Avvento 4 – Giorno 18

di Simone Borri

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Pensavamo di risparmiarvelo in questa edizione, lui che è stato un sempre-presente nelle precedenti. Ma Dario Nardella è un esempio di quegli uomini che pur senza qualità fuori della ribalta non ci sanno stare. Studiava da Renzino, qualche anno fa. E’ riuscito a superare il maestro pur essendo ai suoi antipodi come personalità. Il Renzi non lo tieni dentro uno schema qualsiasi neanche a piangere. Nardella fuori dagli schemi non c’è mai vissuto nemmeno un attimo, omologato come pochi altri. Al pensiero unico, al partito, alle consorterie che l’hanno voluto vice-sindaco prima e sindaco poi. Tanto la Firenze conquistata dal PD negli anni 90 (come i Lanzichenecchi la conquistarono nel 1530) ormai vota tutto ciò che il PD le mette in lista.

DarioNardella201218-001Intellettuale della Magna Grecia, l’avrebbe definito la buonanima dell’Avvocato Agnelli. Come quel La Pira che aprì la lista dei sindaci venuti da fuori a far danni, per ridurre Firenze a quella via di mezzo tra una discarica incontrollata ed un cantiere della Bassa Padana che appare oggi. Ma almeno il La Pira, come il Bargellini che lo seguì, intellettuale poteva dirsi davvero. All’epoca ce n’erano ancora, di quelli veri e non tutti omologati al partito dominante come sono adesso.

Adesso, o stai dentro o prima o poi ti riducono al silenzio, magari querelandoti e chiedendoti i danni. Come è successo al critico d’arte non allineato (a nessuno) Tomaso Montanari che recentemente in una puntata di Report ha dichiarato senza mezzi termini che «Firenze non è più dei suoi cittadini, ma di chi se la piglia».

Tomaso Montanari

Tomaso Montanari

Il riferimento (per quanto forte, fa evocare il celebre motto della Banda della Magliana nell’omonimo sceneggiato TV: pijamose Roma, pijamosela mo’…..) è al cosiddetto modello Firenze. Agli affari che immobiliaristi e capitalisti vari (era il tema della puntata di Report) starebbero facendo nel capoluogo toscano, accaparrandosi palazzi, terreni, alberghi di lusso, perfino la squadra di calcio con l’apertura ai capitali stranieri, la cosiddetta e discutibile valorizzazione del centro storico, lo sviluppo tramite strade, aeroporti e grandi opere (a detta di molti cittadini grandemente inutili), la messa a reddito di piazze, ponti e musei. Il tutto alla luce del sole, in assenza pressoché totale di un vero dibattito politico pubblico. Una visione monetizzatrice della cultura e dei monumenti, che di fatto non ha opposizione, né in consiglio comunale né nel corpo sociale. Questa la tesi di Montanari sollecitata da Report.

NardellaDario170928-001Apriti cielo, e apriti querela. Dite un po’ voi se un giudice deve perdere tempo a decidere, tra le tante, su una simile sciocchezza. Secondo l’ineffabile Nardella sì, del resto fin dai tempi di Dante si discute se intellettuali e potere possano avere un rapporto diverso dal servilismo. Un lupo solitario, un battitore libero come Montanari alla fine ci deve sbattere il muso con questo potere. Anche se poi, a favorire il potere medesimo c’è l’atteggiamento dei cittadini, gli stessi che hanno lasciato che si sfilasse loro dalle mani il destino della loro città: senza un elettorato passivo in tutti i sensi, una Firenze bottegaia (con tutto il rispetto per i rispettabilissimi esercenti di botteghe) che ti conferma ad ogni elezione un bulgaro 60% sperando di guadagnarci qualcosa, il potere farebbe molto meno.

Magari si limiterebbe alle boutades di un Nardella che ha aperto l’anno in corso con i suoi aforismi sulla pandemia Covid. Era tra i fautori sperticati della campagna abbraccia anche tu un cinese promossa dal suo capopartito Zingaretti, del resto il sindaco fiorentino è sempre stato rispettoso della linea del partito, non sa neanche cosa c’è fuori da quella linea. Non va a farsi aperitivi al bar in pubblico come lo Zingaretti, non posta slogan deliranti come l’ex governatore della Toscana Rossila Toscana è vaccinata contro il fascismo e l’epidemia, hasta l’antibiotico siempre!»), ma il cinese se lo abbraccia eccome. Salvo poi transennare le piazze prima ancora che il governo abbia stabilito che Firenze e la Toscana sono zona rossa.

Lo sapevamo che son rosse, che più rosse non si può. Sai che novità.

L’avete voluto? Beccatevi Nardella anche quest’anno.

La valorizzazione del centro di Firenze da parte dell'amministrazione Nardella

La valorizzazione del centro di Firenze da parte dell’amministrazione Nardella

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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