Seppellite il mio cuore sulla Somme

di Simone Borri

Prima e dopo l'arruolamento.....

Prima e dopo l’arruolamento…..

Hosteen Nez Basa era una donna navajo dell’Arizona. Nel 1917 suo figlio serviva come soldato nell’esercito degli Stati Uniti, le Giacche Blu che avevano sconfitto il popolo rosso e lo avevano costretto a vivere in riserve inospitali. Dalle quali potevano uscire solo al prezzo dell’accettazione di una civiltà a loro fino a quel momento estranea, nemica.

Le Giacche non erano più Blu, erano diventate color kaki all’epoca in cui il Grande Padre Bianco, il presidente Woodrow Wilson, ottenne dal Congresso degli Stati Uniti di poter dichiarare guerra alla germania ed all’Impero Austro-Ungarico e di inviare i soldati americani in Europa a combattere nelle trincee francesi.

Il figlio di Hosteen Nez Basa era uno di questi. I pellerossa avrebbero avuto concessa la cittadinanza americana soltanto nel 1924, ma sette anni prima vennero giudicati già buoni per andare a morire per un paese che non era stato fino a quel momento il loro.

IndianiWWI201112-002Da Wounded Knee, dall’ultima guerra indiana, erano passati 27 anni. Una terra di nessuno storica in cui gli Indiani d’America non erano più stati indiani e non erano ancora diventati americani. I più vecchi si erano rassegnati a vivere i loro ultimi giorni nelle riserve, qualcuno come Geronimo si era acconciato a fare la propria parte nella rappresentazione itinerante, quasi un circo, della leggenda del West. Qualcuno, come il figlio di Hosteen Nez Basa, aveva deciso che qualsiasi cosa era buona pur di uscire da quelle maledette riserve. Si era presentato all’ufficio reclutamento della U.S. Army. Era stato preso. Nella primavera del 1917 fu tra i G.I. imbarcati per attraversare l’Atlantico ed andare a liberare l’Europa dagli Unni.

Sua mamma era convinta di non rivederlo più. I guerrieri navajos sapevano da sempre che la guerra richiede il suo tributo di sangue. Un tributo enorme, da quando la guerra coinvolgeva l’uomo bianco. Stavolta, il fatto che il giovane pellerossa combattesse a fianco dell’uomo bianco non la rassicurava per niente.

Hosteen Nez Basa cucì per il figlio una coperta destinata ad alleviargli la permanenza nel gelo delle trincee sulla Somme e nel nord della Francia, così come anticamente le donne greche avevano cucito per i loro figli le vesti funebri da indossare qualora fossero tornati non con lo scudo, ma sullo scudo.

Ma la coperta di Hosteen Nez Basa aveva una particolarità. I suoi colori erano quelli della bandiera a stelle e strisce. Suo figlio, indossandola da vivo o da morto, avrebbe colmato un gap culturale che si era formato il giorno in cui le caravelle di Colombo avevano preso terra per la prima volta a San Salvador e che Wounded Knee aveva tutt’altro che risolto.

Il figlio della donna navajo tornò a casa vivo. Sua madre allora decise di donare la sua coperta star spangled banner ad un’asta di beneficienza destinata al sostegno ai reduci di guerra. La coperta fu battuta all’asta per 1.500 dollari.

Per chi vuole saperne di più:

s.si.edu/3ePJA9r

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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