Hachiko, il tuo migliore amico

di Barbara Chiarini

La statua di Hachiko a Shibuya, Tokio

La statua di Hachiko a Shibuya, Tokio

“Guarda negli occhi un cane e prova ad affermare che non ha un’anima” (V. Hugo)

L’8 marzo non è solo il giorno in cui si festeggiano le donne. Nel paese del Sol Levante, dall’altra parte dell’ emisfero, questo è il giorno in cui si celebra l’amore incondizionato e la fedeltà assoluta, nell’esempio lasciatoci da un cane il giorno della sua morte.

Diventato famoso nel mondo grazie al film con protagonista Richard Gere, il cane Hachiko è in realtà celebrato da anni in Giappone, la sua casa di origine. A lui, un Akita bianco, è dedicata una statua a Shibuya, il cuore pulsante di Tokyo.

La  sua  bella e commovente storia credo sia conosciuta da tutti coloro che amano i cani, o meglio da tutti coloro che amano gli animali in generale ma, per chi non la conoscesse ancora, eccola qui.

Hachikō nacque ad Ōdate, nella Prefettura di Akita, il 10 novembre 1923. Era un esemplare maschio di Akita Inu bianco. All’età di due mesi, venne adottato da Hidesaburō Ueno, professore presso il dipartimento agricolo dell’Università Imperiale di Tokyo, che lo portò con sé nella sua abitazione a Shibuya. Il professor Ueno, pendolare per esigenze di lavoro, ogni mattina si dirigeva alla stazione di Shibuya per andare al lavoro prendendo il treno. Il suo fedele cane lo accompagnava sempre e, quando il professore rientrava dalla giornata lavorativa, lo trovava alla stazione ad aspettarlo.

La stazione di Shibuya come appariva tra il 1912 e il 1945

La stazione di Shibuya come appariva tra il 1912 e il 1945

Il 21 maggio 1925 Ueno morì improvvisamente, stroncato da un ictus mentre era all’università, durante una lezione. Hachikō, come ogni giorno, si presentò alla stazione alle cinque del pomeriggio (orario in cui il suo padrone solitamente arrivava), ma il professor Ueno non si fece vedere. Il cane attese invano il suo arrivo. Tornò alla stazione il giorno seguente e fece così pure nei giorni successivi, per anni. Con il passare del tempo, il capostazione di Shibuya e le persone che prendevano quotidianamente il treno, intuendo che egli sarebbe rimasto ad attenderlo,  se ne presero cura, offrendogli cibo e riparo.

Fu così che, poco alla volta, tutto il popolo giapponese venne a conoscenza della storia di Hachikō. Molte furono le persone che vollero conoscerlo, vederlo con i propri occhi, fermo alla stazione ad aspettare;  lui,  si faceva accarezzare ma, imperterrito, attendeva solo l’arriva del suo amato padrone.

Nell’aprile 1934, venne realizzata, per opera dello scultore Teru Ando, una statua in bronzo con le sue sembianze e fu posta alla stazione di Shibuya; un’altra simile venne eretta a Ōdate, la sua città natale; lo stesso cane fu presente all’inaugurazione.

Il ritrovamento del corpo di Hachikō

Il ritrovamento del corpo di Hachikō

L’8 marzo 1935 Hachikō morì di filariasi, all’età di undici anni, dopo aver atteso ininterrottamente per quasi dieci anni il ritorno del suo padrone. Ritrovato in una strada di Shibuya, la sua morte impietosì la comunità nipponica; la notizia venne inserita in tutte le prime pagine dei giornali giapponesi e venne dichiarato un giorno di lutto nazionale per ricordare il suo reiterato gesto di fedeltà nei confronti del padrone.

Durante la seconda guerra mondiale il governo giapponese, necessitando di quantità ingenti di metalli per costruire le armi, ordinò di usare pure quello della statua di Hachikō. Ma nel 1948, tre anni dopo la fine del conflitto, Takeshi Ando, figlio di Teru, ricevette la commissione di scolpire una nuova statua raffigurante il cane,  da posizionare nello stesso posto di quella precedente.

Scultura di Hachikō (Helen Keller, 1948)

Scultura di Hachikō (Helen Keller, 1948)

Nonostante il corpo di Hachikō sia stato preservato  ed esposto al Museo Nazionale di Natura e Scienza, situato a nord-ovest della stazione, alcune sue ossa sono sepolte nel cimitero di Aoyama, accanto alla tomba del professor Ueno.

L’8 marzo di ogni anno, anniversario della morte del fedele cane, in Giappone  viene organizzata una cerimonia per ricordarlo; vi partecipano vari amanti dei cani che portano il loro omaggio alla sua lealtà e alla sua devozione.

Dalla sua commovente storia, nel 1987 fu tratto un film, Hachikō Monogatari (la storia di Hachiko), diretto da Seijirō Kōyama, che ne raccontava i fatti dalla nascita sino alla morte, immaginando un’ipotetica riunione spirituale con il padrone.

Nel 2009 è stato prodotto un remake: HachikoIl tuo migliore amico (diretto da Lasse Hallström ed interpretato dall’attore Richard Gere, nel ruolo di professore) che narra del vincolo di amicizia tra il cane ed un professore americano, seguendo lo stesso filo narrativo.

La storia di Hachikō ha avuto lungamente eco anche nella letteratura, comparendo soprattutto in racconti per bambini.

Hachiko ed il suo nuovo amico

Hachiko ed il suo nuovo amico

Un’ultima nota per  concludere, un particolare che farà sicuramente sorridere  tutti coloro che preferiscono ai cani gli altri nostri amici a quattro a zampe: i gatti .

Pare che da qualche tempo Hachiko non sia più solo: ogni giorno la sua statua riceve la visita di un simpatico gattone il quale, indifferente al pubblico che intorno gli si affolla, si stiracchia un poco e poi si acciambella, sentendosi sicuro e protetto tra le sue zampe!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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