Lasciate ogni Speranza

di Simone Borri

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I marchesi di Malaspina, signori feudali della Lunigiana e terre limitrofe delle odierne Liguria e Toscana dall’Anno Mille fino alla Rivoluzione Francese, in epoca medioevale avevano imposto ai loro sudditi di abitare in case che non avevano porte. Ciò al fine di consentire ai propri armigeri di avere comodo accesso ad esse, qualora si rendesse necessario perquisire, arrestare, razziare, trucidare, senza incorrere in alcuna resistenza.

Mille anni dopo, le tecniche si sono raffinate. Molto grazie alla Chiesa Cattolica, che aveva (ed ha tutt’ora) accesso direttamente alle anime dei suoi sudditi, prima ancora che alle loro umili dimore. La vicenda di Tosca, del suo amante libertario Cavaradossi e del bieco poliziotto papalino Scarpia è emblematica, e non è un caso che Puccini ebbe il suo da fare per musicare il libretto di Giacosa e Illica (un sodalizio che oggi potrebbe valere quello tra Mogol e Battisti, per capirci) e rappresentarlo, in un paese dove malgrado Porta Pia la Chiesa aveva continuato a governare le coscienze, se non i corpi dei cittadini.

Poi, nel ventesimo secolo, i regimi totalitari hanno messo a punto polizie segrete più efficienti, e soprattutto tecniche di governo più insidiose. Diceva Hermann Goering a Norimberga, durante il processo: è stato facile convincere il popolo tedesco a sostenere il nazismo, è bastato diffondere tra di esso la paura. Dopodiché, la Gestapo – come qualsiasi altra istituzione tedesca – fu organizzata in modo efficientissimo, ma non poté prescindere dall’aiuto fornitogli dalle delazioni: cittadini che denunciavano altri cittadini, a volte per fanatismo, altre volte – magari più spesso – per puro interesse. Anna Frank, per dirne una, fu denunciata dai vicini, altrimenti forse ce l’avrebbe fatta a vedere la fine della guerra.

L’OVRA fascista funzionava allo stesso modo. Ed allo stesso modo, dall’altra parte della barricata ideologica, funzionava il temibile KGB di Beria in URSS e l’ancor più famigerata Stasi della Germania Est. La rivoluzione comunista e quella fascista usavano gli stessi metodi, alla fin fine, pur avendo entrambe la pretesa di agire in nome e per conto di quei popoli che facevano a gara ad opprimere.

Organizzazioni che reclutavano gente senza scrupoli e fanatici, che poi si avvalevano per scovare e perseguitare i dissidenti di altra gente con ancor meno scrupoli di loro. Gente comune, cittadini che fino al giorno prima avevano cordialmente salutato e ossequiato i loro vicini di casa che poi condannavano a morte con le loro denunce.

La cultura della delazione, della spiata, è il rovescio della medaglia di quella in base a cui chi governa ambisce a controllare i malcapitati sudditi fin dentro le loro case, fin dentro le loro menti. Il Grande Fratello di Orwell e la dottrina di Goering e Goebbels non possono prescindere dalla partecipazione di cittadini opportunamente sottoposti a lavaggio del cervello, e pronti a sostituirsi al regime o ad agire in suo nome come concessionari di pubblico servizio.

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C’é da chiedersi se il patetico gerarca Speranza, quando ha candidamente ammesso davanti allo Starace Fazio (ogni regime ha il suo Starace poco intelligente ma ben remunerato, anche quello che chi governa adesso vorrebbe impiantare cavalcando la tigre dai denti di carta del Covid) di fare esplicito affidamento sui cittadini che denunciano altri cittadini, era consapevole di invocare come proprio predecessore una simile tradizione. Crediamo di no, questi apparatchik democratici e a cinque stelle sono meno intelligenti e soprattutto meno istruiti di quanto si atteggino.

Sta di fatto che il loro brodo di coltura, il loro imprinting intellettuale (oddio, che parola grossa rferita a questi soggetti!) è quello. Beria, il sinistro, crudele e psicopatico poliziotto di Stalin, si rivolterà nella tomba ad essere paragonato a Speranza, ma il corso della loro storia ha portato lì, c’é poco da rammaricarsi.

Coronavirus201013-002Del resto, la tentazione dei neocom (nuovi comunisti) è forte. Il terrore è stato creato ad arte, complice anche un reddito di cittadinanza che invoglia sempre meno gente ad uscire per andare a lavorare. Il controllo degli apparati e dei mezzi di comunicazione è a buon punto, se una Lamorgese ed una Azzolina possono inventarsi ministri, ed una Rai può agire ormai come Ufficio Stampa di palazzo Chigi.

Mancava solo di ristabilire una sana e consapevole libidine per la cultura della delazione. Come in tempo di guerra, quando onesti cittadini denunciavano i loro vicini di casa ebrei o antifascisti per poi magari poter mettere le mani sulle loro attività e le loro ricchezze.

Ho avuto uno zio che durante quella guerra nascondeva ebrei e riforniva di notte i partigiani, tenendo di giorno a bada le SS stabilitesi nel suo podere. Per parte mia, è questa la gente che si rivolterà nella tomba. Ho solo un rammarico, non avere più l’età giusta per andarmene, e lasciare – insieme ad ogni speranza – questo paese ai gerarchetti Speranza che se lo stanno conquistando.

E non diamo, per favore, la colpa al Covid. Tutto questo era annunciato dal giorno in cui abbiamo permesso di andare al governo al Joker. Moriremo di ridicolo, prima ancora che l’OVRA di Conte bussi alla nostra porta per arrestarci, dopo che i vicini ci hanno denunciati perché ieri sera a cena eravamo in sette. Contando anche nonna.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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