Buona la prima

di Simone Borri

Castrovilli200920-003

Alla Fiorentina tocca l’onore e l’onere di aprire ufficialmente il campionato di calcio 2020-21, quello che negli auspici di tutti dovrebbe segnare il ritorno alla normalità postpandemica, ospitando allo stadio Franchi il Torino.

Le due squadre, le cui tifoserie sono unite da un rude gemellaggio dai tempi in cui realizzarono di avere un nemico in comune, la Juventus, ma che poi non hanno mai fatto troppi complimenti in campo dandosele sempre di santa ragione, sono tra quelle che rispetto alla scorsa stagione aspirerebbero almeno a parole a dimostrare di essere qualcosa di più, se non addirittura ad essere la sorpresa della nuova.

Il Torino ha cambiato di più, a cominciare dall’allenatore, quel Giampaolo che ha una gran voglia di riscatto dopo l’infausta esperienza milanese e idee precise sul calcio che vuol far giocare ai suoi ragazzi. La parola d’ordine è intensità, il Torino tiene un pressing più o meno alto sui portatori di palla viola, almeno finché gli regge il fiato. I granata si sono tenuti Belotti, e hanno fatto bene a giudicare anche da quello che si è visto al Franchi in questo esordio.

La Fiorentina per ora è più o meno quella della scorsa stagione, con Bonaventura al posto di Benassi ed in attesa di Amrabat oggi squalificato. Ma è il modo di stare in campo che sembra diverso. La cura Iachini pare aver prodotto effetti anche nella breve estate che ha separato il campionato del Covid da quello in cui il mister di Ascoli è stato confermato a furor di società, se non di popolo. Qualcosa si è visto, il gioco è sempre quello – che tra l’altro fa una gran fatica ad essere tradotto in gol segnati, ma l’attacco viola ancora è un reparto di ragazzi in verdissima età e in crescita, con l’aggiunta di un Cutrone che cerca, e a volte trova, se stesso -, ma è la personalità e, anche da parte loro, l’intensità con cui i viola lo conducono che fa ben sperare in una prima serata in cui di manovre affascinanti ed ubriacanti se ne vedono poche, almeno fino all’ingresso di Borja Valero, ma di prestanza atletica e di pressing offensivo se ne vede tanto, e per tutta la durata dell’incontro.

I viola potrebbero chiudere il discorso nel primo tempo, anche se è proprio nella prima frazione che il Torino fa vedere una maggiore capacità di risposta. La partita vive su delle costanti. La Fiorentina fa fatica a centrocampo, grazie al pressing dei difensori torinisti ed alle non perfette condizioni fisiche di Castrovilli e di un pur discreto Bonaventura. Sulle fasce, invece, i ragazzi di Iachini si aprono sempre una autostrada. Da una parte Chiesa e dall’altra Biraghi arrivano spesso in fondo a crossare, ed i loro cross sono armi letali. In mezzo, Kouame grazia almeno tre volte Sirigu, che in almeno due ci mette anche del suo, avvicinandosi ogni volta di più ad un gol meritato e di pregevole fattura. Ci prova anche Bonaventura, due volte, e in una Sirigu si supera. E ci prova ovviamente anche Ribery, che pure stenta a trovare spazi nell’affollata area granata.

Ad inizio ripresa, quando ti aspetteresti che la Fiorentina pagasse dazio per le energie fisiche spese fino a quel momento, ecco che il dazio lo paga il Torino uscendo di colpo dal match e riducendo il proprio gioco a poco più di un catenaccio. Al 3° minuto già Biraghi porterebbe in vantaggio la squadra di casa mettendo a sedere l’estremo difensore granata e infilandogli il pallone tra le gambe, ma dal Var richiamano l’attenzione dell’arbitro Abisso. Che dall’abisso improvvisamente spalancatoglisi davanti ritira su il Torino.

Altre due volte Biraghi si vede fermare da fuorigioco discutibili per quanto infinitesimali, ed è un peccato che la sua ottima partita non sia coronata dalla soddisfazione di un gol e rischi anzi di essere compromessa a metà ripresa da una palla persa che innesca Zaza che a sua volta strafalciona mancando di innescare a dovere Belotti. Malgrado ciò, di Biraghi si può dire per ora che l’anno trascorso a Milano gli ha fatto decisamente bene. Il terzino a sinistra è un’ira di Dio per i torinisti, come Chiesa, malgrado qualche imprecisione e la consueta testardaggine nella ricerca a volte dell’azione personale, lo è a destra.

Chiesa come Biraghi: i loro cross sono armi letali

Chiesa come Biraghi: i loro cross sono armi letali

Sull’ennesimo sfondamento del figlio di Enrico, Castrovilli riqualifica la sua altrimenti difficile serata facendosi trovare appostato sul palo opposto e mettendo dentro con il piattone il gol che vale i primi tre punti per la Fiorentina. Meritatissimi, da che il Torino non accenna una reazione decente neanche dopo essere passato in svantaggio, se non negli ultimissimi minuti dei sei concessi di recupero.

Se si può trovare un difetto alla Fiorentina oggi, è proprio quello – consueto – di non saper gestire i minuti finali. Belotti gela il sangue agli spettatori virtuali del Franchi ed al pubblico viola a casa buttando dentro al 94° un pareggio che sarebbe una beffa per la Fiorentina, ma per fortuna il suo fuorigioco è talmente abissale che Abisso interrompe la gioia granata dopo appena un attimo.

Nei minuti finali, c’è tempo anche per rivalutare il ritorno a casa del figliol prodigo. Tra i cambi effettuati dopo il gol del vantaggio, Iachini ha mandato in campo una nostra vecchia gloria per dare fiato a Bonaventura. Non sapremo mai che intensità avrebbe raggiunto l’urlo del Franchi se i suoi spalti fossero stati gremiti di spettatori, al momento in cui Borja Valero Iglesias varca la linea che lo ammette a tornare a giocare con la maglia viola. I suoi passaggi precisi e la sua disarmante facilità nel tenere palla anche tra due avversari (sovrastanti fisicamente, come tutta la retroguardia granata) fanno gran bene ad una Fiorentina che ha speso tanto e che aspetta solo lo scorrere del cronometro.

BorjaValero200920-001

Il “sindaco” è tornato

Bella vittoria viola, anche se per certi dettagli che dovrebbero rendere il modo di giocare della squadra di Iachini meno faticoso a prodursi e a guardarsi ci vorrà tempo, e magari qualche altro innesto dal mercato. Biraghi e Chiesa al momento non hanno grandi sostituti, anche se sul giovane Venuti si può puntare abbastanza.

Vedremo. Intanto la gioia per la prima discreta prestazione dei nostri eroi è un po’ annacquata dall’annuncio che l’ineffabile F.I.G.C. ha deciso – o per meglio dire fatto decidere al governo nazionale – di aprire gli stadi a partire da oggi ad un contingente rispettivo di 1.000 persone. La Fiorentina ringrazia, anche perché per ottemperare alle precedenti disposizioni aveva dovuto a sua volta comportarsi in modo assai iniquo nei confronti di numerosi addetti ai lavori dell’informazione della città.

In particolare, segnaliamo il mancato accredito alla nostra direttrice Patrizia Iannicelli per motivi addotti di capienza ridotta. Gli addetti stampa dell’A.C.F. Fiorentina si sono giustificati adducendo a loro volta le disposizioni federali che impongono di dare precedenza alle testate nazionali ed a quelle televisive. Diciamo senza mezzi termini che non ci sono scusanti per l’increscioso episodio, che speriamo non si ripeta, perché si tradurrebbe in una manifesta mancanza di rispetto per chi fa il suo lavoro con la stessa dignità di chi è ammesso ad entrare nella sala stampa del Franchi. Intitolata – lo ricordiamo – ad una Manuela Righini che avrebbe avuto sicuramente da ridire rispetto a certi comportamenti.

La Fiorentina ha cominciato bene, mr. Commisso. La sua società un po’ meno. Le auguriamo, a lei e soprattutto a noi, di fare meglio in futuro, sotto questo ed altri punti di vista. Non dovrebbe essere difficile.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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