La Fiorentina spegne le luci a San Siro

di Simone Borri

Pietro Terracciano, nomination alla maglia da titolare?

Pietro Terracciano, nomination alla maglia da titolare?

Si fa abbastanza presto a commentare Inter – Fiorentina. Gol da raccontare non ce ne sono, e se questa non è una novità per una squadra, quella viola, che spesso in questo campionato ha avuto difficoltà a finalizzare le sue trame offensive – belle o brutte a vedersi che fossero -, lo è per quella nerazzurra che una volta sola sempre in questo campionato aveva chiuso a reti bianche. Lo fa di nuovo nella circostanza meno opportuna.

Questa per l’Inter era la penultima spiaggia, la Juventus sta già preparando la festa: se vince a Udine, si appunterà sulle maglie il nono scudetto consecutivo. Il più improbabile, se si vuole, perché a marzo nessuno avrebbe pensato che in estate saremmo stati ancora qui a parlare di medie inglesi e di posizioni in classifica. Il più facile, sempre se si vuole, perché questa era la stagione in cui i bianconeri avevano per la prima volta non uno ma ben due avversari. Regolati entrambi alla fine più facilmente di una pratica alla Sovrintendenza Belle Arti.

L’Inter aveva ancora assai da chiedere a questo campionato, non foss’altro per evitare l’onta di dover lasciare all’Atalanta l’onore di essere la squadra nerazzurra più alta in classifica. La Fiorentina invece più niente. Oddio, per la verità qualcuno nell’ambiente aveva presentato il match di San Siro come uno dei due test di ingresso di Beppe Iachini sulla panchina viola 2020-21. Come se ce ne fosse stato bisogno e come se una partita del genere potesse dire davvero qualcosa di più e di nuovo delle 34 precedenti.

Lo ha fatto. Adesso sappiamo, che con il materiale tecnico a disposizione attualmente a Firenze, Beppe Iachini è uno dei migliori tecnici attualmente in circolazione in serie A. La Fiorentina è andata a Milano a fare un sano catenaccio d’altri tempi, e pensa un po’, c’é riuscita alla perfezione portando via un punto clamoroso (potevano addirittura essere tre se Lirola…..). Beppe queste partite sa come prepararle. I suoi ragazzi hanno capito finalmente come giocarle, non ci vuole molto del resto.

Quando arrivò, chi scrive era perplesso sull’opportunità di dare in mano la squadra che rappresenta Firenze ad un mister che fa del provincialismo tecnico (in senso buono, sia chiaro, il lavoro va sempre rispettato, di chiunque) il suo verbo calcistico. Dice che eravamo disperati, sull’orlo dell’ennesimo baratro della nostra storia recente. A questo punto, a cose fatte e baratro evitato, oltre al rispetto per chi ha lavorato sodo e bene comprendiamo che ci possa essere anche una forma di gratitudine, giusta o meno giusta che sia, da parte di una società alle prese con il suo Decreto Rilancio, che al primo comma prevede lo scioglimento del non facile nodo del prossimo allenatore.

Iachini a questa società ha complicato le cose non poco, portando via da San Siro questo punto che potevano essere addirittura tre. Rispetto a chi deve deciderne la riconferma o meno sta adesso in vantaggio 1-0, dovesse salvare le penne anche da Roma la vedremmo dura per patron Rocco Commisso limitare il suo incontro con il tecnico ad una semplice stretta di mano e ad un grazie, per quanto sentito.

La banda Iachini peraltro va a Milano non spaesata come Totò e Peppino, perché conosce già il suo “indiriss”. Ci va determinata, per quanto poco attrezzata tecnicamente a resistere al prevedibile assedio di un’Inter che come detto si gioca tutto stasera. Quando scendono verso Terracciano, i nerazzurri fanno paura, e la porta viola sembra in procinto di capitolare da un momento all’altro. Ma San Pietro da San Felice a Cancello, chiamato anche oggi a sostituire San Drago tra i pali fiorentini, fa gli straordinari anche stasera ribattendo i micidiali tiri degli uomini di Conte almeno tre volte. Quando non ce la farebbe lui, è il palo a dire di no a Lukaku, ed è un palo che sembra una sentenza per l’Inter. Ripassare l’anno prossimo.

Il primo tiro della Fiorentina nella porta di Handanovic è al 56° con Castrovilli. Niente di eccezionale, tra laltro. La dice lunga peraltro sulla qualità del gioco viola (passato, presente e futuro) nella gestione Iachini. Poco prima, l’Inter ha sbattuto ancora una volta nel palo, ma stavolta a mandarci contro il tiro di Sanchez è stato Terracciano. Anche scegliere il portiere titolare per la prossima stagione non sarà uno scherzo.

La Fiorentina ha fatto turnover, ebbene sì, lasciando in panchina Pulgar e Chiesa che entrano a metà ripresa rispettivamente per Badelj ed un esausto Ribery. L’Inter vorrebbe provarci ancora ma le energie cominciano a calare drasticamente, e la Fiorentina anche grazie alle sue forze fresche si trova di fronte all’occasione di doverci provare a sua volta. Se ne mangia due di occasioni. La prima con Chiesa che non viene più contenuto dai difensori interisti e che affonda sulla fascia sinistra mettendo al centro per Lirola, che da due passi manca la deviazione assassina in porta. Peccato, tira sul corpo del portiere, ma del resto attaccanti non ci si improvvisa. L’attaccante Khouame invece sull’ultima azione viola eccede in generosità e passa la palla ad un compagno anziché tirare da posizione abbastanza comoda.

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Troppa grazia sarebbe stata essere qui a commentare la Fiorentina che sbanca Milano agli ultimi minuti? Forse sì, sarebbe stato un premio eccessivo, e poi chi glielo avrebbe detto a mister Iachini che ancora l’A.C.F. Fiorentina non ha deciso il nome del suo prossimo allenatore?

Crediamo che mister Commisso si possa godere la sua quarantena americana un altro po’. A Firenze lo attendono scelte non facili.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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