No vax no party

di Simone Borri

RadioLondra201110-003

Parla Londra. Trasmissione destinata alle forze combattenti nelle zone occupate.

Alcuni messaggi in codice:

Giuseppi ci fa chiudere bottega

Se ne esce in tre anni, come la legislatura

Vaccino viene da vacca

Harold Stevens, il colonnello Buonasera

Harold Stevens, il colonnello Buonasera

Buongiorno italiani, è il vostro colonnello Stevens che vi parla da Londra. Tutto il mondo sembra essere paese, o sul punto di diventarlo. Ci avviciniamo al Natale, ed alla resa dei conti tra vaccinisti e non (qualcuno continua ad usare epiteti spregiativi come NEGAZIONISTI e NO-VAX). Il Lockdown 2.0 è praticamente cosa già decisa in buona parte dell’Europa, e figuriamoci se il vostro governo sarà quello che adotta l’eccezione. Sarete presto conciati per le feste, come i tedeschi, gli inglesi, i francesi, che però almeno in tutti questi mesi sono stati liberi di salvaguardare le loro economie.

Il punto comunque è un altro: sta montando sui media e tra la parte intellettualmente più chiassosa della vostra popolazione (quella che ha come unica certezza la paura, e la spande ovunque, dai social network alla vita reale) la campagna per sostituire il Lockdown con il vaccino anti-Covid, senza soluzione di continuità. Da più parti si invoca addirittura il trattamento sanitario obbligatorio, o in difetto la perdita del diritto all’assistenza gratuita (nei pochi casi superstiti) da parte del servizio sanitario nazionale. Dalla riforma della Costituzione alle leggi speciali, tutto pare adesso ammissibile per gente che ha finora strepitato come galline in fuga al solo pensiero di tagliare un parlamentare da una delle due Camere.

I sondaggi dicono che il 60% della vostra popolazione, al pari di quelle dei maggiori paesi europei, è assolutamente restia, per non dire non disposta, a sottoporsi a questo farmaco che esce dalla produzione dopo appena quattro mesi di elaborazione e sperimentazione. Quando sappiamo tutti che nei paesi civili occorrono almeno tre anni se non quattro affinché un farmaco sia immissibile sul mercato dopo averne studiato gli effetti positivi e soprattutto le controindicazioni.

Nella speranza che ognuno di voi affronti da persona matura nel laboratorio della propria coscienza e con il conforto di nozioni adeguate il dibattito a proposito del consentire che l’ago si avvicini alla propria pelle ed al proprio organismo, vi propongo oggi un parere da considerarsi sicuramente autorevole, se titoli accademici e professionali contano ancora qualcosa.

Christian Perronne

Christian Perronne

Queste sono le dichiarazioni di Christian Perronne, professore di malattie infettive e tropicali  e malattie infettive emergenti presso l’Université de Versailles-Saint-Quentin-en-Yvelines, nonché primario del servizio di malattie infettive dell’Ospedale Raymond-Poincaré de Garches  Boulogne-Billancourt, regione dell’Île-de-France.

Un medico finora assolutamente favorevole alla pratica vaccinale, un seguace di Pasteur, pubblicamente impegnato a sostegno degli undici vaccini da iniettare ai bambini del suo paese per effetto delle campagne in tal senso andate a buon fine legislativo negli anni scorsi.

Ecco cosa dice.

«Tutte queste misure sono fatte in modo che i francesi chiedano un vaccino. Qual è quindi il vantaggio di un vaccino generalizzato per una malattia la cui mortalità è prossima allo 0,05%? Questa vaccinazione di massa non è necessaria. Inoltre, i rischi della vaccinazione possono essere maggiori dei benefici.

La cosa più preoccupante è che molti paesi, tra cui la Francia, si dicono pronti a vaccinare nelle prossime settimane, mentre lo sviluppo e la valutazione di questi prodotti sono stati affrettati e nessun risultato circa l’efficacia o la pericolosità di questi vaccini è stato finora pubblicato. Avevamo diritto solo ai comunicati stampa dei produttori industriali, consentendo alle loro azioni di salire sul mercato azionario. La cosa peggiore è che i primi vaccini che ci vengono offerti non sono vaccini, ma prodotti di terapia genica.

Inietteremo acidi nucleici che causeranno la produzione di parti del virus da parte delle nostre stesse cellule. Non conosciamo assolutamente le conseguenze di questa iniezione, perché è la prima nell’uomo. E se le cellule di alcuni vaccinati producessero troppi elementi virali, provocando reazioni incontrollabili nel nostro corpo?

Le prime terapie geniche saranno con l’RNA, ma ci sono progetti con il DNA. Normalmente, nelle nostre cellule, il messaggio viene inviato dal DNA all’RNA, ma in determinate circostanze è possibile il contrario, soprattutto perché le nostre cellule umane contengono sin dall’alba dei tempi i cosiddetti retrovirus “endogeni” integrati nel DNA dei nostri cromosomi. Questi retrovirus addomesticati che ci abitano sono generalmente innocui (a differenza dell’HIV, del retrovirus dell’AIDS ad esempio), ma possono produrre un enzima, la trascrittasi inversa, in grado di trascrivere all’indietro, dall’RNA al DNA. Quindi un RNA estraneo al nostro corpo e somministrato per iniezione potrebbe codificare DNA, altrettanto estraneo, che può quindi integrarsi nei nostri cromosomi. C’è quindi un rischio reale di trasformare i nostri geni in modo permanente. C’è anche la possibilità, modificando gli acidi nucleici degli ovuli o dello sperma, di trasmettere queste modificazioni genetiche ai nostri figli.

Le persone che promuovono queste terapie geniche, falsamente chiamate vaccini sono apprendisti stregoni e prendono i francesi e altri cittadini del mondo, per cavie. Non vogliamo diventare, come i pomodori o il mais transgenico, OGM (organismi geneticamente modificati).

Un funzionario medico di una delle aziende produttrici farmaceutiche ha affermato pochi giorni fa di sperare in un effetto di protezione personale, ma che non si dovrebbe sperare troppo in un impatto sulla trasmissione del virus, quindi sulle dinamiche dell’epidemia.

Questa è un’ammissione mascherata che non è un vaccino. Una vergogna.

Sono ancora più inorridito perché sono sempre stato a favore dei vaccini e ho presieduto per anni gli organismi che formulano la politica sui vaccini. Oggi dobbiamo dire basta a questo piano estremamente preoccupante. Louis Pasteur si sta rivoltando nella tomba. La scienza, l’etica medica e soprattutto il buon senso devono prendere il sopravvento.»

Non avrete tempo né modo di andare per negozi nei prossimi giorni. Regalatevi allora un momento di riflessione. Ci sono scienziati che non vanno in televisione, e che tuttavia sarebbe il caso di ascoltare lo stesso.

Buon Natale.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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