La sindrome di Wile E. Coyote

di Barbara Chiarini

Willy il Coyote (Wile E. Coyote) e Beep Beep (Road Runner), i personaggi animati creati da Chuck Jones e da Michael Maltese nel 1949

Willy il Coyote (Wile E. Coyote) e Beep Beep (Road Runner), i personaggi animati creati da Chuck Jones e da Michael Maltese nel 1949

Il nostro protagonista di oggi è un cacciatore che non dà tregua alla sua preda: ma per sua disgrazia, la sfortuna è sua fedele compagna: sono proprio i danni che subisce in questo suo perenne quanto maniacale inseguimento che lo rendono uno dei personaggi più simpatici dei cartoni animati di tutti i tempi.

Stiamo parlando di Wile  E. Coyote il quale, secondo i nostri calcoli, sta dando la caccia a Beep Beep da ben 71 anni!

Entrambi nati il 16 settembre del 1949 dalla matita di Chuck Jones, che disegnò il coyote e il velocissimo pennuto per la Warner Bros, appaiono insieme per la prima volta in un episodio dal titolo Fast and Furry-ous (Lavato e stirato), il primo di una lunga serie, ben 45 cortometraggi. 

Ne avrete certamente seguito uno anche voi, quando eravate giovani, e dunque vi sarete ritrovati come me  a fare il tifo per lo sfortunato coyote, anziché per il suo acerrimo nemico, un animale di razza Nandù.

In molti hanno creduto si trattasse di uno struzzo (tanto che nei vecchi doppiaggi italiani come nei fumetti veniva chiamato Beep-beep, lo struzzo corridore); si tratta invece di un uccello dei deserti americani, appartenente alla famiglia dei cuculidi, il cui none scientifico è geococcyx californianus, ma è comunemente chiamato Roadrunner ovvero, il corridore della strada. 

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Beep beep, la preda tanto agognata da Willy, si muove velocissimo e nonostante gli innumerevoli e sempre più ingegnosi tentativi di cattura da parte del coyote, riesce puntualmente a sfuggirgli, in maniera spesso irriverente. Le sfide fra i due protagonisti si risolvono, quindi, sempre a favore dell’astuto pennuto dai colori sgargianti, e puntualmente il coyote cade vittima del suo stesso ingegno, finendo per subire incidenti dalle conseguenze alle volte anche serie a cui fortunatamente sopravvive soltanto perché è un cartone animato. 

Ubicate nelle gole della Monument Valley le trappole inventate da Willy Coyote per catturare Beep Beep, prevedono spesso strani arnesi tecnologici, regolarmente difettosi o impossibili ad usarsi, rigorosamente forniti dalla ACME Inc.,un’ azienda fittizia ideata dallo stesso Chuck Jones, che oltre a Willy Coyote gestisce le attrezzature anche di tutti gli altri personaggi dei Looney Tunes. 

C’ è da supporre che anche il creatore del cortometraggio tenesse più al povero coyote che non all’inarrivabile struzzo: del resto, Jones basò il personaggio di Willy il Coyote sulla rappresentazione del coyote fornita da Mark Twain nel libro In cerca di Guai (Roughing It), nel quale l’animale è descritto come «uno scheletro bislungo e allampanato, dall’aria afflitta e assai cagionevole […] una vivente allegoria dell’Indigenza: ha sempre fame, è sempre povero in canna, scalognato e senza un amico al mondo». L’aspetto finale venne poi modellato su quello dell’animatore e collega di Jones, Ken Harris. Il celebre verso del pennuto corridore sarebbe invece stato ispirato da un episodio reale, nel quale il disegnatore Paul Julian, carico di fogli, pronunciò scherzosamente “beep beep” nel passare a fianco a Chuck Jones e Michael Maltese.

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La serie nacque come parodia dei cartoni animati basati sulla caccia e gli inseguimenti tra una coppia di personaggi antitetici, Tom & Jerry, un genere che Jones aveva già avuto modo di esplorare nel corto delle Merrie Melodies, Comincia tutto da una mela (Fair and Worm-er) nel 1946. Come fonte di ispirazione per l’umorismo della serie, invece, Jones citò il corto de Il corvo e la Volpe del 1941 (The Fox and the Grapes) di  Frank Tashlin.

Nella sua autobiografia del 1999 Chuck Jones affermò che nella realizzazione delle storie di Willy il Coyote e Beep Beep lui e gli altri artisti coinvolti si attenevano a una serie di regole concordate:

  1. Beep Beep non può danneggiare il Coyote tranne gridando “beep beep!“.
  2. Willy non parla mai. In genere è muto, al massimo si esprime tramite l’uso di cartelli estemporanei . Solo in due corti, dove ha per antagonista Bugs Bunny, prende finalmente la parola sfoderando un comicissimo accento inglese. Non prima però di aver mostrato un esilarante biglietto da visita che recita: «Wile E. Coyote. Genius»
  3. Willy non può catturare Beep Beep. In realtà, questo invece succederà, ma una sola volta in un cartoon del 1980 intitolato Soup or Sonic, in cui il finale è anche più amaro del solito perché quando finalmente Willy raggiunge Beep Beep, essendo passato attraverso un tubo telescopico, è diventato una specie di lillipuziano e ha di fronte a sé un gigante. L’ultima inquadratura, con immancabile cartello, parla da sola: «Okay, wise guys, you always wanted me to catch him. Now what do I do?». Ok, ragazzi: avete sempre voluto che lo catturassi. E ora che faccio?

Willy il Coyote e Beep Beep sono un esempio del successo dei cartoni delle Merrie Melodies. Willy  in particolare è considerato ancora oggi il più sfortunato personaggio dei cartoni animati e la sua simpatia lo ha fatto diventare uno dei migliori e più popolari personaggi dei Looney Tunes!

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Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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