La sfida di Babbo Natale 

di Barbara Chiarini

LASFIDADIBABBONATALE.2020.11.11-04

La storia di Babbo Natale è da sempre stata un intrecciarsi di leggende, culture, tradizioni: si narra che il vescovo Nicola della città di Myra in Licia, l’odierna Turchia, diffuse il cristianesimo nei luoghi più freddi dove, soprattutto nei periodi invernali, i bambini non potevano recarsi in chiesa. Così egli escogitò un metodo nuovo per diffondere la religione, iniziando a recarsi personalmente nelle case per raccontare la storia di Gesù, portando con sé un dono per ogni fanciullo. In queste sue visite egli veniva accompagnato dai suoi parroci che trasportavano i regali su una slitta trainata da cani.

Anche la storia moderna afferma che Babbo Natale sia frutto di rappresentazioni religiose o popolari di chi portava i doni ai bambini ma, col tempo, esse sono state fatte coincidere con un personaggio di origine britannica, risalente al XVII secolo, rappresentato come un signore barbuto e corpulento che indossava un mantello verde ornato di pelliccia.

Più probabilmente è corretto affermare che, l’immagine corale che noi tutti abbiamo di lui, sia invece nata in America dalla penna di Clement Moore il quale nel 1822 scrisse una poesia in cui descriveva un vecchietto di nome Santa Claus o Sinterclaus che portava i doni ai bambini a Natale.

Comunque sia andata, già dalla metà del secolo scorso Santa Claus aveva  conquistato l’Europa intera e in Italia è divenuto Babbo Natale, un simpatico vecchietto, di rosso e bianco vestito, con una lunga barba.

In suo nome e per conto è stato stabilito anche che egli abbia una giusta dimora: l’ubicazione fu scelta da un presentatore finlandese negli anni Venti: al tempo egli conduceva un programma radiofonico per bambini e diceva loro che un simpatico vecchietto, vestito di bianco e rosso, ascoltava tutto ciò che essi dicevano, se facevano i capricci oppure se si comportavano bene, dal suo regno che aveva sede a Rovaniemi, in Lapponia.

Il villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi, Lapponia, Finlandia

Il villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi, Lapponia, Finlandia

E così Rovaniemi è divenuta la Città di Babbo Natale, l’unica città al mondo dove è Natale tutto l’anno e dove si respira una magia unica delle feste che scalda il cuore di grandi e piccini.

A Rovaniemi esiste pure l’ufficio postale di Babbo Natale al quale giungono valanghe di lettere e cartoline da ogni parte del mondo. A tutti, viene data risposta, giuro. Provare per credere!

Insomma, la casa di Babbo Natale è divenuta una metà turistica gradita ai grandi come ai piccini di tutto il mondo!

Ma in questo fatidico anno bisestile definito dalla generazione dei millennials  l’ ANNO 20 20, siamo punto e a capo: ancora per una volta, la mascherina insieme a tutte le altre precauzioni igienico-sanitarie imposte dai decreti Covid-19, sono tornate a farla da padrone nelle nostre vite. A rischio c’è la salute di tutti, nessuno ne è esente, neanche Babbo Natale nella sua casa in Lapponia, ahimè!

I notiziari di questi giorni ci informano che nelle regioni artiche c’è la neve, c’è il venticello freddo proveniente dal Polo Nord, e la temperatura è giusta: -1.  Ma ciò che manca anche nella remota Lapponia finlandese, sul piazzale antistante la casa di Babbo Natale, generalmente sempre gremito di bambini in fremente attesa di essere ricevuti, sono i turisti.

A fermare le orde di bambini desiderosi di abbracciare Santa Claus, ha contribuito l’obbligo della quarantena di due settimane per chi entra in Finlandia e le severe restrizioni adottate dalle autorità che, per ovvi motivi, non consentono incontri emozionanti, nel rispetto del mantenimento delle distanze interpersonali: niente strette di mano e mascherine ben premute su bocche e nasi, soprattutto niente abbracci con i piccini. Solo un saluto quasi virtuale da dietro un vetro.

LASFIDADIBABBONATALE.2020.11.11-01

Ma per consolare tutti i bambini che per fortuna, virus o meno, ancora credono in Babbo Natale, gli stessi notiziari riferiscono che nonostante tutti i disagi, niente è cambiato, almeno nella sua fabbrica di giocattoli. Come sempre, quel buon uomo è al lavoro, aiutato dai suoi fedeli ed immancabili collaboratori, gli elfi! Quindi i regali tanto desiderati dai nostri bambini – sempre che facciano i buoni ed indossino le mascherine – arriveranno anche quest’anno sotto tutti gli alberelli,  la notte di Natale. 

Ci penserà lui, il vecchio Babbo Natale, doverosamente rivisitato nel suo Look No Covid: con una mascherina sul volto (la quale purtroppo coprirà un po’ della sua lunga e folta barba bianca), un grosso flacone di gel disinfettante al fianco e un’ autocertificazione speciale in tasca, egli farà ugualmente il suo lavoro, anche se sarà molto più rischioso per la sua salute. E in quella notte compirà il giro del mondo, volando in cielo con la sua slitta magica, trainata dalle sue instancabili renne, sfidando il virus come un eroe di altri tempi per portare a tutti i bambini un carico di doni ancora più speciali, senza curarsi del colore delle varie zone né dei lockdown dei diversi paesi del mondo. 

Insomma, in un modo o nell’altro di sicuro, come tutti gli anni, Natale arriverà.

Ma diciamocelo francamente, senza che i bambini ci ascoltino: quanto sarà allegro questa volta?

LASFIDADIBABBONATALE.2020.11.11-03

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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