Pensieri e parole di Battisti e Mogol

di Barbara Chiarini

Il cantautore Lucio Battisti

Il cantautore Lucio Battisti

30 Maggio 1971- Lucio Battisti debutta in classifica con la canzone Pensieri e parole.

Pensieri e parole è uno dei molti brani di successo nati dalla storica collaborazione tra Lucio Battisti e Giulio Rapetti, in arte Mogol. La canzone nasce nel 1971 come singolo, per poi essere inclusa l’anno successivo, nell’album Lucio Battisti Volume 4. 

Fu il 45 giri più venduto di quell’anno, scalando tutte le classifiche: l’album, invece, non godette di altrettanta buona sorte, arrivando a raggiungere nelle hit soltanto il terzo posto.

Probabilmente la causa è da ricercarsi in una scelta di tempi sbagliati per il suo lancio pubblicitario: erano da poco tempo usciti altri due singoli di tutto rispetto, quali Anche per te e La canzone del sole, canzoni orecchiabili, con testi semplici e diretti.

Pensieri e parole è  invece,  un universo a se’ stante, un  brano particolare ed impegnativo che, a mio vedere, vivrà sempre di luce propria, diventando uno dei pezzi più rappresentativi della carriera di Battisti e del suo sodalizio artistico con Mogol. 

Il testo parla di un rapporto sentimentale tra un uomo ed una donna che sta purtroppo esaurendosi, volgendo alla fine: ma il protagonista, seppur chiaramente confuso, vorrebbe tentare di tutto, pur di salvare  la relazione.  

Il  brano è autobiografico: si sarebbe portati a pensare che sia Battisti a raccontare di una sua  relazione, della sua vita privata; invece colui che scrive di se’ non è altri che Mogol. 

Nella canzone traspaiono molti dei suoi ricordi. alla base di tutto, vi è la sofferenza per la separazione dalla moglie.

Copertina del singolo Pensieri e Parole

Copertina del singolo Pensieri e Parole

Tante altre immagini descrivono poi l’infanzia e l’adolescenza del paroliere milanese. Viene rievocata la vita di periferia (iniziata rubando frutta negli orti), i primi approcci pudici con l’altro sesso, i giochi in quel campo di grano incontaminato che pare essere quasi profanato dalla vivacità di un gruppo di bambini che gioca; l’ansia con la quale Giulio attendeva l’apertura domenicale di quell’unico cinema che faceva sognare pagando  solamente cento lire, fino a ricordare una ferrovia che era il limitare del loro piccolo mondo. 

A tutti questi pensieri si affianca l’altra faccia del brano, ben separata anche musicalmente, rappresentata dalle parole di uomo maturo ma in pieno stato confusionale: ferito da un amore finito e segnato, consumato dal dubbio se sia opportuno ricominciare o abbandonare. L’uomo che sa  che la relazione avuta con la donna più importante della vita, si è conclusa e si appella a Dio, affinché lo aiuti a superare il dolore, serbando infondo al cuore uno spiraglio di speranza.

Al valore emotivo del brano, si aggiunge l’interpretazione sublime di Lucio Battisti che, in qualche modo, regala l’eternità a questa storia d’amore, oltre a scrivere un nuovo capitolo della musica italiana.

La particolarità di questa canzone sta appunto nell’ intreccio di due melodie distinte, le quali sono dapprima cantate separatamente ma poi si fondono, a partire dalla seconda strofa: le due voci vogliono e riescono a suggerire  l’accavallarsi dei pensieri e delle parole durante il confronto tra i due innamorati, nel momento cruciale della loro relazione.

Lucio Battisti insieme a Giulio Rapetti, in arte Mogol

Lucio Battisti insieme a Giulio Rapetti, in arte Mogol

Quando la canzone fu presentata in televisione, durante la trasmissione Teatro 10,  lo stesso Battisti insistette per voler interpretare prima una parte del motivo in playback e quindi  sovrapporre  due immagini di sé,  al fine di poter cantare ciascuna delle parti vocali insieme, enfatizzando l’effetto di sovrapposizione.

Collezionando tantissimi altri successi, il sodalizio Battisti-Mogol si protrasse fino al 1980, anno in cui i due sciolsero il binomio per divergenze artistiche e  senza litigi (non come sostennero invece tante voci circolate in quel periodo come negli anni successivi).

Lucio Battisti ci ha lasciati troppo presto, morendo a soli 55 anni nel 1998. 

Ai suoi funerali, che si svolsero in forma strettamente privata a Molteno, il suo paese di origine, fra le venti persone presenti vi era anche Mogol: l’amico di una vita, colui che concesse i suoi più intimi ricordi affinché avessero nuova espressione e  nuova luce nella voce del grandissimo Lucio.

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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