Una Fiorentina cinica e concreta, in un sabato ITALIANO

di Patrizia Iannicelli

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Nella quarta giornata di campionato la squadra viola affronta al Ferraris nel primo anticipo del sabato alle 15.00 il Genoa. Circa 300 i tifosi al seguito nel capoluogo ligure, ancora fermi sulle posizioni prese dall’inizio della stagione i gruppi organizzati della Fiesole, che proprio nel pomeriggio del fischio d’inizio si ritrovano nella consueta festa viola. Quest’anno denominata la Fiesole alle Cascine, appunto per il ritrovo nel parco più grande della città, una giornata di eventi e musica con i consueti banchini con materiale personalizzato dei diversi gruppi.

La formazione titolare, come aveva anticipato il mister nella conferenza di presentazione, con il modulo del 4-3-3-, presenta diverse novità, ritorna tra i pali Dragowski, Venuti infortunato lascia il posto ad Odriozola, Quarta subentra a Milenkovic, a centrocampo rientra Castrovilli, in attacco nel tridente Gonzalez. Gli undici di partenza in maglia bianca sono: Dragowski, Odriozola, Quarta, Igor, Biraghi (cap.), Bonaventura, Pulgar, Castrovilli, Callejon, Vlahovic, Gonzalez.

All’ingresso delle squadre in campo si abbatte un nubifragio che rende il campo molto pesante, l’intensità della pioggia non accenna a diminuire con la gara condizionata. In questa fase iniziale pochi spunti molta tattica, il primo tiro verso la porta di Biraghi al decimo minuto fuori dalla porta.

Con il passare dei minuti cresce l’intensità con i viola spesso nella retroguardia avversaria, che si difende anche ricorrendo a falli, l’arbitro costretto alle prime due ammonizioni. Al 23esimo occasione goal con un cross di Callejon dalla destra per Castrovilli in area che non aggancia ma scivola contro il palo. Il centrocampista dopo le cure dei sanitari è costretto a lasciare il campo, al suo posto entra Duncan.

I ragazzi viola fanno la partita e lottano su ogni pallone, Gonzalez a tutto campo sempre pericoloso, ma le occasioni migliori sono di Biraghi su punizione e di Bonaventura su cross di Pulgar, non concretizzate solo con le parate del portiere Sirigu. Nei cinque minuti di recupero, per le diverse interruzioni, ancora un bella azione di Vlahovic, Gonzalez per Callejon che manca la presa.

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Nella ripresa il secondo cambio per mister Italiano, ancora per un problema fisico, esce Gonzalez per Saponara. La Fiorentina insiste con il pressing della prima frazione, possesso palla totale, le condizioni meteo migliorano con il sole dopo la copiosa pioggia.

Al 60esimo la gara viene sbloccata da un grande goal di Saponara, riceve palla dalla sinistra si porta in area controlla e tira un destro potente e preciso che entra nell’angolo dove il portiere Sirigu non può arrivare.

Il Genoa prova  a reagire, mister Ballardini prova con diversi cambi offensivi ad alzare il baricentro. Al 66esimo interventio dubbio in area viola per un presunto fallo di Quarta su Beherami neo entrato, dopo il consueto consulto al Var con reiterate proteste dei padroni di casa, si prosegue con una rimessa per i viola.

Nell’ultimo quarto un intervento provvidenziale di Sirigu evita il raddoppio su tiro di Duncan, i viola controllano e sono pericolosi in area. Al 78esimo esce il centrocampista cileno Pulgar,  per crampi, al suo posto il marocchino Amrabat, subito decisivo in area per un anticipo di testa su un avversario. Ancora una doppia sostituzione all’81esimo, escono Odriozola e Vlahovic (il serbo in panchina contrariato forse per la sua prova non brillante), per Benassi e Kokorin. Il russo rischia il rosso per un’entrata pericolosa, il Var conferma la semplice ammonizione, ma prova negativa.

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All’89esimo arriva il raddoppio dei viola con un destro di Bonaventura, un rasoterra imparabile nell’angolo della porta, che mette il risultato in sicurezza. Nei sei minuti di recupero, in una partita interminabile con situazioni rocambolesche, un contatto in area dell’ex Badelj con Igor, viene sanzionato con il rigore, Criscito dagli undici metri spiazza Dragowski, si dimezza il vantaggio, subito dopo il triplice fischio finale.

Grande prestazione del gruppo, una squadra che domina per tutta la gara, con un buon ritmo, possesso palla, e diverse occasioni da rete che solo per una difesa coriacea, con l’estremo difensore prodigioso non trovano un bottino più ampio e un risultato meno sofferto. Buona la prova della difesa, ottimo l’impatto di Quarta, che chiude gli spazi e spesso si propone, Odriozola sulla destra una certezza, si muove da una parte e dall’altra e dal fondo crossa palloni per i compagni, il capitano si riprende la corsia di sinistra, importante le sovrapposizioni, partecipa al primo goal, e nel secondo crea un tiro cross per Bonaventura che raddoppia.

Migliore della gara Jack Bonaventura, il centrocampista inarrestabile, propone, crea, impegna il portiere e realizza il raddoppio fondamentale che vale tre punti. Ottima prestazione anche per Saponara, fondamentale per il goal che ha sbloccato una gara complicata, nel finale partecipe nel raddoppio,  la qualità di un giocatore ritrovato spesso discontinuo, che mister Italiano già dallo scorso anno con lo Spezia ha rinvigorito.

I compagni della mediana non demeritano da Pulgar che gioca e recupera molti palloni chiudendo gli spazi agli avversari, a Duncan che offre un supporto al centrocampo. In avanti prova sottotono del bomber Vlahovic, anche per la marcatura degli avversari che non gli concedono spazi, sempre generoso a disposizione della squadra, con la solita grinta e determinazione, ormai una certezza le accelerazioni gli scatti i movimenti anche in fase difensiva di Gonzalez, il più costoso acquisto della storia viola, un giocatore di grande livello.

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Infine ma solo per dare il massimo risalto al lavoro che ha intrapreso da due mesi, mister Vincenzo Italiano. Partiamo dal suo motto alla presentazione: si deve difendere bene e attaccare benissimo. La scelta degli undici che non è una prassi, nessuna gerarchia sui ruoli, ma fatta in base al lavoro negli allenamenti, all’impegno durante la settimana, alla migliore forma. Lavoro eccellente per aver recuperato giocatori che sembravano finiti, ai margini del gruppo, per la costante crescita dei singoli, per la sana competizione che induce a fare meglio, per la precisione negli schemi proposti, per l’empatia e l’amalgama che si nota in ogni singolo gesto.

Poche gare non possono ancora dare risposte definitive e obiettivi da raggiungere, ma tre vittorie consecutive, sono numeri importanti che portano autostima e convinzione dei propri mezzi. Una Fiorentina cinica e concreta, ma coraggiosa e intraprendente, come il suo allenatore, una bella realtà che potrà diventare la rivelazione del campionato, dopo anni di sconforto e delusioni, una soddisfazione che città e tifosi meritano di vivere. In questo sabato qualunque, un sabato ITALIANO, il peggio sembra essere passato.

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