La Principessa di Cuori

di Barbara Chiarini

Lady Diana Spencer, Sandringham 1 luglio 1961 - Parigi 31 agosto 1997

Lady Diana Spencer, Sandringham 1 luglio 1961 – Parigi 31 agosto 1997

Era il 31 agosto del 1997 quando la Mercedes nera su cui viaggiavano Lady Diana e il compagno Dodi Al-Fayed, si schiantò contro il tredicesimo pilastro del tunnel del Pont de l’Alma ParigiDodi Al-Fayed e l’autista Henri Paul morirono sul colpo, la Principessa del Galles morì qualche ora dopo all’ospedale parigino Pitié-Salpêtrière.

Diana Spencer, figlia del Conte di Spencer, la Principessa del popolo, come tutti la soprannominarono, ottenne il titolo di Lady nel 1975. Soltanto due anni dopo conobbe  Carlo, il Principe del Galles, ad una battuta di caccia, quando il figlio della Regina Elisabetta II era fidanzato con Sarah, sua  sorella maggiore. Di fatto, la giovane Diana sposò l’erede al trono britannico nel 1981. Pochi mesi dopo venne annunciato che Lady Diana era incinta del primo figlio, William. Durante la sua vita da consorte dell’erede al trono della Monarchia Britannica, la Principessa, sia per doveri reali che per inclinazione personale, fu molto attiva nell’ambito del sociale e della filantropia, interessandosi a molte cause umanitarie.

Lady Diana con il Principe Carlo, suo futuro marito.

Lady Diana con il Principe Carlo, suo futuro marito.

Potremmo continuare a parlare della sua biografia per pagine e pagine, perché  tanto è stato scritto su questa Lady dagli occhi azzurri,  fantastica ed originale.

Ma queste sono soltanto informazioni  che tutti quanti noi conosciamo: perché la tormentata storia della Principessa piu amata del XX secolo, la portiamo tutti nel cuore e, ammettiamolo, anche nei nostri sogni di gioventù.

Lady D. , così come fu ribattezzata dai suoi ammiratori e poi dal mondo intero, attirò infatti da subito l’interesse della stampa e del pubblico, diventando uno dei personaggi più amati dalla gente, molto più di altri membri della famiglia reale, divenendo con gli anni, un vero e proprio simbolo della cultura pop degli anni Ottanta e Novanta; la Principessa sortita dalle fiabe di cui ci raccontavano le nonne quando eravamo bambini, materializzata in lei, in carne ed ossa.

Semplice ed incredibilmente bella, Lady Diana è passata alla storia non soltanto per le difficili vicissitudini personali e sentimentali, da sempre sotto gli occhi di tutti per via dei tabloid britannici, ma soprattutto per l’immagine che ha comunque offerto di se’.

Diana Spencer è stata una donna comune, prima ancora di essere una Principessa, con tutte le debolezze e le difficoltà del caso: un’infanzia sofferente, un matrimonio infelice, gli attriti con la suocera, i problemi di depressione e bulimia, le scandalose relazioni post coniugali e infine… una morte drammatica.

La principessa Diana con i figli William e Henry

La principessa Diana con i figli William e Henry

Per quanto possa sembrare assurdo definire comune una donna che nella vita sposò il Principe di una delle monarchie più potenti e solide d’Europa, Lady D. non nascose mai nessuna delle sue fragilità personali, dimostrandosi sempre per quello che era, piuttosto che incarnare lo stereotipo della favola della Principessa d’ Inghilterra.

Dalla scelta degli abiti all’educazione dei figli, dalle uscite pubbliche alle dichiarazioni alla stampa, Diana Spencer fu sempre  se stessa; si scontrò con le rigide regole della monarchia, ma riuscì a guadagnarsi il sostegno e l’affetto del popolo.

A ben ventitre anni di distanza dalla sua morte, Lady Diana continua a far parlare di sé, come una delle icone femminili più note degli ultimi decenni.

La sua morte improvvisa e violenta scatenò pesanti speculazioni mediatiche:  non sono certo stati in pochi a gridare al complotto, supponendo che l’incidente occorsole potesse essere considerato un omicidio, ordinato addirittura dalla Casa Reale ed eseguito dai Servizi Segreti britannici.

Il cantante e amico Elton John, canta per Lady D. durante il rito funebre.

Il cantante e amico Elton John, canta per Lady D. durante il rito funebre.

La notte della morte, quel  31 agosto di un lontano 1997, Lady Diana ed il suo nuovo compagno Al-Fayed, nel vano tentativo di voler sfuggire all’assalto dei paparazzi, uscirono da una porta secondaria dell’ Hotel Ritz , dove avrebbero dovuto alloggiare per la notte, per dirigersi invece in un appartamento di Dodi, sempre a Parigi. Casualmente, le inchieste portate avanti dalla polizia francese e da quella britannica giunsero entrambe alla stessa conclusione, cioè che la causa dell’incidente fu la guida dell’autista, offuscata sotto effetto di alcool e psicofarmaci. Lady D. e Dodi Al-Fayed non indossavano alcuna cintura di sicurezza.

Nonostante non fosse più Altezza Reale dopo il divorzio dal Principe Carlo, a Lady Diana furono riservate le pubbliche esequie, certamente più in seguito alle reazioni del popolo britannico, fortemente legato alla Principessa, che ad altro. Impossibile dimenticare i quasi  tre milioni di sudditi che si riversarono a Londra, in quell’occasione,  per rendere  omaggio alla Principessa del popolo.

Nell’ Abbazia di Westminster, gremita di gente, durante la funzione funebre, echeggiarono poi le note e la voce del cantante Elton John il quale, per rendere omaggio alla sua sfortunata amica, cantò una nuova versione di Candle in the Wind, canzone scritta in onore di Marilyn Monroe anni prima, riadattata per lei, la Principessa triste.

 

Lady D.

Lady D.

I sudditi inglesi, ma potremmo meglio dire, i  fan di tutto il mondo, hanno  visto in Diana una donna buona, generosa e ben disposta verso il prossimo. Lo hanno dimostrato i fiori e lettere lasciate a quel tempo di fronte a Buckingham Palace o sullo stesso luogo dell’incidente.

Di lei è  rimasto il ricordo di una donna semplice, fragile, il ricordo di una donna comune, che non si è mai vergognata di dimostrare le proprie debolezze al mondo, vittima di un sistema più grande e più forte di lei, una piccola grande Principessa alla ricerca di attenzioni, abile nel gestire la stampa britannica ma meno brava, forse, con le questioni sentimentali: una donna sensibile, alla costante ricerca di un amore vero, di quelli con la A maiuscola. Quasi non sembra un caso che abbia perso la vita nel corso di un tenero viaggio nel tentativo di costruire una nuova storia d’amore con l’elegante Dodi Al-Fayed.

E pensare che Lady Diana, la nostra bella Principessa, aveva soltanto 36 anni quando morì: avremmo senz’altro preferito per lei un’altro destino: come in tutte le fiabe che si rispettino, sarebbe stato gradito a tutti….un lieto fine.

Speciale: Omaggio a Lady Diana

Sarà visitabile dal pubblico per la prima volta in questo giorno, martedì 31 agosto 2021, la statua memoriale dedicata alla principessa Diana inaugurata nel cuore di Londra il primo luglio scorso nel 60esimo anniversario della nascita di Lady D dai principi William e Harry, i suoi due figli.

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


Visualizza gli altri articoli di Barbara Chiarini

Potrebbe interessarti anche ...

Commenta l'articolo