Buona prova, beffa finale

di Patrizia Iannicelli

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Dopo l’esordio vincente della Fiorentina al Franchi, la settimana è stata caratterizzata da incontri, confronti, polemiche e discussioni sulla possibilità di ristrutturarlo o costruire un nuovo impianto a Campi Bisenzio. Un argomento che terrà banco anche nei prossimi mesi, dopo l’emendamento sbloccastadi, e la volontà del presidente Commisso di voler investire nelle infrastrutture (come già avvenuto per il centro sportivo di Bagno a Ripoli).

In questo contesto si inserisce ma in maniera marginale il mercato, un altro esubero che non entra nei piani tecnici, Boateng, viene ceduto al Monza (con riduzione notevole del monte ingaggi, ndr), nello stesso tempo potrebbe andare in prestito qualche giocatore, ma si corre ancora il rischio di perdere pezzi pregiati, fino alla chiusura del 5 ottobre.

Intanto è confermata la riapertura parziale negli stadi con la presenza di 1000 spettatori. In questo contesto si gioca la seconda giornata di campionato, con il  big match serale del sabato, la Fiorentina di scena a San Siro contro la corazzata Inter, squadra candidata alla vittoria finale. Gli undici partono con il solito modulo del 3-5-2, Dragowski, Milenkovic, Ceccherini, Caceres, Chiesa, Bonaventura, Amrabat, Castrovilli, Biraghi, Ribery (cap.), Kouamé.

Al terzo minuto, partenza sprint dei viola che si trovano in vantaggio con Kouame, da un cross di Biraghi, pallone agganciato da Bonaventura che appoggia sull’ivoriano che davanti al portiere mette in rete. Dopo il consulto al Var il goal è convalidato.

Avvio offensivo degli ospiti in questa fase iniziale, ma i valori tecnici dei nerazzurri quando arrivano in area mettono apprensione alle retroguardie dei viola. Al diciottesimo viene assegnato un rigore per fallo di Caceres (punito con un giallo), su Lautaro dall’arbitro, la visione al Var anche con lo stesso Calvarese, cambia la decisione e si resta sul vantaggio degli ospiti.

Gara con diversi ribaltamenti di fronte da una parte e dall’altra, giocata a viso aperto dalla Fiorentina con carattere e personalità. Nei due minuti di recupero contropiede dell’Inter con Lautaro che dal limite dell’area, con un gran tiro batte Dragowski e riporta il risultato in parità. Intanto dalla Lega viene annullata la precedente ammonizione su Caceres per il rigore non dato.

Nella seconda frazione di gioco, al cinquantaduesimo, nerazzurri in vantaggio, Lautaro dalla sinistra crossa verso il centro, una deviazione sfortunata di Ceccherini mette la palla in rete. La Fiorentina continua a creare, sale in cattedra la classe di Ribery, da un contropiede palla per Castrovilli che con un diagonale sul secondo palo riporta in parità il risultato.

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Primi cambi per mister Iachini, esce Bonaventura per Borja Valero, ex di turno applaudito dagli spettatori presenti, Kouamé per Vlahovic. Al sessantatreesimo ancora una giocata da campione del francese Ribery, dribbling a centrocampo e cross dalla sinistra, palla precisa per Chiesa che con un tiro perfetto riporta in vantaggio la squadra viola.

L’esterno viola esce per dare il posto a Lirola. Intanto in un paio di occasioni il portiere gigliato costretto ad interventi risolutivi. All’ottantesimo ancora un contropiede partito da Ribery, e palla per Vlahovic che da solo in area da distanza ravvicinata manda fuori. All’ottantacinquesimo il campione francese lascia il campo tra la standing ovation dei presenti, al suo posto entra Cutrone.

Come spesso avviene, goal sbagliato goal subito: errore del giovane serbo, pareggio di Lukaku. Due minuti dopo arriva l’incredibile quarto goal dell’Inter, cross di Sanchez sul secondo palo per D’Ambrosio e palla in rete, qualche pecca del portiere non in posizione e di Vlahovic superato dal difensore interista.

Grande delusione e amarezza per una gara spettacolare ed entusiasmante, che fino a pochi minuti dalla fine la Fiorentina conduceva meritatamente. Poi la poca esperienza, i cambi di diversa caratura e qualità (Hakimi, Sanchez, Naingollan, Vidal, Sensi), gli errori individuali purtroppo hanno condizionato la gara e fatto la differenza. Resta una prestazione brillante giocata senza timori reverenziali dai ragazzi di Iachini, ma c’è molto da migliorare non solo a livello tecnico ma anche nell’atteggiamento e nella personalità. Doti che non mancano e sono d’esempio da un campione al quale non si trovano più aggettivi per celebrarlo (sorvoliamo il tacco che ha innescato il primo goal), il francese un esempio di classe determinazione e bellezza del calcio, con due assist perfetti che hanno innescato i goal di Castrovilli e Chiesa.

I due giovani che giocano a tutto campo con sacrificio e determinazione, Castrovilli esce alla distanza e realizza il suo secondo goal personale, Chiesa in splendida forma, gioca come terzino destro, si fa notare anche in anticipo sulle ripartenze, realizza un goal strepitoso, dopo una corsa a tutto campo. Non vogliamo immaginare di perdere questo talento, sarà un caso ma l’uscita per problemi fisici dell’enfant prodige, insieme a Ribery ha forse determinato questa sconfitta.

Dalla difesa, il reparto ben consolidato, le dolenti note, dal portiere polacco che poteva intervenire meglio sul quarto goal, ai singoli, con incertezze ed errori da evitare. Il reparto offensivo in costruzione, diversi problemi di finalizzazione sotto porta, acerbi gli attaccanti, forse la squadra necessita di un centravanti di ruolo. Il centrocampo con le new entry Bonaventura e Amrabat (schierato davanti la difesa), non hanno demeritato, anche se nelle prossime uscite potranno inserirsi meglio nei diversi schemi. Tra cose buone e sbavature da correggere, in generale una buona prova che lascia l’amaro in bocca per la beffa finale.  La prossima gara si giocherà nell’anticipo del venerdì al Franchi contro la Sampdoria, squadra alla portata, dove sarà ammesso un solo risultato, aspettando qualche rinforzo in questi ultimi giorni di mercato.

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