Maestro di musica o maestro di vita ?

di Barbara Chiarini

Ezio Bosso (Torino, 13 settembre 1971 – Bologna, 15 maggio 2020) è stato un direttore d'orchestra, compositore e pianista italiano.

Ezio Bosso (Torino, 13 settembre 1971 – Bologna, 15 maggio 2020) è stato un direttore d’orchestra, compositore e pianista italiano.

E’ morto Ezio Bosso.

Ci ho messo qualche giorno per metabolizzare questa triste perdita; non mi capita spesso, ma credetemi, non riuscivo a trovare le parole per scrivere di questo grande maestro che non sarà più con noi, almeno su questa terra.

Il grande musicista, pianista, direttore d’orchestra compositore, si è spento, ormai già qualche notte fa, nella sua casa di Bologna. 

Aveva soltanto 48 anni. 

Accanto a lui, c’erano la sua compagna ed i suoi cani amatissimi (e’ tempo di COVID…. ma probabilmente, per come era suo carattere, era giusto così!).

A portarselo via,  un cancro con cui conviveva da molti anni, un male che lo costringeva a lunghi periodi di sosta per poi affrontare quei terribili cicli di chemioterapia cui nessuno, nelle medesime circostanze, può esimersi.

Ad acuire il quadro clinico, c’era poi  la malattia neurodegenerativa che l’aveva costretto da tempo a stare seduto su di una sedia a rotelle.

Eppure, nonostante le sue malattie, il Maestro non si è mai arreso. Ha continuato a combattere fino alla fine con il coraggio di un leone. La musica, la sua passione più grande, la sua ragione di vita, l’aveva anzi spinto a sfide sempre più ardite, a trasformare ogni sconfitta del corpo in una rinascita dello spirito.

Ezio Bosso, il pianista

Ezio Bosso, il pianista

Nato a Torino il 13 settembre 1971 da una famiglia di origini piuttosto modeste, Ezio si era innamorato della musica fin da bambino, grazie a una prozia pianista. Per seguire la sua passione a 16 anni se ne era andato da casa e aveva raggiunto la Francia, dove aveva debuttato come solista. L’incontro con Ludwig Streicher, contrabbassista della  Wiener Philharmonic, segnerà  il suo destino. Intuendone il talento, il musicista austriaco lo indirizzerà all’Accademia di Vienna dove Ezio studierà contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra. 

E da contrabassista  inizia a suonare in importanti formazioni, tra cui la Chamber Orchestra of Europe di Claudio Abbado. Con il maestro milanese Ezio instaurerà un legame non solo artistico ma anche di amicizia. Poi, dopo la morte di Abbado, nel 2017 sarà Ezio a farsi testimonial dell’eredità della sua ultima creatura, l’Associazione Mozart14, nata a Bologna per portare la musica nei luoghi del dolore, nelle carceri, negli ospedali. 

Il percorso nella malattia di Claudio sarà per Ezio un esempio di resistenza e di rinnovato impegno in una musica che, come egli amava sempre ripetere: «E’ la vera terapia a tutti i mali».

Il suo calvario ha inizio nel 2011:  la malattia neurodegenerativa  in breve lo  porterà  a finire su di una sedia a rotelle ma pure a segnare la sua rinascita come artista. Alla sua attività di pianista alterna quella di direttore d’orchestra, alla guida dell’organico de La Fenice di Venezia e del Comunale di Bologna.

Infine riesce a dare vita al suo sogno, creando un gruppo di musicisti eccellenti, riuniti a seguire ogni gesto della sua bacchetta, come se fosse magica; nasce la StradivariFestival Chamber Orchestra, poi ribattezzata Europe Philharmonic.

Pochi mesi fa aveva dovuto anche dire addio al suo strumento preferito, il pianoforte: le sue dita non rispondevano più bene ed i dolori a forzarle sui tasti, pare si fossero fatti insopportabili.

Ezio Bosso, l’uomo

Ezio Bosso, l’uomo

Niente più piano, ma avanti tutta con la sua orchestra, la Europe Philharmonic, con cui lo scorso gennaio aveva tenuto le ultime trionfali serate all’insegna di Beethoven e Strauss al Conservatorio di Milano per la Società dei Concerti. 

Provato ogni giorno un poco di più nel fisico, eppure indomito nello spirito: quando veniva issato dalla sua carrozzina sul predellino del direttore D’orchestra, il Maestro si trasformava. Alzava la bacchetta e accendeva la musica, facendo dono di tutto se stesso. Assistere ad un suo concerto, ad una sua prova  dicono che fosse un’esperienza bellissima perché ci si rendeva conto di quanto amore lui trasmettesse ai suoi musicisti, senza concedersi pause, senza mai accontentarsi, senza smettere anche quando era chiaramente esausto. 

Ezio era vivo perché faceva musica!

La quarantena imposta dal virus pare gli sia stata fatale. Ancora una volta aveva cercato di reagire, ma la linfa per lui salvifica, il fare musica insieme con gli altri e per gli altri, non c’era più.

Sempre un poco più triste, continuava  inesorabilmente a guardare con immutata forza al futuro: aveva in mente molti progetti, stava pensando a nuovi modi di fare musica nel rispetto delle distanze di sicurezza imposte dai molti decreti Covid19.

Eppure per lui, il bisogno più impellente era sentire il calore di un abbraccio: abbracciare gli amici, abbracciare i suoi musicisti. 

Ezio Bosso, il Direttore d’Orchestra

Ezio Bosso, il Direttore d’Orchestra

 E detto fra noi, cosa c’è di più bello se non la forza di un affetto che passa da un essere vivente all’altro tramite un abbraccio?

Il Maestro Ezio Bosso continuerà ad abbracciarci con la forza del pensiero e la potenza della sua musica da dove adesso si trova: io ne sono certa.

Il nostro quindi non è un addio ma soltanto un arrivederci: Arrivederci ad un grande maestro di musica ma soprattutto ad un grande maestro di vita!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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