Avvento 4 – Giorno 17

di Simone Borri

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Se si vuole fare incazzare gli italiani all’ora di cena mentre mangiano, lei ci riesce come nessun altro, radunando due dei suoi ospiti fissi come Beppe Severgnini e Andrea Scanzi e mettendoci insieme magari il carico di briscola del virologo Massimo Galli. Voilà, la cena è servita, e anche andata di traverso. Dopodiché, le basta dare qualche colpetto alla barra del timone, e poi ci pensano loro.

Lilli la rossa fu da giovane la prima anchor-woman italiana a mettere la permanente al centro della notizia. Anzi, con quei capelli piastrati e quella posa di tre quarti, Lilli Gruber improvvisamente mise in secondo piano proprio la notizia (che tanto in Italia si commenta sempre da sola, e meno male visto il livello dei nostri media) e inaugurò il giornalismo glamour più o meno negli stessi giorni in cui Alba Parietti rivoluzionava quello sportivo, inaugurando il Var della coscia lunga sullo sgabello.

LilliGruber201217-004Il soprannome rossa ce l’ha da sempre, ma fino agli anni novanta si poteva equivocare facilmente sul colore appunto dei capelli, prima di rendersi conto che il rosso era piuttosto il colore della sua appartenenza. Nella RAI antiberlusconiana degli anni novanta era destinata ad emergere per forza, il resto l’avevano già fatto eventi epocali come il crollo del Muro di Berlino e la Guerra del Golfo, a cui si era ritrovata inviata per quei colpi della sorte che presentano ad alcuni semafori verdi lungo tutto il tragitto.

Altoatesina di nascita, non disprezza gli italiani, li martella e basta con i suoi approfondimenti di parte. Uscì dal servizio pubblico in era berlusconiana, lamentando la mancanza di libertà nell’informazione. Per ricreare una par condicio, ha portato la partigianeria anche nella rete privata, La 7, dove lavora adesso. Alle Otto e Mezzo, ogni giorno che Dio mette in terra, lei vi mette a tavola insieme colui o coloro che hanno la maggior probabilità di farvi concludere la cena bestemmiando. E buon appetito.

Le sue trasmissioni sono talmente di parte, ma talmente di parte, da far sottoscrivere il giudizio di Augusto Minzoliniormai è la versione femminile di Travaglio»), e da far sembrare un fazioso (ex editore di faziosi) come Carlo De Benedetti addirittura un maitre à penser, un garante per l’editoria.

LilliGruber201217-001Da lei funziona così, se ci sono ospiti Salvini o la Meloni, raduna allo stesso loro tavolo i peggiori botoli ringhianti disposti ad azzannarli. La congiura dei peggiori Scanzi l’ha scritta praticamente in studio da lei. Se c’è invece qualcuno della sua parte, allora lo fa recitare da solo con il contrappunto dei sorrisi charmant di una signora che alla sua età ancora sa come far sembrare il botox un fascino naturale che non tramonta. Al limite, ma proprio al limite, chiama a scambiare piacevolezze qualche maggiordomo di palazzo come Paolo Mieli o Massimo Franco. Se c’è Renzi non chiama nessuno, tanto parla solo lui.

Da qualche anno, essendosi accasata con un collega francese, vede il mondo da una mansarda parigina, ed è decisamente un bel vedere rispetto alle periferie per quanto upper class di una qualsiasi delle nostre città. Da qualche anno partecipa anche regolarmente al Gruppo Bilderberg, e non è cosa da poco: i giornalisti invitati a quei consessi sono veramente pochi, e le donne ancora meno. Chissà che approfondiscono.

Da qualche anno, alle Otto e Mezzo ti passa la voglia di mangiare se non fai zapping al volo. E’ una Nancy Pelosi in salsa nostrana, che ha fatto il percorso di andata e ritorno dalla politica, avendo scoperto di saper fare propaganda di parte molto meglio davanti alle telecamere del suo mass media, o dando alle stampe uno dei suoi saggi ricorrenti, come quel Basta! Il potere delle donne contro la politica del testosterone, che ci fa rimpiangere vivamente quei suoi mezzobusti di tre quarti di tanti anni fa, quando di testosterone ne rimescolava tanto, a tutti.

A stasera, e….. quando sono le 8,25, date retta, cominciate a tenere il telecomando a portata di mano.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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