Un’altra Pasqua in Pandemia

di Barbara Chiarini

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I rami d’ulivo “vaporizzati e sanificati” li abbiamo ricevuti domenica scorsa, nel ricordo della celebrazione delle Palme; la preghiera «per il mondo colpito dalla pandemia», quella l’abbiamo ricevuta venerdì santo, insieme alla Via Crucis con i fedeli fermi al loro posto.

Tutto questo e molto altro perché, per il secondo anno consecutivo, le celebrazioni pasquali devono fare i conti con la Pandemia e le relative limitazioni imposte dai decreti, dai divieti di spostamento e dal distanziamento sociale. 

Insomma, un’altra Pasqua che può essere celebrata soltanto nella sua forma più breve e ritirata. 

E se l’anno scorso eravamo scioccati nell’affrontare tutto questo, quest’anno siamo forse meno perplessi ma sicuramente più provati e più stanchi. Poche sono anche le parole che ci restano per descrivere questo momento. 

Il Papa durante l’Angelus, la scorsa domenica ha detto: «In questa situazione storica e sociale, Dio cosa fa? Prende la croce».

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E noi? Che cosa dobbiamo fare? Non avremmo mai immaginato di vivere giorni come questi. 

«Si fece buio su tutta la terra»: all’improvviso. Così è stato, così è.

La Pandemia ci ha fatto vivere questo cambiamento radicale: ora capisco perché ai nostri avi faceva tanta paura quel cambiamento d’epoca che più volte abbiamo ripetuto a pappagallo leggendo frasi simili. 

Epoca di cambiamenti sì, ma un cambiamento d’epoca … no, a quello non eravamo pronti!

Cambiare pagina, cambiare registro, abbandonare le nostre certezze costruite nel corso dei secoli, liberarsi d’emblée di ogni sicurezza.

Niente è e sarà più come era nel passato. Stiamo vivendo dei nuovi giorni coronati da mille punti interrogativi. Il vecchio è stato travolto e, davanti ai nostri occhi, si aprono sfide nuove.

Ma infondo, dobbiamo ammetterlo, tante problematiche ci erano già state annunciate: la fame nel mondo, le guerre, i disastri ambientali. Il primo ventennio del secolo scorso aveva conosciuto il conflitto mondiale ed una pandemia, la Spagnola.

Poi, all’uomo moderno, è sembrato di essere al riparo da tutto. Ma invece, la Terza Guerra Mondiale (a pezzi, ma sempre mondiale), ed una nuova Pandemia (che solo un vaccino e non altro potranno debellare!) stanno caratterizzando il primo ventennio di questo nuovo secolo.

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Dio sa quanto avremmo desiderato non far vivere ai nostri figli e ai nostri padri questi giorni. Ma Dio sa anche, e noi con Lui, che nulla abbiamo fatto per evitare queste sofferenze: la catastrofe ecologica determinata dalle guerre e dalla economia estrattiva, la distruzione delle biodiversità, lo smantellamento del welfare e della sanità pubblica, un impero della morte sempre più invadente con investimenti tanto ingenti quanto occultati, risorse sottratte alla ricerca, alla salute, alla istruzione, ai poveri di questo mondo.

A pagare il prezzo più alto di questa pandemia, ad oggi, sono i nostri padri. Perché in questi giorni, se ne sta andando la parte migliore di noi: la nostra memoria e la nostra sapienza. 

Adesso, non ci resta che attendere il Risorto e, insieme a Lui, anche la Resurrezione! 

La Resurrezione in una nuova vita, una “seconda creazione”: la resurrezione del pianeta e di tutti i suoi inquilini. Abbiamo capito che con il cosmo e le sue leggi siamo in debito, che il nostro agire politico ha alimentato solo il caos, che la nostra Europa attende ora o mai più di essere fondata, che il virus ha creato una emergenza globale che deve essere affrontata solo con una politica globale. 

Nel mondo c’e tanta nostalgia di futuro. Verranno giorni senza più lacrime? 

Speriamo che la Santa Pasqua desti nei nostri cuori una intensa e sana nostalgia di rinnovamento e che ciò si traduca in un fiducioso impegno a camminare nella storia: la nuova storia del mondo. 

Queste le nostre speranze. Auguriamoci solo che si trasformino in valide promesse.

Buona Pasqua a tutti.

 

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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