Coco, ça va sans dire !

di Barbara Chiarini

La stilista Gabrielle Bonheur Chanel , al secolo Coco Chanel

La stilista Gabrielle Bonheur Chanel , al secolo Coco Chanel

«L’eleganza è ridurre il tutto alla più chic, costosa, raffinata povertà»

Coco Chanel (19 agosto 1883 – 10 gennaio 1971)

Oggi, 10 gennaio, ricorre il 50° anniversario della morte di Gabrielle Bonheur Chanel, al secolo Coco Chanel.

C’è ancora qualcosa da dire in merito a Mademoiselle Coco che non sia stato già detto o scritto? Probabilmente no, ma a noi piace comunque renderle omaggio con questo breve articolo.

Amata per la sua propensione al sovvertire le regole della moda e per la sua emancipazione come donna (e ancora più, ovviamente, come stilista), Coco è stata, in assoluto, la donna più citata e più copiata al mondo. 

Coco Chanel insieme all’attrice Romy Schneider, sua cliente.

Coco Chanel insieme all’attrice Romy Schneider, sua cliente.

La sua eredità sono; una maison dalla doppia “c” che, ancora oggi fa sognare migliaia di donne, un concetto di eleganza unico al mondo ed un modo di intendere il vestire e l’abito fuori da ogni convenzione sociale.

In lei era insita un’ idea innovativa della moda e tale è sempre rimasta: tanto negli anni ’40 quanto nel terzo millennio. 

La sua è stata, a dire poco, una rivoluzione: sempre a servizio della donna e delle sue curve, ha dato vita ad oggetti che si adeguavano perfettamente alle necessità di una nuova femminilità emergente.

Coco Chanel per prima, indossava quotidianamente le sue creazioni, destando scalpore e curiosità: dopo aveva messo su un piccolissimo atelier, con l’aiuto economico di alcuni amici, dette avvio alla sua carriera di stilista, realizzando creazioni semplici, con l’uso di materiali non convenzionali, guarniti con ornamenti minimali. Coglieva ispirazione dalla gente che la circondava, voleva che le persone vestissero comode, ma senza mai rinunciare all’eleganza.

L’atelier di Coco Chanel

L’atelier di Coco Chanel

Indubbiamente,  la convinzione di Coco ( nomignolo simpatico e originale che le fu dato per via di una canzone che usava sovente cantare in pubblico) stava nel binomio “eleganza e comodità”. Fino ad allora le donne avevano dovuto indossare il corsetto per essere belle: grazie a lei, invece, le donne poterono vestirsi in modo più pratico e, cosa ancora più importante, secondo i propri gusti.

La sua intenzione fu quella di creare abiti da donna che fossero adatti a tutte le occasioni,  che si potessero indossare per andare ad una festa, come per una passeggiata o per andare a lavoro.

I capi da lei creati hanno parlato il linguaggio del femmineo come nessun altro aveva mai saputo fare prima: in una parola, hanno saputo raccontare  di donne vere, e non da passerella, come lei stessa amava dichiarare  nelle interviste :

«Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche; invece, avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche»

Coco Chanel

Coco Chanel

Le regole, con Coco, furono tutte sovvertite, i canoni di estetica e bellezza riscritti. 

Ed ancora oggi, che lei non è più con noi, tutto questo vale e resta: ecco spiegato il successo ancora intramontabile di una maison e della sua fondatrice!

Qualche uomo, forse, potrà ancora nutrire dei dubbi, ma noi donne, assolutamente no.

Coco Chanel… ça va sans dire!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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