Brutta gara e solita sconfitta

di Patrizia Iannicelli

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Nel ventiquattresimo turno di serie A, la Fiorentina affronta alla Dacia Arena l’Udinese, un altro importante test con una quadra coinvolta nella zona salvezza a pari punti. Mister Prandelli costretto a fare a meno di Bonaventura e Kouame per infortuni, recupera il francese Ribery dopo lo stop di tre gare. Gli undici titolari partono con il modulo del 3-5-2, Dragowski tra i pali, Milenkovic, Pezzella (cap.), Quarta, Malcuit (alla prima da titolare), Eysseric, Pulgar, Castrovilli, Biraghi, Ribery, Vlahovic.

Buon inizio per i viola che si portano in area avversaria, gli avversari controllano e bloccano le azioni offensive, ma la prima occasione da rete è dei fiulani con Stygen Larsen, provvidenziale l’intervento di piede di Dragowski. La gara è nervosa spesso interrotta da falli, gli ospiti guadagnano metri con un paio di corner, ma la difesa bianconera recupera senza creare problemi all’estremo difensore Musso.

Un primo tempo noioso e senza emozioni, da annotare prima dell’intervallo, un tiro alto di Vlahovic, e nel minuto di recupero Quarta che sfiora la traversa, con il portiere che salva in angolo. Nella ripresa sono i padroni di casa a mettere in apprensione la retroguardia gigliata, dopo un’uscita non impeccabile di Dragowski, un gran destro di Molina è di poco fuori sopra lo specchio della porta.

La prima azione da rete per i viola al 63′, in contropiede Ribery serve Vlahovic, l’attaccante ritarda l’attimo per la conclusione e il tiro viene parato da Musso. Il match prosegue con sterili azioni, con le squadre contratte che ricorrono a ripetuti falli, con l’arbitro che fischia ogni singolo contatto.

Al 68′ il primo cambio per i viola esce Ribery , per Kokorin. In questa fase di gara niente da segnalare se non le diverse sostituzioni per le due squadre, per i viola entrano Amrabat e Caceres al posto di Castrovilli e Malcuit.

Mentre ormai si aspetta la conclusione con uno scialbo pari, una gara giocata più con la paura di perdere che con la voglia di portare a casa una vittoria, arriva nei minuti finali il goal partita dell’ Udinese. Azione dalla destra di Rodrigo De Paul (giocatore accostato alla Fiorentina per diverso tempo, ottima la sua prestazione), cross perfetto in area dove l’attaccante Nestorovski salta alle spalle di Milenkovic e realizza la rete del vantaggio. Dopo il consulto del Var per verificare la posizione del macedone autore del goal, si riparte con il pesante 1 a 0.

Milenkovic, ormai lontano da Firenze soprattutto con la testa

Milenkovic, ormai lontano da Firenze soprattutto con la testa

Una doccia fredda per i viola che non hanno neanche il tempo per recuperare ( la rete sul tabellino è arrivata all’87’) con l’ingresso nei minuti finali e nei quattro di recupero di Montiel e Borja Valero al posto di Eysseric e Pezzella. Una brutta sconfitta per la Fiorentina, rinunciataria e senza idee, con una squadra rimaneggiata (nove giocatori titolari tra squalifiche e infortuni, ndr), e alla portata.

Una gara che sembrava con un finale già scritto, dove i portieri sono stati inoperosi, ma che il solo errore in fase difensiva non può e deve giustificare una prestazione di squadra deludente e allo sbando. Un’altra battuta d’arresto (l’undicesima del campionato), che evidenzia tutti i limiti di un gruppo fragile mentalmente, senza grinta e carattere nell’affrontare un avversario in uno scontro diretto, con le solite disattenzioni e amnesie difensive, con diversi giocatori che hanno disatteso alle aspettative loro preposte.

Una prova che mette in evidenza solo i demeriti di tutti i reparti, da quello difensivo sul banco degli imputati quando si prende goal, il solo Martinez Quarta conferma il suo buon momento, a centrocampo poco incisivo e mai propositivo Eysseric, Castrovilli in ombra, il numero 10 ancora con prestazioni altalenanti, Ribery prova in pochi spunti ma si nota la sua precaria condizione fisica, in avanti Vlahovic manca di precisione, ma non si può pretendere che un ragazzo poco più che ventenne possa avere sulle spalle tutto l’attacco.

Sui nuovi arrivati dal mercato di riparazione di gennaio, Malcuit alla prima da titolare ha giocato a fasi alterne, Kokorin deve ancora trovare una forma fisica per dimostrare le sue doti da bomber, insomma due giocatori che non sembrano poter dare il contributo nell’immediato. Anche se in chiave salvezza la Fiorentina non dovrebbe avere problemi (salvo combinazioni assurde e impensabili) sia per un discreto vantaggio sulle terz’ultime (7 punti), sia come tasso tecnico sulle dirette antagoniste, resta il rammarico di una stagione mediocre, in una posizione di classifica che è umiliante per i tifosi e la città.

Un incubo dal quale uscire quanto prima, intanto con i 40 punti necessari, poi con delle scelte mirate e costruttive per una programmazione futura. Intanto bisogna archiviare e resettare questo stop per trovare la concentrazione per il prossimo difficile impegno contro la Roma al Franchi (mercoledì ore 20.45, ndr). Una gara dove non conterà solo il risultato, ma l’orgoglio e l’atteggiamento nell’ affrontare un avversario ostico e di valore con il massimo impegno e determinazione.

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