L’esercito del Papa

di Simone Borri

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22 gennaio 1506, Papa Giulio II Della Rovere conferisce per la prima volta ai mercenari svizzeri l’incarico di formare la propria Guardia personale. Gli svizzeri erano mercenari dal tredicesimo secolo e offrivano i propri servigi di volta in volta ai sovrani europei. Tali servigi erano assai apprezzati, in quanto gli svizzeri si dimostravano formidabili combattenti, avendo tra l’altro sviluppato la tecnica della formazione a testuggine protetta da lunghe picche che sarebbe poi stata adottata dai tercios, l’esercito spagnolo.
Nel 1479 Papa Sisto VI aveva stipulato con la Confederazione Elvetica un trattato in base al quale si riservava di attingere alle milizie fornite dai cantoni svizzeri per la propria difesa personale. Fu Giulio II a rendere attivo quel trattato.
Le Guardie Svizzere divennero un corpo militare permanente del Vaticano dopo che, nel 1527, durante il Sacco di Roma si fecero trucidare per difendere la fuga a Castel Sant’Angelo di Papa Clemente VII. 189 svizzeri rimasero sul terreno mentre il Papa si metteva in salvo nella imprendibile fortezza sul Tevere. E per ringraziamento avrebbe trasformato la sua Guardia in una istituzione permanente dello Stato della Chiesa.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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