Fuori dalla Coppa a testa alta

di Patrizia Iannicelli

(Dal nostro inviato) – Si ritorna al Franchi, per la gara secca degli ottavi di Coppa Italia, dove la squadra viola affronta la corazzata Inter. Il fischio d’inizio è alle 15.00 di mercoledì, la giornata è piuttosto fredda ma soleggiata. A poche ore dalla gara il presidente Rocco Commisso, rientrato dall’America, è presente in tribuna autorità, insieme alla sua famiglia e ai dirigenti.

Mister Prandelli adotta una sorta di turn over, nella fase di riscaldamento problema fisico per Borja Valero (presente nella formazione ufficiale, ndr), costretto alla tribuna, al suo posto Bonaventura. Si parte con il modulo del 3-5-2, Terracciano tra i pali, Milenkovic ( cap.), Quarta, Igor, Caceres, Amrabat, Bonaventura, Biraghi, Castrovilli, Eysseric, Kouame.

Primi quindici minuti di studio da parte delle due squadre, si vedono più scontri fisici che azioni di gioco, poche occasioni da una parte e dall’altra, la difesa viola non lascia spazi. Al 37° il primo episodio che porta dubbi e discussioni, tiro di Eriksen dalla distanza, Terracciano para ma non trattiene, si porta sul pallone Sanchez che colpisce il palo, ma l’arbitro Massa si porta al Var, per vedere se ci sono gli estremi di un rigore, pochi secondi è indica il dischetto, per un presunto fallo del portiere sul cileno. Dagli undici metri realizza il penalty Vidal, per il vantaggio degli ospiti.

Al 42° contatto in area interista, Kouame viene ostacolato da Skriniar, l’arbitro indica il dischetto, ma dopo reiterate proteste dalla panchina interista, va a valutare lo scontro di gioco al Var, che annulla il rigore per il contatto involontario. Dalla panchina viola molta contrarietà e proteste plateali. Nella prima frazione pessima conduzione dell’arbitro Massa, che rischia di far degenerare la gara in nervosismo e tensione.

Nella ripresa i primi cambi entrano Vlahovic e Venuti per Eysseric e Caceres. La Fiorentina comincia a creare gioco e si porta in diverse occasioni in avanti, e al 57° arriva il meritato pareggio di Kouame. L’azione parte da un corner, sponda di Vlahovic in area, palla che arriva al limite dove il numero 11 ivoriano con un gran tiro manda sotto la traversa.

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I viola in questa fase sono in crescendo, l’Inter in affanno, porta in campo i titolari, colossi come Lukaku e Hakimi, quest’ultimo subito in evidenza. La Fiorentina spreca un ottimo contropiede, la difesa nerazzurra recupera. Partita vivace e avvincente, ma termina in parità. Pochi minuti e si procede con i supplementari.

I viola subito pericolosi con Venuti, il cui tiro è parato dal portiere Handanovic, gli ospiti rispondono con una traversa su tiro di Perisic deviato. Al 98° ancora un cambio esce Kouame per Callejon. Terracciano si mette in evidenza nei minuti finali su Sanchez ed Eriksen. Nel secondo tempo supplementare ritmi più blandi, gli ospiti si salvano in un paio di occasioni in corner, e ripartono in contropiede. Terracciano salva la porta ancora una volta, questa volta su Lukaku.

I viola insistono in avanti, ottimi spunti di Castrovilli che dal secondo tempo crea e smista palloni. Al 119° cross di Barella per Lukaku che al centro area realizza il goal del vantaggio, prima di arrivare in area il belga ha un contatto con Quarta, che l’arbitro non ritiene verificare al Var. Prima del fischio finale ancora proteste di Vlahovic per un contatto in area con Ranocchia, ma dopo due minuti di recupero, termina la gara con il passaggio ai quarti dell’Inter.

Grande rammarico a fine gara per i ragazzi di Prandelli, che avrebbero meritato almeno la possibilità di andare ai rigori, resta una bella prestazione di carattere e personalità, affrontata a viso aperto senza timori reverenziali, contro un avversario blasonato che lotta per lo scudetto. Una prova di squadra soprattutto nel secondo tempo, dove sono emerse doti e tecnica dei singoli, da Castrovilli ad Amrabat, da Quarta a Bonaventura. Il reparto difensivo si dimostra solido e compatto, con pochi errori e recuperi importanti di Milenkovic, Quarta e Igor, anche Venuti subentrato dalla panchina si mette in evidenza, qualche incertezza di Caceres e del portiere Terracciano sul rigore (dubbio), anche se nell’arco della gara recupera con ottime parate.

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La mediana finalmente con Castrovilli, Amrabat e Bonaventura, crea e offre ottimi spunti, nella ripresa un crescendo per Castrovilli che alza il ritmo, si rivede il fantasista apprezzato per doti e tecnica, anche Bonaventura sembra calarsi nella dimensione della squadra, si propone, manca la precisione nel tiro finale, Amrabat mostra grinta e si oppone in difesa, molti palloni passano dai suoi piedi. Nel reparto offensivo con l’ingresso di Vlahovic meglio anche il compagno di reparto Kouame, che realizza un goal strepitoso. Al serbo, impreciso, non mancano grinta e carattere. In calo rispetto la scorsa gara Callejon, sotto tono mai in partita Eysseric.

Si esce anche quest’anno dalla competizione nazionale, ma tra gli applausi e a testa alta, con l’amaro in bocca per le controverse decisioni arbitrali. Un risultato che penalizza la Fiorentina, ma che evidenzia i primi segnali di gioco, consapevoli che nella situazione attuale di campionato serve la concretezza per fare punti e recuperare posizioni, ad iniziare dal prossimo turno nella difficile trasferta contro il Napoli.

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