Quando il calcio giocato diventa un optional

di Patrizia Iannicelli

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Il campionato dello scorso anno si è concluso, (lo hanno fatto concludere, al termine del lockdown causa pandemia Covid-19) dopo il tour de force di una gara ogni tre giorni, i primi di agosto. Pochi giorni di vacanza, mini ritiri nelle proprie strutture, e gli organi federali decidono dopo varie consultazioni (alcune squadre italiane hanno giocato le coppe europee, l’ultimo posto per la massima serie è stato ottenuto con uno spareggio), di iniziare la stagione 2020/21, il 19 settembre.

La prima gara di apertura con l’anticipo del sabato alle 18, è proprio della Fiorentina che affronta il Torino al Franchi. Nel periodo precedente, amichevoli di preparazione per acquisire schemi e minutaggio, le prime conferenze sul mercato appena accennato, presentazione delle new entry (Bonaventura, Borja Valero), il ritorno del presidente Commisso, la questione estenuante dello stadio (sulla quale la nostra testata vi ha tenuti informati con una serie esaustiva di articoli ).

La sconfitta contro il colosso Inter, prevedibile ma rocambolesca e amara per come arrivata (a due minuti dal termine si stava sul 2 a 3 per gli ospiti) ha innescato i primi dubbi, i malcontenti, le polemiche. Le riserve non all’altezza dei titolari, errori di giovani promesse giustificabili, cali di concentrazione, atteggiamento superficiale.

Il dibattito si é spostato sul buio sceso su tutta la squadra all’uscita di Ribery ( D’Ambrosio autore del KO finale aveva avuto un bel da fare a stare dietro al francese), e di Chiesa. Piccoli accenni sulla squadra in costruzione (???) per spostare subito l’attenzione sul comunicato congiunto delle due associazioni del tifo, sulla raccolta firme di luglio a favore di un nuovo stadio. Per tutta la settimana il tormentone stadio, i problemi di sicurezza (venuti fuori un paio di anni fa, ma tutto messo a tacere) con la riduzione di capienza nei prossimi lavori di manutenzione (speriamo siano imminenti per evitare spiacevoli tragedie).

Intanto viene firmata l’ordinanza del presidente della Regione Toscana che consente la presenza di 1000 spettatori (nella precedente domenica altre società avevano già avuto questa opportunità, la società gigliata con l’anticipo forse era stata penalizzata? Quando si dice trattamento equo). Per la cronaca la proprietà viola apre la tribuna con inviti verso medici infermieri e operatori sanitari degli ospedali del territorio fiorentino, un gesto di riconoscenza verso coloro che per mesi continuano a lottare nelle corsie per salvare persone colpite dal Covid-19.

La Curva Fiesole che coerentemente porta avanti la decisione O tutti o nessuno, chiama a raccolta i tifosi nel ritiro dell’albergo a Bagno a Ripoli per sostenere e scortare la squadra verso lo stadio. Intanto a meno di 24 ore dal fischio d’inizio della gara, le sole e uniche notizie parlano della telenovela sulla cessione di Chiesa, che i rumors danno per certo alla odiata Juventus, mentre il mister lo considera nel progetto, e pertanto dovrebbe partire titolare. Trasmissioni televisive, radiofoniche, commentatori illustri, pareri e commenti contrastanti, chi a favore chi contro, una miriade di nomi come contropartite, il costo spalmato in 4 anni per la Juve, uno sfinimento, con il mercato che chiude alle 20 del 5 ottobre.

Allora ci chiediamo perché arrivare alle ultime ore per una cessione, che sarà comunque dolorosa, un campione cresciuto nelle giovanili viola e arrivato in poco tempo nella Nazionale maggiore, non sarebbe potuto essere pianificato nei mesi precedenti, forse con la possibilità di sostituirlo con un giocatore se non di pari livello, funzionale nel gioco della squadra? Si vorrebbe sapere se la volontà del giocatore ha prevalso sulle proposte della società, se ci sono state e quali. Hanno proposto un contratto allungato con aumento di stipendio, hanno provato a costruire una squadra competitiva (come è stato detto lo scorso anno), facendo sì che potesse diventare una nuova bandiera?

Non osiamo immaginare, anzi ci sembra già di aver vissuto questa triste situazione, vedere con un’altra maglia un gioiello viola. Poi a cose avvenute la colpa sarà del ragazzo, avremo l’ennesimo traditore della maglia, i soliti cori offensivi al suo ritorno da avversario, ma per coloro che lo rimpiangeranno sarà la solita ennesima occasione perduta per quello che avrebbe potuto fare e dare, la possibilità di creare una squadra vincente, per fare quel salto di qualità che si chiede a gran voce da anni.

Giusto per chiudere la Fiorentina nell’anticipo della terza giornata è impegnata al Franchi contro la Sampdoria, reduce da due sconfitte, ma tutto questo è solo un optional.

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