La casa nella prateria 

di Barbara Chiarini

I protagonisti della serie televisiva “La Casa nella Prateria”

I protagonisti della serie televisiva “La Casa nella Prateria”

«Il fruscio del vento nell’erba sembrava una musica. E il canto stridulo delle cavallette faceva vibrare l’immensa prateria. Un flebile ronzio proveniva dagli alberi in riva al ruscello. Tutti quei suoni formavano un fantastico, caldo, gioioso silenzio. Laura non aveva mai visto un posto che le piacesse così tanto…»

Realizzata a cavallo del 1974 e terminata nel 1983, Little House on the Prairie, divenuta famosa in Italia come La casa nella Prateria, è entrata da tempo di diritto nell’Olimpo delle serie cult: concepita per rappresentare un vero e proprio spaccato di quella che era la vita dei pionieri americani, improntava tutta la sua storia sulle vicende della famiglia Ingalls.

Una storia realmente esistita, arrivata a noi grazie alla penna di Laura Ingalls Wilder in nove pubblicazioni. 

Con questa celebre collana di libri per ragazzi la Ingalls raccontava la sua vita da nomade, essendo stata anch’essa figlia di una famiglia proletaria che aveva vagato per l’America alla ricerca di un buon posto dove vivere: i suoi racconti, improntati sulla vita dell’epoca, si districavano tra i sacrifici, i drammi e la bellezza della semplicità e i molti problemi di salute e di povertà che mettevano ogni giorno alla prova la famiglia Ingalls, costringendola a prendere spesso delle decisioni anche molto difficili; momenti drammatici della vita nella prateria che si dissolvevano facendo ricorso all’applicazione dei valori morali sempre eterni come la bontà, l’altruismo e l’amore. Non di meno, venivano trattati argomenti come il razzismo, le adozioni, l’alcolismo e anche l’uso di droghe.

L’idea di trasporre i romanzi in video fu di Ed Friendly, un produttore della NBC, il quale chiese a Michael Landon (il capofamiglia Charles Ingalls nella serie) di realizzarne il film pilota. Il successo fu immediato, fin dal momento in cui venne prodotta la prima serie: tra i molti interpreti figurava anche un giovanissimo Sean Penn.

Laura Elizabeth Ingalls Wilder (Contea di Pepin, 7 febbraio 1867 – Mansfield, 10 febbraio 1957) insieme alle sorelle.

Laura Elizabeth Ingalls Wilder (Contea di Pepin, 7 febbraio 1867 – Mansfield, 10 febbraio 1957) insieme alle sorelle.

Ad ogni modo, le differenze tra libri e pellicole furono davvero tante, soprattutto a partire dalla quarta edizione quando Landon, in netto disaccordo con Friendly, stravolse il racconto originale e volle interamente farsi carico dell’esecuzione. Il risultato non fu dei migliori e una volta giunti alla nona edizione, la produzione venne interrotta per calo di ascolti.

Da qui, la decisione di voler realizzare tre film per la tv, allo scopo di soddisfare la curiosità degli spettatori rimasti fedeli al programma, e dare una giusta conclusione alla saga familiare.

Un’ultima curiosità: quando le riprese furono terminate, l’intero set -che era stato realizzato nel Big Sky Ranch di Simi Valley in California- venne fatto saltare in aria per volontà dello stesso Landon, per evitare che altre produzioni potessero usarne le scene!

Personalmente, vorrei dire che, sebbene da bambina abbia visto con piacere la serie tv per quasi tutti gli anni in cui andò in onda, leggere i romanzi di Laura Ingalls mi piacque ancora di più; soprattutto il primo, per il quale serbo ancora un posto d’onore nei miei ricordi. Un libro meraviglioso da far leggere ad ogni bambino per la sua delicatezza, per la prosa impeccabile e anche e soprattutto per ascoltare i racconti tratti da una vita lontanissima dalla loro realtà.

Pare infatti che l’intento dell’autrice fosse stato principalmente quello di spiegare alle nuove generazioni «…quanto fosse cambiata l’America nel giro di pochi decenni», a cominciare dall’avvento delle ferrovie, del telegrafo e della fotografia; la dura vita dei pionieri nelle isolate campagne, i pericoli occorsi nei territori indiani, la vita all’aria aperta in mezzo alla natura più selvaggia e capricciosa; le malattie, ma anche l’armonia del calore familiare e la solidarietà tra vicini di casa.

Su tutto però, la vera meraviglia ce l’ha regalata nelle descrizioni che l’autrice fece della natura, dei piccoli riti della vita quotidiana, dalla preparazione dei pasti più umili – ma sempre gustosi – fino alla gioia descritta per le grandi occasioni speciali: i più ricchi pranzi di Natale, i regali, la felicità familiare. Un mondo semplice, fatto di piccoli gesti genuini, di valori, gentilezza e generosità. Un amore che ti faceva sentire parte integrante della famiglia anche soltanto a sfogliarne le pagine: un sentimento che diviene ancor più coinvolgente se si pensa che tutto questo, gioie e difficoltà, vennero vissute dal vero da questa affettuosa, cara famiglia!

Ne consiglio a tutti la visione, ma soprattutto la lettura!

Melissa Gilbert nel ruolo di Laura Ingalls

Melissa Gilbert nel ruolo di Laura Ingalls

La casa nella prateria – sigla

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