I giorni della merla

di Simone Borri

merla190129-001
Narra la leggenda che, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini si rifugiarono il giorno 29 gennaio dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio tutti grigi a causa della fuliggine. Da qui la celebre locuzione che definisce i tre giorni alla fine del mese di gennaio i giorni della merla. Da qui anche la spiegazione favolistica del motivo del dimorfismo sessuale che si osserva nella livrea del merlo, che è bruna/grigia (becco incluso) nelle femmine, mentre è nera brillante (con becco giallo-arancione) nel maschio.
La favola ha più varianti, a seconda delle tradizioni regionali. Nella versione maremmana, i merli in questione erano due fidanzati, maschio e femmina, che riemersero dal loro rifugio scuriti dalla fuliggine, da bianchi che vi erano entrati.
Un’altra versione dimostra di essere più antica, proveniente da un tempo in cui il calendario era ancora quello giuliano ed i giorni di gennaio ventotto. Secondo questa versione, la merla protagonista della favola era in guerra con Gennaio, mese freddo e ombroso, il quale si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo per inviare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo. L’ultimo giorno del mese, il 28 appunto, la merla, pensando di aver ingannato il perfido Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si offese così tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e scatenò una bufera di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si mise in salvo rifugiandosi in un camino dove restò al riparo per tutti e tre i giorni. Quando uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era rovinato per sempre, ingrigito a causa della fuliggine del camino.
Ci sono anche versioni con maggiore pretesa di storicità. Sebastiano Pauli pubblicò nel 1740 il suo Modi di dire toscani ricercati nella loro origine, dove dava la spiegazione del detto «I giorni della Merla in significazione di giorni freddissimi. L’origine di quel dettato dicon esser questo: dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nomato la Merla, s’aspettò l’occasione di questi giorni: ne’ quali, essendo il Fiume tutto gelato, poté quella macchina esser tratta sopra di quello, che sostenendola diè il comodo di farla giugnere all’altra riva. Altri altrimenti contano: esservi stato, cioè un tempo fa, una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a Marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne’ quali passò sovra il fiume gelato».
Tutte le versioni concordano su un fatto, codificato dalla antica saggezza contadina: se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella; altrimenti, la primavera arriverà in ritardo. Una cosa sola pare certa, le statistiche meteorologiche degli ultimi decenni sembrano in contrasto con il detto popolare. La credenza non pare avere elementi scientifici a supporto. E’ vero anche che i nostri antenati non avevano a complicare i loro calcoli e le loro osservazioni i moderni mutamenti climatici ed effetti come quello denominato serra con locuzione assai meno accattivante di quella della merla.

merlo190129-001

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


Visualizza gli altri articoli di Simone Borri

Potrebbe interessarti anche ...

Commenta l'articolo