Burn

di Simone Borri

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Sono i giorni della merla. Apparentarle un brano del giorno non è facile. Eppure a ben guardare un parente c’é. Protagonista di una storia, anzi di più storie, tutte tragiche e tutte aventi come protagonista lui. Il corvo.

Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe

Il 29 gennaio 1845 Edgar Allan Poe, il padre fondatore della moderna letteratura gialla, horror, parapsicologica e quant’altro dette alle stampe uno dei suoi capolavori. The raven, una poesia gotica (come si diceva allora, in riferimento alla letteratura che si inseriva nel filone creato da Mary Shelley con il suo Frankenstein) che narrava la vicenda angosciosa e decisamente oltre i limiti del soprannaturale di un uomo che piange la sua fidanzata morta e di un volatile che durante la notte gli si presenta davanti illudendolo di potergli dare risposte su quanto è successo.

Secondo una certa mitologia arrivata ai giorni nostri, Il corvo è il tramite tra il regno dei vivi e quello dei morti. Il povero vedovo tempesta l’uccello di domande circa la possibilità di entrare in contatto con la sua amata perduta, o almeno di farsi una ragione della sua perdita. Ma il corvo, con la sua voce gracchiante, gli risponde sempre, a qualsiasi domanda, nevermore. Mai più.

Illustrazione di Edouard Manet per l'edizione francese, Le corbeau

Illustrazione di Edouard Manet per l’edizione francese, Le corbeau

E’ la classica storia di Edgar Allan Poe. Bellissime donne che muoiono senza una spiegazione e uomini che non se ne danno pace fino all’autodistruzione. Lo scrittore americano era una vittima prediletta della depressione, prima ancora che uno dei suoi più abili rappresentatori. Destinato a morire egli stesso di delirium tremens, morì molte volte insieme ai suoi personaggi, protagonisti di storie invariabilmente cupe e sempre senza lieto fine.

Un secolo e mezzo dopo la pubblicazione della poesia e la morte a successiva breve scadenza del suo autore, un fumettista americano, James O’Barr, intese superare o almeno sublimare un grande dolore personale simile a quello del protagonista di Poe, la perdita della fidanzata uccisa da un ubriaco.

corvo200129-001Nelle sue mani, The Crow(*), il corvo, diventò un protagonista attivo, incitando alla vendetta e coadiuvando il protagonista a cui la donna era stata uccisa da dei balordi. Destinati appunto a soccombere ad una atroce e spietata vendetta. Era il 1984, dieci anni dopo da quel fumetto un giovane regista, Alex Proyas, trasse il film che gli avrebbe dato la definitiva notorietà e rinverdito la leggenda nera del corvo.

Bruce e Brandon Lee

Bruce e Brandon Lee

Come protagonista del suo film, il resuscitato Eric Draven (contrazione di The Raven), Proyas scelse il figlio del mito. Quel Brandon Lee che era cresciuto orfano di un padre diventato leggenda, l’eroe del Kung Fu cinematografico Bruce Lee. Morto nel 1973, quando il piccolo Brandon aveva solo otto anni, per le conseguenze dei colpi ricevuti sul set o del troppo stress lavorativo, in ogni caso per un edema cerebrale.

Brandon aveva trovato anche lui la strada del cinema, incrociando la propria sorte con la maledizione di famiglia e quella del corvo, che avrebbe potuto essere il suo successo personale pari a quello avuto a suo tempo dal padre e che invece fu la sua fine, ancora più tragica.

La pistola di scena con la quale avrebbe dovuto girare le scene conclusive della sua vendetta contro gli assassini della fidanzata avrebbe dovuto essere caricata a salve. Non lo era, per un errore della troupe. Colpito allo stomaco, Brandon Lee morì all’ospedale di Wilmington dopo una agonia altrettanto lunga di quella che nel copione del film gli strappa la fidanzata. Il corvo aveva riaperto la porta tra il mondo dei vivi e quello dei morti, e un altro Lee era stato chiamato nell’al di là prima che si richiudesse.

BruceBrandonLee200128-002Al suo funerale c’erano sia i suoi amici e colleghi che quelli del padre. Brandon Lee riposa adesso nel cimitero di Seattle accanto a Bruce Lee. Avrebbe dovuto sposarsi poche settimane dopo le riprese del Corvo, ma non fece in tempo. La famiglia Lee, almeno in linea maschile, è terminata con lui. L’attore Jason Scott Lee che ha interpretato il film biografico Dragon – la storia di Bruce Lee non ha parentela con loro. L’unico discendente di Lee che ha avuto un ruolo nel film è Shannon, la sorella minore di Brandon, che ha avuto una carriera cinematografica di secondo piano in una serie di action movies.

A proposito di parentela, ne ha sicuramente molta – crediamo – questa Burn dei Cure, colonna sonora di uno dei film più maledetti della storia del cinema.

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Sarah: Se solo smettesse di piovere…..

Eric: Non può piovere per sempre….

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(*) In inglese sia crow che raven significano corvo. Ma, al di là di eventuali problemi di copyright tra il corvo letterario e quello cinematografico, c’è una lieve differenza zoologica. Con il termine crow ci si riferisce all’intera famiglia dei corvidi, e quindi a diverse specie di uccelli (inclusi i corvi propriamente detti, raven). Quindi: tutti i raven (corvi) sono crow (appartenenti alla famiglia dei corvidi) ma non tutti i crow sono raven. Raven è solo il corvo, i crow possono essere corvi, ghiandaie, gazze.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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