Avvento 4 – Giorno 1

di Simone Borri

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L’avevamo lasciato affacciato alla finestra del suo palazzo, intento a scrutare – non visto – le sue ignare vittime, i cittadini dello sfortunato paese di cui era ed é signore. Lo sguardo sinistro e malevolo, chissà quali pensieri nella mente che il suo volto, come quello di tutte le creature della notte, è maestro nel dissimulare.

Non è la descrizione fatta da Bram Stoker del conte Dracula. E’ quella del primo personaggio del calendario di quest’anno, così come di quello dell’anno scorso. Un personaggio sempre più di attualità, nella repubblica parlamentare che diventa presidenziale quando fa comodo al presidente stesso ed ai suoi grandi elettori.

A fine 2019 eravamo tutti ignari Jonathan Harker in procinto di approdare in Transilvania. Sospettavamo che stessimo finendo nelle grinfie di un potere maligno, ma ancora non avevamo visto nulla. In fila dietro all’ingenuo Salvini, siamo entrati nel castello da cui cui non c’é uscita né salvezza, fino a che con un cupo rimbombo il suo portone si è chiuso alle nostre spalle.

Il 2019 è stato l’anno in cui Sergio Mattarella ha pagato il debito contratto con chi lo aveva messo in quel palazzo, il Quirinale. Quando il Partito ha chiamato, Mattarella ha risposto. E fingendo di essere stizzito, ha conferito l’incarico di governo al meno probabile tra i personaggi che rispetto alla volontà popolare rappresentavano e rappresentano qualcosa. Nominò dunque il Conte bis senza battere ciglio, su quel volto su cui non si muove mai un muscolo, da cui non trapela mai un sentimento. Perché il vero e unico conte è lui, anche se non scopre mai le sue intenzioni, così come i suoi canini affilati.

Il 2020 è stato l’anno in cui una peste artefatta ha aperto la strada al conte ed alle sue mire sulle nostre città e genti inermi. Il principe della notte ha assistito imperterrito all’agonia del suo paese e del suo popolo, senza dire una parola. Quando infine ha parlato, ha chiesto alle vittime, pardon, ai suoi concittadini – collaborazione. Per fare cosa? Per stare in fila ordinati, entrando nel castello da cui non c’é salvezza né uscita.

Il 2020 è stato l’anno in cui il governo italiano ha fatto quello che gli è parso, senza controlli né limiti, ponendo fine alla farsa della democrazia. Ha messo tutti gli italiani agli arresti, mentre la repubblica parlamentare chiudeva il parlamento e quella presidenziale si affacciava subdola alla finestra del presidente, che scruta ancora – non visto – le sue ignare vittime. I tanti Jonathan Harker che corrono qua e là come topi, credendo di avere ancora una via di fuga.

Se mai ci sarà una Norimberga anche per il Covid, una sola è la domanda che vorremmo porre a quest’uomo: per tutto il tempo in cui il Conte di nome e di fatto ha imperversato nelle nostre terre, dov’era lei, signor presidente?

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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