Grinta e orgoglio non evitano un’altra sconfitta

di Patrizia Iannicelli

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(Dal nostro inviato) – Dopo la brillante vittoria della scorsa settimana contro il Benevento, si torna in campo al Franchi, per il big match contro il Milan dell’ex giocatore e mister Stefano Pioli. L’orario è nel pre-serale delle 18.00. Mister Prandelli si affida al modulo del 4-4-2, Dragowski tra i pali, Milenkovic, Pezzella (cap.), Quarta, Caceres, Bonaventura, Pulgar, Castrovilli, Eysseric, Ribery, Vlahovic.

Fin dalla prime battute il ritmo é alto, la prima occasione è di marca viola, ma i rossoneri alla prima loro azione passano in vantaggio con un sinistro del solito Ibrahimovic, al rientro dopo un infortunio. L’azione parte da un intervento su Pezzella che l’arbitro non ravvisa, la posizione dello svedese sembra di fuorigioco, ma dopo un breve consulto il goal viene convalidato.

La reazione dei viola é immediata, Castrovilli dalla sinistra viene fermato da Dalot, dalla conseguente punizione arriva il pari, con un tiro magistrale di Pulgar. La gara è vivace e piacevole, i viola propositivi guadagnano metri e si portano in area avversaria. Al 29′ Pezzella con un colpo di tacco centra la traversa, sarebbe stato un goal formidabile. Ancora i gigliati in area, Ribery viene fermato da Diaz, le proteste dei viola per un possibile rigore sono vani, l’arbitro Guida non reputa di verificare neanche al Var.

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Al 35′ si pareggiano i legni, Ibrahimovic sul filo del fuorigioco colpisce il palo. Botta e risposta tra azioni che si susseguono da una parte e dall’altra, Castrovilli non trova compagni liberi per il tiro verso la porta, Calhanoglu manda di poco fuori. Prima della fine del primo tempo il portiere viola Dragowski chiede il cambio, da una rimessa dal fondo, il polacco si infortuna alla caviglia, mister Prandelli costretto alla sostituzione con Terracciano. Dopo due minuti di recupero si va all’intervallo.

Buon primo tempo dei padroni di casa che giocano a viso aperto, mettendo in difficoltà gli avversari. Nella seconda frazione al 51′ arriva il secondo goal dei viola, l’azione parte da Eysseric, sponda di Vlahovic per Ribery, il francese con un sinistro perfetto batte Donnarumma, Fiorentina in vantaggio.

Al 57′ arriva il pari del Milan, corner dalla sinistra in area, la solita disattenzione difensiva dei padroni di casa e Diaz senza essere contrastato manda il pallone in rete. Nei minuti successivi gli ospiti recuperano metri, i gigliati sono pressati nella loro metà campo, non riescono a trovare spazi per oltrepassare la linea di centrocampo. I rossoneri anche per l’ingresso di forze nuove dalla panchina si rendono pericolosi in diverse occasioni, un tiro-cross di Ibrahimovic si ferma sul palo, Terracciano sorpreso vede passare il pallone senza intervenire.

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La gara ha momenti di nervosismo e la tensione sale al passare dei minuti, mister Prandelli viene ammonito per proteste. I viola chiusi nella propria area in totale sofferenza, in evidente calo fisico, subiscono gli attacchi dei rossoneri. La seconda sostituzione tra i gigliati l’ingresso di Venuti per Castrovilli, che fa arretrare la squadra a livello tattico.

Al 72′ arriva la beffa della terza rete degli ospiti, Kessie salta tutta la difesa viola e passa a Calhanoglu che mette in rete il pallone, Terracciano anche in questo caso poco reattivo. Al 78′ ancora due sostituzioni, escono Pulgar e Quarta per Callejon e Kouame, mai entrati in gara. La Fiorentina con la forza di volontà cerca l’assalto finale, possesso palla totale, ma la difesa rossonera impenetrabile, Bonaventura prova un tiro dalla distanza, il pallone di poco fuori.

Nei quattro minuti di recupero, il Milan con esperienza controlla senza problemi fino al triplice fischio finale. Ancora una prova insufficiente del reparto difensivo, dal portiere di riserva che resta impacciato e in ritardo sui goal subiti, lo stesso argentino Quarta che nelle gare precedenti si era notato con buone prestazioni, inciampa in una serata negativa, le solite incertezze di Milenkovic e di Pezzella applaudito solo per il colpo di tacco d’autore, si salva Caceres.

Apprezzabile il lavoro di mediana, il francese Eysseric sembra un punto fermo della squadra, una sola incertezza sul gol del pari che offusca una buona prestazione. Pulgar sembra essere recuperato, pregevole punizione, anche se cala nel finale, Bonaventura ex rossonero trova qualche difficoltà ma cresce nella ripresa, prestazione non brillante di Castrovilli, che trova la sola punizione da cui arriva il pari, il numero 10 non riesce a incidere nella manovra offensiva.

In avanti prova di sacrificio del cannoniere viola Vlahovic, che si mette a disposizione della squadra, pochi palloni giocabili e spazi verso la rete. Il migliore in campo il campione veterano Frank Ribery, lotta, contrasta e crea scompiglio nell’area avversaria, il primo goal al Franchi avrebbe meritato una standing ovation come quella dello scorso campionato dei sessantamila a San Siro il 29 settembre 2019.

Infine della gestione gara vogliamo soffermarci sul mister-tifoso, Cesare Prandelli, per tutta la gara ha dato indicazioni, ha incoraggiato i ragazzi a non mollare anche nei momenti di difficoltà, ha trasmesso uno spirito di appartenenza, ha recuperato giocatori non solo fisicamente ma nell’atteggiamento mentale. Un tecnico coinvolto emotivamente, che soffre il momento non ottimale della sua Fiorentina. Il troppo stress, evidenziato anche nella conferenza della presentazione del sabato, lo ha portato a non rilasciare dichiarazioni nel post gara.

La grinta e l’orgoglio non sono bastati ad evitare un’altra sconfitta, a nostro parere immeritata, con una Fiorentina che a larghi tratti ha tenuto testa ad una pretendente al titolo finale (capolista fino a qualche settimana fa, ndr), ha lottato alla pari con un organico superiore anche nelle seconde linee che nell’arco della gara hanno fatto la differenza.

Una battuta d’arresto che lascia l’amaro in bocca, ma anche una prestazione di carattere dalla quale ripartire per le prossime dieci gare rimaste di questa stagione anomala. La prossima settimana si ferma il campionato per gli impegni della Nazionale, una sosta che servirà a recuperare energie fisiche e mentali, e trovare quella giusta concentrazione necessaria per recuperare punti di una quota salvezza ancora da conquistare.

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