Andavamo al Caffé sotto l’arco del Poggi

di Barbara Chiarini

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Il fascino dei Caffé letterari 

Diceva Montesquieu nelle sue Lettere Persiane che «il Caffè è l’unico luogo dove il discorso crea la realtà, dove nascono piani giganteschi, sogni utopistici e congiure anarchiche senza che si debba lasciare la propria sedia», come se il caffé inteso come spazio fisico di ritrovo e insieme anche di bevanda (atto del bere il caffè), avesse una sorta di potere crelativo catartico. Non è quindi un caso se molti artisti e pensatori hanno avuto “il loro Caffè” e se molti Caffè sono stati negli anni luoghi perfetti per trovare ispirazione e a volte, vere e proprie culle di opere d’arte o di ampie discussioni fra intellettuali. Molti sono i caffè d’ Italia famosi, ma noi ci limiteremo a ricordare quelli che sono fioriti nella nostra amata città gigliata.

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Cominciamo infatti con oggi una nuova rassegna  atta a ricordare a noi tutti quanto la storia fiorentina sia passata anche dalle memorabili sale dei Caffè Letterari. Una storia lunga un secolo che, per nostra fortuna, continua ancora oggi.

Dovete sapere che Firenze tra l’Ottocento e il Novecento, non era nuova ai ritrovi in centro città; già dal Settecento poteva vantare diversi luoghi d’incontro dove consumare dolci o bevande scambiando chiacchiere e battute argute come solo i toscani sanno fare, ma anche opinioni e considerazioni, in un’atmosfera sospesa tra le delizie del palato e la gradevolezza dell’ambiente. 

Piacevolezze di un tempo e non solo: antiche osterie, ormai scomparse ma di cui resta precisa traccia nei toponimi cittadini, testimoniano che da sempre Firenze ha prediletto questi luoghi di ritrovo in cui gli intellettuali come Lorenzo il Magnifico, si ritrovavano bevendo del buon vino, gustando manicaretti e discorrendo del più e del meno. 

E se dei locali settecenteschi rimane poco più che il nome, possiamo invece fortunatamente ancora sedere in Piazza della Repubblica, allora chiamata Vittorio Emanuele, ai tavolini del Caffè Gilli, delle Giubbe Rosse e di Paszkowski, oppure possiamo gustare una dolce prelibatezza da Giacosa o la strepitosa cioccolata in tazza da Rivoire, ammirando lo splendore unico al mondo di Piazza della Signoria.

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Anche se noi ci limiteremo a raccontare della nostra città bisogna, per onor di cronaca, ammettere che il fenomeno non può essere considerato solo fiorentino ma va esteso alla Toscana intera, con Firenze a rappresentarla tutta nella storia particolare dei Caffè.

Caffè, birrerie, cioccolaterie e chi più ne ha più ne metta, da sempre menzionati come i luoghi più rinomati del gusto italiano, sono stati  apprezzati anche in quanto ambienti in cui sono state scritte pagine di storia letteraria e artistica, cuori pulsanti di famosi movimenti letterari e artistici, terre di scambio, nello scontro e nel confronto culturale di questi secoli. 

Adoro perdermi in quel tempo di socialità fisicamente condivisa e creativa, probabilmente anche perché adesso, in tempo di Covid e di decreti restrittivi, la vita sociale sembra essersi fermata senza sapere quando, come e se mai ripartirà come un tempo.

E allora, se la cosa può esserVi  gradita, in questi appuntamenti ricostruiremo insieme la storia, le curiosità, le immagini di questi luoghi come in un viaggio con la macchina del tempo…. 

Salite a bordo, cari amici: e grazie a  BLOOGGER – The Florence Post partiremo insieme per una nuova avventura!

A rivederci domani per il primo appuntamento!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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