Something stupid

di Simone Borri

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Quando mise in mano per la prima volta un microfono alla figlia Nancy, Frank Sinatra era già diventato da tempo The Voice. In casa sua erano ospiti fissi altre leggende come lui, Dean Martin, Bing Crosby, Elvis Presley, per nominare solo i cantanti. Più mezza Hollywood, gente da premio Oscar, da disco d’oro o di platino come lui.

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Nancy Sinatra, 1961

La piccola Nancy era cresciuta saltellando sulle ginocchia delle celebrità dell’epoca, e aveva cominciato ad accompagnare il padre in tournée quando non aveva ancora vent’anni, alla fine degli anni cinquanta.

Il successo, come Nancy Sinatra e non come figlia di Frank, le arrivò alla metà del decennio successivo. These boots are made for walking fu subito una hit per il pubblico giovanile in cerca di motivi e simboli più trasgressivi possibile (tali erano considerati per l’epoca gli stivaletti da donna, quei boots in cui la cantante invitava a camminare….). Successo che fu doppiato da Bang bang (My baby shot me down), che riuscì ad interpretare addiritura meglio di Sonny Bono e Cher, gli autori.

Nancy Sinatra, 1971

Nancy Sinatra, 1971

Nello stesso periodo, Nancy divenne addirittura una Bond girl, perché John Barry, il mago delle colonne sonore di 007, le commissionò quella dell’Episodio 5, Si vive solo due volte. La sua voce, per quanto tutta diversa da quella del padre, prendeva allo steso modo. You only live twice fu un successo nel successo. Sean Connery spiccò il volo da quel film per la carriera che sappiamo. Altrettanto fece la bionda e graziosa Nancy, seguita ormai a distanza con occhio affezionato e benevolo dal papà.

Non prima però di essersi tolti entrambi la soddisfazione di un successo mondiale cantato insieme. Something stupid, il duetto inciso nel 1966 da Carson and Gaile era stato un discreto successo. I Sinatra ne fecero un successone, incidendo una versione con cui avrebbero dovuto confrontarsi in seguito diverse altre coppie, destinate tutte peraltro a classificarsi dal secondo posto in giù. Come Tammy Winette e David Houston, Michael Bublé e Reese Witherspoon, e per finire Nicole Kidman e Robbie Williams.

Tutti bravi, ma i migliori restano loro, padre e figlia. Che si volevano davvero un gran bene, e che avevano la voce giusta per dirselo e cantarselo. Come nessun altro.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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