amrabat e Saponara.

Aumenta la pressione dell’ Atalanta che prova a rimettere in pari la gara, i difensori viola non si fanno sorprendere. Al 70esimo grande cross di Biraghi dalla sinistra in area, per poco Vlahovic non aggancia, i viola vicini alla terza rete. Dal capovolgimento di fronte Terracciano provvidenziale su Zapata e Djimisiti.

Ancora un doppio cambio tra i viola, Castrovilli e Gonzalez prendono il posto di Callejon e Duncan. Nei minuti finali ancora Terracciano protagonista su Palomino, i viola si difendono con determinazione alle ripetute incursioni in contropiede degli avversari, il forcing è estenuante.

Negli interminabili cinque minuti di recupero, Gonzalez spreca un pallone in area, Vlahovic guadagna un fallo a centrocampo, si respira prima del triplice fischio finale di una gara avvincente e aperta, fino agli ultimi secondi.

Entusiasmo dei giocatori in campo, la panchina e il mister che festeggiano ed esultano con i pochi tifosi viola nel settore ospiti (ricordiamo che i gruppi organizzati della Curva Fiesole, disertano anche le trasferte), che termina con un abbraccio comune e il lancio delle maglie.

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Grandissima vittoria per la Fiorentina che ha creato, lottato, difeso e sofferto su un campo ostico contro un avversario di spessore dove spesso era scontata la sconfitta, per la cronaca l’ultimo successo a Bergamo nel lontano 2016.

La prestazione dei singoli evidenzia un gruppo che sta seguendo la mentalità e gli automatismi dell’allenatore, che fin dal ritiro di Moena, ha rimarcato che la maglia da titolare si guadagna con la forma fisica e dopo gli allenamenti settimanali. Per questo motivo la squadra di partenza come anticipato alla vigilia mostra diverse sorprese, con i sostituti (Terracciano, Duncan, su tutti) che non fanno rimpiangere i titolati anzi danno un ottimo contributo per il risultato finale.

Analizzando la prestazione dei diversi reparti, nella difesa ottime prove di Terracciano affidabile e determinante su diverse occasioni, Milenkovic tornato un difensore di livello, il serbo ha lottato con grinta, non si è risparmiato nei duelli con gli avversari. Buon impatto, abbiamo detto, di Odriozola subito integrato nel gruppo, così come più che buona la prova del capitano Biraghi  per palloni recuperati.

Nella mediana Duncan a sorpresa titolare conferma il buon momento anche di forma fisica, allo stesso modo il compagno di reparto Bonaventura, si propone in avanti, guadagna il secondo rigore con grande intelligenza, importante il suo contributo di supporto al reparto difensivo. Torreira alla sua prima in viola non delude, cosi come la prova di Gonzalez appena sbarcato dall’Argentina è sufficiente.

Il protagonista della serata con complimenti ed elogi delle prime pagine, ancora lui, il gioiello viola conteso per tutto il mercato estivo, il classe 2000, Dusan Vlahovic. Un’ evoluzione incredibile di personalità, carattere, tecnica, generosità nel lavoro di gruppo. Dopo i 21 goal dello scorso campionato, per Dusan parlano i numeri di inizio stagione, con sei reti tra gare in viola e Nazionale, al terzo goal in campionato. Un ragazzo che ha tutte le credenziali per diventare un attaccante di razza, a 21 anni sono davanti a lui per numero di goal fatti solo giocatori come Haaland, Messi e Lewandoski.

Spregevoli gli insulti che ha subito per tutta la gara dagli spalti dai bergamaschi, da condannare e punire, una tifoseria che balza alla cronaca da anni per insulti e razzismo, (per due anni fu bersagliato Chiesa, ndr). Dusan non si è lasciato condizionare, anche questa una prova di assoluta maturità, anzi ha risposto con una prestazione esemplare.

Una vittoria di squadra convincente, buone le sensazioni arrivate dal campo, una Fiorentina che sta diventando grande, partendo dai singoli, che possono ancora migliorare tanto. Nessun facile trionfalismo ed entusiasmo, il cammino è appena iniziato, il percorso che si presenta lungo, impervio con pericoli e insidie, ma ci sono tutti i presupposti per tornare a sognare un futuro di soddisfazioni.

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